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HAMILTON IN RETROMARCIA – IL PILOTA BRITANNICO DELLA FERRARI SI È SCUSATO DOPO LO SFOGO CONTRO IL SUO TEAM NEL GP DI OLANDA PER IL PODIO SFUMATO: “HO ASCOLTATO QUEI MIEI COMMENTI. NEL CALORE DEL MOMENTO, LA FRUSTRAZIONE PUÒ USCIRE. NON È STATA LA MIGLIOR VERSIONE DI ME. ME NE ASSUMO LA RESPONSABILITÀ” – RESTANO LE CONTINUE TENSIONI TRA HAMILTON E LECLERC. E TRA DUE SETTIMANE C'È MONZA, UNA GARA CRUCIALE PER LA LOTTA AL TITOLO COSTRUTTORI: LA FERRARI È SECONDA IN CLASSIFICA A 87 PUNTI DALLA MERCEDES… – VIDEO
Charles goes straight to Hamilton after the race and shakes his head in disbelief.
— MV33Racing? (@MV33Racing) August 23, 2026
There’s a reason Alonso got out of his McLaren contract early, and Rosberg chose to retire from F1 while still in his prime. Better that than being Hamilton’s teammate.
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Estratto dell’articolo di Alessandra Retico per “la Repubblica”
charles leclerc lewis hamilton
Arriva sempre il tempo doloroso delle scelte. Serve fegato per farle e saper guardare lontano. Lewis Hamilton ne sa qualcosa: «Per vincere i campionati bisogna conquistare ogni singolo punto».
Il britannico invece ne ha persi tre nel gp di Zandvoort chiudendo giù dal podio: il muretto Ferrari ha esitato a chiedere a Charles Leclerc di lasciare strada e infine risolto facendo rientrare ai box il monegasco. Troppo tardi. Risultato: tutti arrabbiati e scontenti. Messaggi radio al veleno da entrambi, che non si sono addolciti fuori dalla macchina.
Ma tra due settimane c'è Monza. Se non un punto di svolta, un passo importante per la lotta ai Costruttori, la Scuderia è seconda in classifica a 87 punti dalle Frecce e mancano una decina di gare. [...]
Il Cavallino però avrà un motore potenziato nel tempio della velocità. Basterà per volare sopra i malumori e per ricucire gli strappi? Certo ieri Hamilton dopo lo sfogo nel team radio si è scusato: «Ho ascoltato quei miei commenti. Nel calore del momento, la frustrazione può uscire. Non è stata la miglior versione di me. Me ne assumo la responsabilità. Quella passione deriva dal credere in questo team, nelle persone che ci sono e in ciò che stiamo costruendo insieme».
Lewis arriverà all'Autodromo con 59 lunghezze di ritardo da Kimi Antonelli, prima dell'Olanda era a -50 dal bolognese della Mercedes che proprio a Monza sconterà penalità in griglia per cambio propulsore. «Il mio obiettivo è cercare di portare questa squadra al titolo e di sicuro abbiamo del lavoro da fare», sostiene Hamilton.
Parla dell'ordine di scuderia dato dalle Frecce a Russell per far passare Kimi. Non che sia stato contento di obbedire, il britannico. Ma c'è un disegno più ampio che va perseguito, a un certo punto di qualsiasi campionato.
lewis hamilton - ferrari - gp olanda
Il capo Mercedes, Toto Wolff, che nelle stagioni di acerrima rivalità proprio tra Hamilton e Nico Rosberg ha imparato moltissimo, dice: «Gli ordini di scuderia sono sempre difficili da accettare dal punto di vista di un pilota, ma è quello di cui abbiamo sempre discusso. Non perdiamo tempo a litigare tra di noi se abbiamo dei concorrenti che ci stanno alle calcagna. Non è stata una decisione difficile».
Dunque, gli ordini di scuderia: sono vecchi come la Formula 1. Scomodi da dare, indigesti da ricevere, eppure spesso decisivi. A tal punto da essere stati proibiti e poi di nuovo riabilitati, le squadre aggiravano i divieti con messaggi in codice.
Tra i più celebri quel «Fernando è più veloce di te» detto proprio dalla Ferrari a Felipe Massa dal suo ingegnere, Rob Smedley, mentre era in testa al gp di Germania 2010: il brasiliano costretto a far passare Alonso.
Non che tutti siano mai stati bravi dipendenti: Sebastian Vettel, già campione del mondo con la Red Bull, se ne infischiò di rispondere al messaggio cifrato "Multi 21" che gli impartiva di non superare il compagno/nemico Mark Webber in Malesia nel 2013: il tedesco accelerò e andò a vincere. [...]
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