radja nainggolan

MEMORIE DI UN “NINJA” – RADJA NAINGGOLAN, EX DI ROMA E INTER,  SI RACCONTA: "DICEVANO CHE SENZA FUMO E ALCOL AVREI GIOCATO NEL REAL? SENZA IL MIO STILE DI VITA NON AVREI AVUTO LA MIA FELICITÀ E NON AVREI RESO COSÌ" - LE NOTTI A DORMIRE A TRIGORIA PRIGIONIERO DI SPALLETTI, IL NO ALLA JUVE PER GLI ARBITRI, MONCHI “FINTO AMICO” – “POGBA? ERO PIÙ FORTE IO” – “IL VAR? TOGLIAMOLO, STA CAMBIANDO E LIMITANDO IL CALCIO CHE È UNO SPORT DI CONTATTO E FURBIZIA. SE SI DEVE SBAGLIARE, MEGLIO FARLO ALLA VECCHIA MANIERA”

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Gennaro Scala per corriere.it - Estratti

radja nainggolan

 

Se il calcio moderno è un salotto di perbenismo e frasi fatte, Radja Nainggolan è il sasso lanciato contro la vetrata. Il «Ninja», 37 anni, oggi gioca nella seconda divisione belga al Patro Eisden ma continua a mostrare uno spirito mai domo. Ed è tornato a colpire. Non con un tackle, ma con un’intervista al podcast di Sportium.fun (...)

 

Spalletti, l’amato «carceriere» di Trigoria

Il capitolo più colorito riguarda Luciano Spalletti, l’uomo che Radja definisce «il più forte mai avuto», ma anche quello capace di trasformarsi in una guardia giurata. «Il mister mi chiuse a Trigoria di notte. Forse una punizione, forse una gara importante. Mi disse: “Questa settimana dormi qui, non voglio che esci”», racconta il belga. Il retroscena è quasi cinematografico: Spalletti nella stanza accanto che, fino alle dieci e mezza, passava a controllare che il suo pupillo non fosse evaso calandosi dalle finestre. Il risultato? «Giocai male. Era meglio lasciarmi libero. Dicevano che senza fumo e alcol avrei giocato nel Real? Senza il mio stile di vita non avrei avuto la mia felicità e non avrei reso così».

 

Monchi e il cuore a Roma

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Se per Spalletti, Pioli e Mario Somma c’è il podio della stima, per Monchi (al secolo Ramón Rodríguez Verdejo) c’è solo il veleno. L’addio alla Roma rimane una ferita aperta, causata da quello che Radja definisce ironicamente «il genio di Siviglia». «Voleva fare il finto amico, voleva vendere tutti i giocatori di Sabatini. Gli dissi che avrei deciso io dove andare perché non riuscivo nemmeno a salutarlo la mattina». E l'approdo all'Inter? «Ci volevo andare, ma quando mi chiesero se fossi felice, risposi che ero più triste per aver lasciato Roma».

 

Il «no» alla Juve e la bordata ad arbitri e Var

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Ma è sulla Juventus che Nainggolan entra veramente a gamba tesa, rispolverando il vecchio spirito da giocatore di Football Manager: «Non prendevo mai la squadra più forte, vincere a Roma vale vent'anni di festa». Poi, il carico da undici sugli arbitri: «L’ho provato sulla pelle. Col Cagliari, allo Stadium, un rigore inesistente per loro. Con la Roma, tre gol presi con due rigori fuori area. Lo hanno visto tutti, io ho solo il coraggio di dirlo». Una diffidenza che si estende al Var: «Togliamolo, sta cambiando e limitando il calcio che è uno sport di contatto e furbizia. È altro, non questo. Se si deve sbagliare, meglio farlo alla vecchia maniera».

 

«Pogba? Ero più forte io»

radja nainggolan luciano spalletti

Il «Ninja» non ha dubbi nemmeno sulla sua posizione nell'Olimpo dei centrocampisti: «Ai miei tempi, forti come me c’erano solo Vidal e De Rossi. Pogba? Ero più forte io. Lui ha fatto tre anni buoni, io non mi sono mai rotto». E mentre pensa al patentino da allenatore («Visto quello che c’è in giro, posso farlo»), Radja si guarda indietro ricordando i fratelli di battaglia: Conti, Totti e soprattutto De Rossi.

Nainggolan resta così: un uomo che non ha mai imparato a tirare indietro la gamba, né sul campo, né davanti a un microfono. Prendere o lasciare.

radja nainggolan con l orologio tamarro al concerto di travis scott con NAINGGOLANradja nainggolan luciano spalletti de rossi nainggolanradja nainggolan luciano spalletti francesco totti radja nainggolan fotografati da simone cecchetti radja nainggolan luciano spalletti NAINGGOLANnainggolan