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Walter Riolfi per âIl Sole 24 Ore'
Sorpresa: Banca d'Italia è con lo 0,73% del capitale tra i primi 10 maggiori azionisti di Cnh Industrial, la società del gruppo Fiat che produce veicoli industriali e commerciali. Non lo si scopre dalle comunicazioni della Consob (che non è tenuta a pubblicizzare le partecipazioni sotto il 2%), nemmeno da quelle del gruppo Fiat (che è tenuto a comunicare solo i propri azionisti che depositano azioni per l'assemblea), e tanto meno da Bankitalia (che è impenetrabile), ma dal sito ufficiale della Securities and Exchange Commission, ossia la Sec, ovvero l'organo di controllo del mercato statunitense. Banca d'Italia possiede, dunque, 9.832.849 azioni di Cnhi che, ai prezzi attuali, valgono circa 76 milioni di euro.
Sono titoli ereditati da una storica partecipazione in Fiat, si limitano a dire a Palazzo Kock: dunque esistente dal primo gennaio 2011, in seguito allo spinoff di Cnh dalla capogruppo. Ma quanto «storica» sia la quota in Fiat, non è dato sapere.
Per quanto non compaia da nessuna parte e ammesso che non sia stata nel frattempo venduta, è lecito immaginare che le azioni Fiat in possesso di Bankitalia siano più o meno le stesse di Cnh: dunque pari allo 0,75% del capitale, per un controvalore di altri 76 milioni. E anche in questo caso la banca centrale sarebbe tra i primi 10 azionisti della (per il momento) casa torinese.
Banca d'Italia ha dunque azioni Fiat e Cnh per un controvalore di oltre 150 milioni. Poca cosa, circa il 3%, se la si rapporta al portafoglio azionario della banca che era (secondo l'ultimo dato disponibile del 2012) di 5,3 miliardi di euro, cui andrebbero aggiunti 2,7 miliardi in fondi.
E cosa del tutto trascurabile sull'intero portafoglio finanziario che, data l'ingombrante presenza di titoli di Stato, supera i 125 miliardi. Ma se è perfettamente comprensibile l'acquisto di Etf sull'indice S&P500 (5,19 milioni di Ishares e 1,8 milioni di Vanguard per un controvalore di circa 1,3 miliardi di dollari, come si vede dal sito della trasparentissima Sec), qualche perplessità sorge invece dalla partecipazione in Fiat che storicamente (quanto meno rispetto ai prezzi di vent'anni fa) ha dato ritorni negativi.
La cosa interessante è che tutte queste notizie si sono potute apprendere da un organismo di controllo americano e semplicemente perchè Cnhi è un titolo quotato a New York, su cui la Sec vuole sapere il più possibile. Non necessariamente il più presto possibile, visto che, per qualche motivo, la comunicazione della quota azionaria risale al 5 febbraio scorso, ossia oltre due anni dopo che era stata acquisita.
visco ignazio
ASSEMBLEA GENERALI DI BANCA DITALIA SERGIO MARCHIONNE E JOHN ELKANN FOTO LA PRESSE
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