LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI…
Stefano Boldrini per “gazzetta.it”
Se la vendetta è un piatto freddo, quella consumata da Walter Mazzarri nei confronti di José Mourinho è addirittura congelata: il 3-1 del Watford condanna il Manchester United alla terza sconfitta di fila (tra campionato ed Europa League) e per l’allenatore portoghese cominciano i processi. Nel giro di otto giorni, il buon avvio di stagione dei Red Devils è stato sbriciolato sotto i colpi di Manchester City, Feyenoord e Watford: Mou è tornato a vivere giornate da incubo, come quelle trascorse lo scorso autunno alla guida del Chelsea. Il totem dei totem è in difficoltà: 14 k.o. nelle ultime 32 gare. Queste non sono parole: sono numeri. E contro i numeri c’è poco da dire.
La sfida del Vicarage ha messo impietosamente a nudo i problemi e i limiti dello United. La squadra non riesce a costruire un'azione decente. Mai quattro passaggi di fila. Qui non si tratta di emulare il City di Guardiola, ma di rispettare i canoni elementari del calcio. Nel primo tempo per mezz'ora lo United è stato costretto ad incassare i colpi del Watford. La squadra di Mazzarri ha costruito due occasioni da gol nel quarto d'ora iniziale.
La prima, al 9', sulla punizione-cross di Holebas: Prodl ha cercato il suggerimento per Deeney, quando avrebbe dovuto invece provare la soluzione personale. La seconda su un pallone vagante, dopo un pasticcio della difesa dei Red Devils: Ighalo, da posizione quasi perfetta, ha spedito il pallone contro i tabelloni.
Lo United ha avuto un sussulto con Ibrahimovic al 22', ma la mira dello svedese non è stata ispirata. La traversa colpita da Pogba al 31', con una sassata da oltre venti metri, ha spiegato che cosa sia oggi lo United: un gruppo di solisti che improvvisano gesti da campioni. Al 34', l'1-0 del Watford, viziato da un fallo colossale su Martial – costretto ad uscire e portato in ospedale -, ignorato dall’arbitro Oliver: Janmaat ha cercato Capoué e la stangata puntuale del centrocampista, al quarto gol in campionato, ha fatto esplodere lo stadio.
La sfida del Vicarage ha messo impietosamente a nudo i problemi e i limiti dello United. La squadra non riesce a costruire un'azione decente. Mai quattro passaggi di fila. Qui non si tratta di emulare il City di Guardiola, ma di rispettare i canoni elementari del calcio. Nel primo tempo per mezz'ora lo United è stato costretto ad incassare i colpi del Watford. La squadra di Mazzarri ha costruito due occasioni da gol nel quarto d'ora iniziale.
La prima, al 9', sulla punizione-cross di Holebas: Prodl ha cercato il suggerimento per Deeney, quando avrebbe dovuto invece provare la soluzione personale. La seconda su un pallone vagante, dopo un pasticcio della difesa dei Red Devils: Ighalo, da posizione quasi perfetta, ha spedito il pallone contro i tabelloni. Lo United ha avuto un sussulto con Ibrahimovic al 22', ma la mira dello svedese non è stata ispirata. La traversa colpita da Pogba al 31', con una sassata da oltre venti metri, ha spiegato che cosa sia oggi lo United: un gruppo di solisti che improvvisano gesti da campioni.
Al 34', l'1-0 del Watford, viziato da un fallo colossale su Martial – costretto ad uscire e portato in ospedale -, ignorato dall’arbitro Oliver: Janmaat ha cercato Capoué e la stangata puntuale del centrocampista, al quarto gol in campionato, ha fatto esplodere lo stadio.
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