gravina simonelli

IL PIANO DELLA SERIE A PER IL DOPO GRAVINA: PRONTA UN'AGENDA SU GIOVANI, STADI E SGRAVI FISCALI - LA LEGA DEL CALCIO, CHE HA SOLO IL 18 PER CENTO DEI VOTI NELL'ASSEMBLEA ELETTIVA (I DILETTANTI PESANO PER IL 34%), IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL NUOVO PRESIDENTE FIGC CERCA UN'INTESA CON SERIE B E C SUL RILANCIO - IL SOGNO DELLA SERIE A SAREBBE AVERE UN CANDIDATO PROPRIO (MALAGO’?), CHE TROVI IL CONSENSO ANCHE DELLE ALTRE DUE LEGHE. IL PROBLEMA E’ CHE I PRESIDENTI DI A SONO I PIU’ GRANDI SABOTATORI DELLA NAZIONALE, VISTO CHE PENSANO PIU’ AL PROPRIO “PARTICULARE” CHE ALL’INTERESSE GENERALE…

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Franco Vanni per “la Repubblica” - Estratti

ezio maria simonelli

 

Passato lo shock, comincia la ricostruzione. Oggi Giancarlo Abete inizierà le consultazioni che porteranno all'elezione del nuovo presidente della Figc, dopo le dimissioni di Gravina.

 

Il numero uno della Lega dilettanti, a quasi 76 anni, ha ritagliato per sé un ruolo da presidente della Repubblica del calcio: da qui al 13 maggio, termine per la presentazione delle candidature, cercherà un accordo fra le componenti del mondo del pallone, per sostenere un nome condiviso. Che, salvo sorprese, non dovrebbe essere il suo. 

 

Un mese prima, quindi lunedì prossimo, si riunirà la serie A, che ha solo il 18 per cento dei voti nell'assemblea elettiva (i dilettanti pesano per il 34%), ma ha dalla sua la forza economica dei club, che si sono dati come obiettivo proporre a tutte le altre componenti alcune linee guida chiare e inderogabili.

abodi gravina

 

Un'agenda c'è già: fronte compatto nel chiedere sgravi fiscali al governo; aiuto pubblico, in termini di permessi, agli investimenti in strutture sportive; unità nel contestare la norma Ue che impedisce di mettere a contratto giocatori sotto i 16 anni e, di conseguenza, una politica comune sui vivai, tema caro all'opinione pubblica dopo i disastri della Nazionale. 

 

Il sogno della serie A sarebbe avere un candidato proprio, che trovi il consenso anche delle altre due leghe. Ma la consapevolezza di avere bisogno delle altre componenti — A, B e C insieme pesano per il 30 per cento — spinge il primo campionato a non impuntarsi sui nomi (...)

 

ezio maria simonelli

In via Rosellini, sede della Lega di serie A, hanno chiari gli elementi di scontro, che inevitabilmente saranno al centro del tavolo nei due mesi che portano al voto. Insisteranno sulla costituzione delle seconde squadre da iscrivere in serie C, ma il terzo campionato, che ha 60 club partecipanti, chiede invece sostegno per le squadre che ci sono già: sono state nove, nella scorsa stagione, le società penalizzate per irregolarità finanziarie e fiscali.

 

Sempre la serie A litiga con la B per il fatto che quest'ultima trattenga un quinto del paracadute destinato a chi retrocede.

gabriele gravina giancarlo abete

 

 Le tre leghe sono poi opposte ai calciatori che, con accordi in deroga, hanno di fatto azzerato gli effetti dell'accordo che prevede la riduzione automatica degli stipendi in caso di retrocessione. E per quanto riguarda la serie C, è probabile che qualcuno, da qui al 22 giugno, tornerà a sostenere la proposta di Gravina di ridurre il numero delle squadre. Tutte questioni che la serie A ritiene superabili, a patto che ci sia unità sul tesseramento dei ragazzini, sui vivai, sulle tasse e sugli stadi. 

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