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LO SPORT E' GEOPOLITICA – LA CRISI IN MEDIORIENTE INVESTE ANCHE IL CALCIO: LA PARTECIPAZIONE DELLA NAZIONALE IRANIANA AI MONDIALI 2026 NEGLI STATI UNITI È IN FORTE DUBBIO E ANCHE LA "FINALISSIMA" TRA ARGENTINA E SPAGNA, A DOHA, POTREBBE ESSERE CANCELLATA – IL PRESIDENTE DELLA FIFA GIANNI INFANTINO, CHEERLEADER DI TRUMP (GLI HA PERSINO REGALATO UN “PREMIO NOBEL FAKE”), NON SI ESPONE - È L’ENNESIMA DIMOSTRAZIONE CHE LE FEDERAZIONI E GLI ORGANISMI INTERNAZIONALI NON CONTANO UN CAZZO QUANDO BISOGNA DECIDERE (ISRAELE CONTINUA A PARTECIPARE ALLE MANIFESTAZIONI SPORTIVE NONOSTANTE I BOMBARDAMENTI SU GAZA, MENTRE LA RUSSIA, CHE HA INVASO L'UCRAINA, E' STATA ESCLUSA…)

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Estratto dell’articolo di Valerio Piccioni per “Domani”

 

nazionale iran 3

Pure lo sport balla sull’orlo del burrone. L’illusione dell’isola felice fra i guai del mondo e di un acrobatico slalom in mezzo ai bombardamenti viene travolta anche in questo caso in poche ore. La prima conseguenza è sul Mondiale di calcio che potrebbe perdere un pezzo: l’Iran.

 

«Difficile guardare con fiducia alla nostra partecipazione», dice Mehdi Taj, il presidente della Federcalcio di Teheran, e la frase sta a metà del guado perché potrebbe essere un annuncio di boicottaggio o una specie di spericolata richiesta di aiuto alle istituzioni sportive internazionali.

 

trump infantino

Che invece navigano nell’assoluta impotenza e sono ormai ridotte a comparse in una scena dominata da droni e missili, e in particolare dalle mosse di Donald Trump, peraltro padrone di casa nella rassegna iridata del pallone organizzata da Usa, Canada e Messico, che scatterà l’11 giugno per concludersi il 19 luglio. La Fifa, condotta da Gianni Infantino che di Trump è un tifoso dichiarato fino al punto di confezionare per il tycoon un apposito premio per la pace, si limita a un frasario diplomatico. […]

 

GLI EFFETTI SULLO SPORT

[…] Gli effetti del conflitto hanno già raggiunto alcune capitali mondiali dello sport, da Dubai a Doha, che proprio quattro anni fa ospitò il Mondiale e che per la fine di questo mese aveva in calendario la sfida fra Argentina e Spagna, campioni di America e d’Europa, una specie di anteprima di Messi-Yamal, con un nome altisonante: Finalissima. Che ora è in dubbio anche perché per il momento il Qatar ha sospeso gli eventi sportivi sul suo territorio.

 

di maria finalissima

Per l’Iran, lo spettro dell’esclusione non è una novità. Quattro anni fa lo chiese esplicitamente un pool mondiale di avvocati nelle settimane che precedettero il viaggio in Qatar. Era il tempo delle proteste per la morte in carcere di Mahsa Amini, colpevole di aver indossato l’hijab «in modo improprio».

 

Ma alla fine nessuno mosse un dito nel contesto del Mondiale, tranne i calciatori della Nazionale che non cantarono l’inno prima del match con l’Inghilterra per essere poi subissati dalle minacce del regime. L’ultimo atto fu la sconfitta con gli Stati Uniti per 1-0, condita da pianti e abbracci fra i calciatori e dalla paura per il ritorno a casa e per la ritorsione. […]

 

NEUTRALITÀ ADDIO

Di certo non è in discussione la condanna categorica verso un regime che anche a livello sportivo ha sposato la difesa e anzi il rilancio di odiose discriminazioni, come quella verso la pratica sportiva delle donne. Meno di tre mesi fa, nell’isola di Kush, duemila donne, molte senza velo, avevano corso una maratona con due degli organizzatori arrestati per un evento «contro la pubblica decenza».

 

israele italia foto lapresse 4

[…] Il problema, però, è che ormai il banco è saltato. La scelta su chi includere e chi escludere è stata delegata dalle autorità sportive a chi ha più forza. E allora ecco gli Stati Uniti che rifiutano il visto a gennaio ad alcuni atleti etiopi che avrebbero dovuto partecipare ai Mondiali di corsa campestre in Florida. Mentre ogni iniziativa per sanzioni sportive verso Israele per il bilancio terribile dell’assedio di Gaza, peraltro da aggiornare con altre vittime anche in questi tempi di presunta pace nella Striscia, è caduta nel vuoto.

 

Ultima la denuncia, proprio contro Fifa e Uefa, di un gruppo di associazioni per i diritti umani, rivolta alla Corte penale internazionale per i rapporti indiretti con squadre israeliane che hanno sede nei territori occupati illegalmente in Cisgiordania. Dove sta il confine della “neutralità” e quello della legittimità di un intervento? E chi lo decide? Mai come stavolta si tratta di domande in cui lo sport può fare solo da spettatore.

nazionale iranNAZIONALE FEMMINILE IRAN