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"CE LA FARA' "MALAGOL" A RILANCIARE IL CALCIO ITALIANO? ECCO IL PIANO "NON DIVISIVO" DI GIOVANNI MALAGO’, IN NETTO VANTAGGIO NELLA SFIDA PER LA PRESIDENZA DELLA FIGC CON IL FILOGOVERNATIVO ABETE - PAOLO MALDINI A CAPO DEL CLUB ITALIA MA GUARDIOLA CT DELLA NAZIONALE E’ UNA ALLUCINAZIONE DEI GIORNALONI (IL TECNICO SPAGNOLO GUADAGNA 24 MILIONI DI EURO) - NEL PROGRAMMA DI GIOVANNINO LA PAROLA "SOSTENIBILITA’" COMPARE 29 VOLTE (ALLEGRI, CONTE E MANCINI RESTANO IN CORSA) – LE MANOVRE DI ABODI E GIORGETTI (SPALLEGGIATI DA LOTITO) PER COMMISSARIARE LA FIGC E LA POLPETTA AVVELENATA DELLA NORMA CHE IMPEDIREBBE A MALAGO' DI GUIDARE LA FIGC DOPO IL CONI (BALLA IL RISCHIO DI RICORSI...)
Matteo Pinci per repubblica.it - Estratti
La corsa è iniziata ufficialmente nella mattinata di ieri. Malagò contro Abete, in palio il timone della Federcalcio. Si riparte dai cocci rotti del terzo Mondiale da spettatori, sipario sulla presidenza Gravina. Si vota il 22 giugno.
Malagò parte con in tasca i voti per essere eletto: l’investitura l’hanno firmata 19 club della serie A che valgono il 17,1% del peso elettorale, più il 30% rappresentato da calciatori e allenatori a cui ora può aggiungere la confluenza della serie B: sulla carta, un altro 6%. E anche molta serie C è pronta a votarlo, oltre a una minoranza dei Dilettanti. Tanto che Malagò pensa già alla squadra: ha contattato Maldini per chiedergli la disponibilità a guidare il Club Italia e lavora per avere una vice presidente donna sul modello di Silvia Salis al Coni.
Un’ipotesi è Sara Gama, non l’unica. E il ct? Ha un sogno, Malagò: affidare la rinascita delle nazionali italiane a Guardiola. Le incognite però sono un’infinità: lascerà il City? Accetterebbe il ruolo? E soprattutto: si accontenterebbe di cifre lontanissime dai 24 milioni che guadagna oggi? L’idea si sposa poco con un programma in cui la parola “sostenibilità” compare 29 volte. Più semplice pensare a due italiani: Allegri e Conte sono già stati sondati.
Abete nasconde il suo programma. Quello di Malagò si propone come un patto non divisivo tra le componenti. Propone tavoli permanenti per monitorare l’avanzamento del programma elettorale. Poi, meccanismi premiali per i club che utilizzano di più i giovani, senza imporre quote rigide. Un piano nazionale per l’impiantistica con le istituzioni. L’adeguamento del sistema dei pagamenti per il calciomercato interno ai criteri internazionali per favorire l’acquisto di italiani.
E poi controlli tempestivi su liquidità e debito dei club per prevenire le perdite. Ma occhio ai nemici, da Lotito a Giorgetti e Abodi. C’è chi sventola il rischio ricorsi per la Legge Severino che gli impedirebbe di guidare la Figc dopo il Coni (...)
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