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robert longo disegna cindy sherman
Lo sappiamo, i grandi anni ‘80 hanno generato un alto numero di tragedie nei campi della moda, del costume e dell’arte. Ma nonostante questo, il decennio ha prodotto alcuni degli artisti più interessanti del secolo scorso. Dal 22 settembre fino al 5 gennaio 2015, molte delle loro opere saranno esposte nella grande mostra "Urban Theater: New York Art in the 1980s" al Modern Art Museum di Fort Worth.
"Accadevano tante cose a New York negli anni Ottanta. Se non passavi di lì ogni due o tre settimane, rimanevi indietro di un anno" spiega il curatore della mostra, Michael Auping.
Uno spazio di oltre 25.000 metri quadrati è dedicato a più di 26 artisti, tra cui Jean-Michel Basquiat, Cindy Sherman , Keith Haring, Jeff Koons e Jenny Holzer. Il risultato è così come deve essere: grande, incisivo e accattivante. L’opera di Barbara Kruger “I shop therefore I am” appare al fianco degli autoritratti di Robert Mapplethorpe e di “Men in the Cities” di Robert Longo.
Emerge il lato inquietante, turbante e problematico degli anni ’80. La deregolamentazione economica e il Reaganismo, la fame incontrollabile del mercato dell’arte, l'inizio della commercializzazione narcisistica del sé, la crisi dell'AIDS che ha ucciso così tante stelle e creato un infinito vuoto creativo che risuona ancora oggi.
E New York era al centro del vulcano. Vibrante, vitale, e discordante. La scena artistica della città era un luogo di grandi controversie e grandi amori. Desiderata e criticata, era la culla di tutto quello che succedeva nel mondo dell’arte e della moda. Tutto veniva da qui, e qui si perdeva.
Oggi quest’epoca così contraddittoria è forse matura per essere riesaminata. Alternando una fredda ironia, riflessioni sulla cultura dei media, sul consumismo, sui cartoni animati e sulla street art, il lavoro raccolto nella mostra ricrea l'energia e la grinta della brulicante New York di quegli anni.
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