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    TUTTE LE STRADE PORTANO A ROGLIC – FINALE PAZZESCO DI GIRO: NEI 18,6 KM CONTRO IL TEMPO LO SLOVENO PRIMOZ ROGLIC RIMONTA I 26 SECONDI DI RITARDO DA THOMAS E ORA, PRIMA DELLA PASSERELLA DI ROMA, HA 14 SECONDI DI VANTAGGIO SUL GALLESE. PER IL 33ENNE, PIU’ FORTE ANCHE DI UN PROBLEMA ALLA CATENA, SAREBBE IL PRIMO SUCCESSO AL GIRO DOPO AVER VINTO TRE VOLTE LA VUELTA. TECNICAMENTE LA TAPPA FINALE DI ROMA ASSEGNA ABBUONI IN DUE TRAGUARDI VOLANTI E AL TRAGUARDO: COSA FARA’ THOMAS?


     
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    Estratto dell’articolo di Marco Bonarrigo per corriere.it

     

    primoz roglic primoz roglic

    Il finale più avvincente, drammatico e pieno di colpi di scena della storia recente del Giro d’Italia. Primoz Roglic (salvo improbabili sorprese nella passerella finale di Roma) ha vinto il Giro d’Italia 106 ribaltando il risultato negli ultimi chilometri della cronometro-monstre del Monte Lussari. Lo sloveno aveva 26 secondi di ritardo da Geraint Thomas, gliene ha rifilati 40 nella prova contro il tempo è si è preso la rosa con un vantaggio infinitesimo dopo 83 ore di corsa, 14”: è il quarto più breve nella storia del Giro, il più ridotto degli ultimi 50 anni.

     

    Lo sviluppo della crono è stato pazzesco. I due avversari, dopo un primo tratto pianeggiante sulla bici da crono coperto in tempi equivalenti, hanno scelto assetti diversissimi: Roglic è ripartito con una bici da sterrato con monocorona anteriore, Thomas con la classica doppia guarnitura anteriore. Al cambio bici, dopo il tratto di pianura, il primo colpo di scena: mentre Roglic ha effettuato la transizione in sei fulminei secondi tenendo in testa il casco da crono, Thomas ha perso almeno 16” per cambiare il casco con enorme lentezza.

     

    primoz roglic primoz roglic

    Eppure il gallese al primo rilevamento in salita era ancora in linea con lo sloveno. Poi il secondo colpo di scena: su una canaletta di scolo, per un suo errore di traiettoria, a Primoz Roglic è caduta la catena. Il capitano della Jumbo ha perso almeno una decina di secondi, per un attimo incerto se cambiare la bici (non l’ha fatto) o sistemare la catena.

     

    É ripartito aiutato dalla spinta di un meccanico e di un tifoso. Ma Roglic (pazzesco il tifo a suo favore di migliaia di sloveni) è ripartito a tutta mentre Thomas si ingobbiva su un rapporto troppo duro e perdeva gradualmente terreno. Alla fine, mentre il cronometro scorreva inesorabile, Roglic ha realizzato il miglior tempo (44’23”) mentre Thomas sfinito arrivato con 40” di ritardo e una maglia rosa fradicia e già stinta. «Quello che ho fatto è pazzesco — dice Roglic — dopo l’incidente non ho perso la testa: è successo quello che è successo, ho rimesso la catena a posto e sono ripartito. Mi voglio godere ogni istante». Tecnicamente, la tappa finale di Roma assegna abbuoni in due traguardi volanti e al traguardo: ipotizzare un ribaltamento di fronte (mai avvenuto prima) è possibile solo per ipotesi.

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