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Enrico Franceschini per “La Repubblica”
«Non mi perderò una partita dei Mondiali», dice José Mourinho. Forse le avrebbe guardate comunque tutte, ma ora ha una ragione in più per farlo: è diventato “ambasciatore” del football per Yahoo, uno dei giganti del web, per cui farà il commentatore in esclusiva in Brasile. Una parentesi (ben retribuita) prima di tornare a guidare il Chelsea, forse rafforzato con Diego Costa e Fabregas.
Cominciamo dalla fine: chi vincerà a Rio?
«Sarei molto sorpreso se ci fosse una grossa sorpresa, cioè se una nazionale li vincesse per la prima volta. Non vedo una squadra nelle condizioni di rompere la stabilità creata dalle superpotenze del pallone. Non penso che le squadre africane, per quanti progressi abbiano fatto, possano andare più in là dei quarti. Se la vedranno le due-tre squadre forti del Sud America con le due-tre squadre forti d’Europa».
Ci mette l’Inghilterra tra le due-tre forti d’Europa?
«L’Inghilterra è il tipo di squadra da cui puoi sempre aspettarti qualcosa di buono, ma non ti sorprendi se produce qualcosa di brutto. Se vincesse questi Mondiali l’unica sorpresa sarebbe che in passato l’ha vinto solo un’altra volta, quando io avevo 3 anni. Ma non mi meraviglierei se venisse eliminata subito».
L’Italia come la vede?
«È in un girone molto difficile, forse il più difficile. Tre squadre che sono state campioni del mondo nello stesso girone e una delle tre sarà eliminata. Se toccherà all’Italia, non mettete in croce l’allenatore o i giocatori. È come i quarti di Champions: se vieni eliminato non devi incolpare tanto te stesso, quanto il fatto che ai quarti arrivano otto squadre buone.
Ma l’Italia gioca un buon calcio, ha una miscela di giocatori giovani ed esperti, sa difendere bene com’è nelle sue tradizioni, ha cultura calcistica. Non ha i meravigliosi talenti del passato, ma ne ha abbastanza per fare bene».
Tornerebbe ad allenare in Italia o la serie A non è abbastanza per lei?
«La serie A è abbastanza per me. Ma in questo momento non desidero un’altra esperienza. Quando allenavo l’Inter pensavo alla prossima mossa, volevo la Spagna. Quando allenavo il Real pensavo di voler tornare in Inghilterra. Adesso non ho in testa una prossima mossa. Vorrei restare qui fino a quando la proprietà sarà contenta».
Perché piangeva in quel modo nel tunnel dopo aver vinto la Champions con l’Inter, abbracciato a Materazzi?
«Perché sapevo già che me ne sarei andato. E mi dispiaceva perché all’Inter non eravamo solo un bel gruppo, eravamo amici. Ed era stata la stagione più bella della mia carriera, avevo vinto tutto. Perciò ero commosso».
Cosa dice di Ancelotti al Real?
«Ha fatto quello che serviva al suo club. Ha fatto bene il suo lavoro. Ha vinto la Decima».
Quanto è andato vicino ad allenare l’Inghilterra?
Mourinho fa il gesto delle manette
«Quanto vicino? Così (prende in mano una penna e la posa su un foglio, ndr). Avevo finito con il Chelsea, ero senza lavoro, volevo restare in Inghilterra. Ma aveva ragione mia moglie: cosa avrei fatto tutta la settimana senza calcio? Non sarei rimasto in pantofole, ma mia moglie era nel giusto. Non volevo passare due anni a giocare con Kazakhstan e San Marino. Sarà il lavoro per me tra quindici anni».
Chi sarà la star di questi Mondiali, Ronaldo o Messi?
«Messi viene da un anno difficile, ha ansia di rifarsi e gioca nel suo continente, sarà motivato. Cristiano anche, se fisicamente è a posto. Vediamo se con lui al meglio il Portogallo riesce a combinare qualcosa di più».
Sono più importanti i Mondiali o la Champions?
«La Champions ha il calcio migliore, le squadre più forti. Ma non c’è niente di globalmente importante come i Mondiali, solo le Olimpiadi sono allo stesso livello ».
Ha qualche consiglio per le partite che in Brasile finiranno ai rigori?
«Consigli? Ho vinto ai rigori una volta sola, la Supercoppa italiana con l’Inter contro la Roma, incredibilmente ne sbagliò uno Totti. Alla fine mi sono convinto che dipendono solo da Dio. Con il Real non ho vinto la Champions perché Ronaldo, Kakà e Ramos hanno sbagliato ed erano i rigoristi migliori che avevo. Ecco, vorrei vincere un’altra coppa ai rigori, prima o poi. Ma come, non lo so».
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