francesco farioli

PASTA E FARIOLI! NEL CAMPIONATO PORTOGHESE TRIONFA IL PORTO DEL 37ENNE FRANCESCO FARIOLI: 21 ANNI DOPO IL TRAP, UN ITALIANO DIVENTA RE DEL PORTOGALLO - MIGLIOR DIFESA, POCHISSIME SCONFITTE E CAMPIONATO IN GHIACCIO: IL TECNICO TOSCANO CONQUISTA IL TITOLO E PIANGE DI GIOIA. UN ANNO FA FARIOLI NON LA SMETTEVA DI LACRIMARE, SOTTO LA CURVA DELL’AJAX, DOPO ESSERSI FUMATO 9 PUNTI DI VANTAGGIO SUL PSV A CINQUE GIORNATE DAL TERMINE. IN REALTA’ QUELLO ERA STATO UN MEZZO MIRACOLO CON UN AJAX DALLE CASSE VUOTE. QUEST’ANNO FARIOLI, INVECE, FESTEGGIA IL "TITULO", IL PRIMO DI UNA LUNGA SERIE…

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Alex Frosio per gazzetta.it - Estratti

 

FRANCESCO FARIOLI

Le lacrime hanno sapore: possono essere amare come il veleno, e poi diventare dolci come il trionfo. Un anno fa, Francesco Farioli non la smetteva di piangere, sotto la curva dell’Ajax, dopo essersi fumato 9 punti di vantaggio sul Psv a cinque giornate dal termine. Eredivisie sfuggita per un punto solo, la sua carriera che sembrava avviatissima si marchia di fallimento, il telefono che continuava a squillare non si accende neanche più.

 

Chi guarda solo il risultato finale non aveva capito il mezzo miracolo fatto: un Ajax dalle casse vuote e non strutturato per competere ad alto livello era stato riportato a lottare per il titolo quando non avrebbe dovuto. Oggi, è 23 punti sotto al Psv…

 

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Il presidente del Porto Andre Villas Boas, che è stato un giovane allenatore prodigio, non ha guardato solo il risultato finale. Ha analizzato il percorso e ha capito in fretta: Farioli era il profilo giusto per ricostruire il Porto, terzo nell’ultima Liga e incapace di battere americani e arabi al Mondiale per club. Da lì e da pochi giorni di vacanza, Farioli è ripartito, e ha ricostruito. E un anno dopo non smette di piangere, ma di gioia, nell’abbraccio dello stadio Do Dragao, la fortezza dei Dragoni: ha vinto il campionato. È il suo primo titolo. Non sarà l’ultimo.

 

Dopo il Mondiale, il Porto è stato rinforzato. Bednarek e Kiwior, il muro polacco in difesa. Gabri Veiga ripescato dal prepensionamento troppo precoce in Arabia. De Jong fortemente voluto da Farioli come back-up in attacco perché campione nella testa (e con il Psv), lo sconosciuto 2006 danese Froholdt. Farioli lo ha trasformato in una macchina da guerra e da pressing. Oggi vale almeno 60 milioni.

 

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Tutto il Porto è diventato una macchina da guerra.

 

(...) Record del calcio portoghese nel girone di andata: 16 vittorie e un pareggio, Sporting sconfitto a casa sua. Quando in inverno Villas Boas ha capito che si poteva correre per il titolo, anche se Benfica e Sporting avevano rose da Champions (anzi, da quarti di finale di Champions, nel caso dei campioni uscenti), ha investito: ha riportato al Do Dragao Thiago Silva – Porto fu il suo primo, sfortunato approdo europeo -, preso il talentino polacco 2008 Pietuszewski, rinforzato gli argini di centrocampo con Seko Fofana, sostituito almeno numericamente Samu con Moffi, che Farioli aveva già avuto a Nizza con il tuttofare Pablo Rosario. E il Porto ha continuato a macinare. Con meno gol fatti, ma sempre con pochissimi gol presi (15 in 32 giornate di campionato).

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