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"ALLEGRI DISSE CHE NON CONOSCEVO L'ITALIANO? È IL SUO METODO, DICE UNA CAZZATA PER USCIRE DA UNA DOMANDA" - L'EX PORTIERE BIANCONERO, WOJCIECH SZCZESNY, FEDELISSIMO DI MASSIMILIANO ALLEGRI, SPENDE PAROLE AL MIELE PER IL SUO VECCHIO ALLENATORE, NON CITA MAI THIAGO MOTTA E RIDE ALL'IDEA DI GATTI CAPITANO DELLA JUVE: "NON ME L'ASPETTAVO" - "I DISCORSI MOTIVAZIONALI DI BONUCCI? QUANDO LUI PARLAVA MI METTEVO LE CUFFIE…" - VIDEO
È interessante l’intervista su Youtube di Luca Toselli a Szczesny portiere che ha dato l’addio al calcio pochi giorni fa e che dopo essere stato scaricato dalla Juventus ha deciso di anticipare di un anno il suo ritiro. L’intervista è interessante perché è fuori dagli schemi convenzionali, dal cliché del calciatore. Non è nemmeno l’intervista di chi è uscito dal calcio e si toglie i sassolini dalle scarpe.
Ci sono dei passaggi interessanti. Uno è su Allegri. Il portiere non lo critica, anzi. Si torna su quella battuta che il tecnico fece dopo il match con Siviglia: «Se io faccio tante parate non è un buon segnale della nostra prestazione». Allegri disse che non conosceva bene l’italiano. Il polacco ieri ha detto: “È il suo metodo, dice una cazzata per uscire da quella domanda». Ma ha anche fatto intendere che è un fine conoscitore della psicologia dei calciatori: «Credo di non aver mai fatto il capitano perché Max sa che io non rendo quando vado in campo troppo carico». A questo proposito cita i discorsi motivazionali di Bonucci e racconta che ogni volta lui e De Ligt si mettevano le cuffie: «Perché devo essere motivato? È una cosa che non capisco».
Szczesny non cita mai Thiago Motta. Mai.
Ride, non riesce a non ridere quando Toselli gli chiede di Gatti capitano: «Non me l’aspettavo, mai nella vita. Dai, ridi pure te. Non lo so. Sta facendo anche bene, sta anche crescendo. Dire che oggi Fede è un capitano della squadra, no, Ci sono tanti altri che a livello d’importanza nello spogliatoio. Ci vuole anche l’esperienza nei momenti difficili, ora va tutto bene. Quando capisci dell’importanza di un uomo come Danilo. Una cosa è entrare con la fascia e un’altra è essere capitano. Danilo non ha giocato, questa cosa mi ha sorpreso. Ma è un vero capitano».
Definisce quella su Nico Gonzalez la sua parata più difficile, insieme a quella subito dopo il rigore parato all’Arabia Saudita ai Mondiali. Ricorda il rammarico per la Champions, soprattutto per la partita contro l’Ajax: «Non ci fecero vedere la palla».
wojciech szczesny e gigi buffon
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Wojciech Szczesny
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