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Francesco De Dominicis per “Libero Quotidiano”
Premio Guido Carli Giuseppe Vegas
Un pasticcio clamoroso del governo getta un' ombra sul nuovo sistema di salvataggio delle banche e mette in pericolo i correntisti. Con un ulteriore, enorme rischio: limitare la trasparenza per i risparmiatori sulle novità in tema di fallimenti bancari e creare, pertanto, i presupposti per una fuga di massa dei capitali all' estero.
A lanciare l' allarme è stato ieri il presidente della Consob, Giuseppe Vegas. Che ha preso di mira il decreto approvato poche settimane fa da palazzo Chigi per recepire nel nostro ordinamento una rivoluzionaria direttiva europea, quella sul cosiddetto bail in. Si tratta del meccanismo che prevede, in caso di crac di un' azienda di credito, il contributo progressivo di azionisti, obbligazionisti e correntisti (quelli con depositi oltre quota 100mila euro). I buchi nei conti, in buona sostanza, vengono coperti tagliando il valore delle azioni, limitando il rimborso dei bond oppure, in ultimissima istanza, prelevando quattrini dai depositi più ricchi.
Un allarme, quello dell' ex viceministro dell' Economia, che senza dubbio è in grado di agitare le acque fra i clienti delle banche italiane, ancora poco informati sulle nuove regole, in vigore già dal prossimo gennaio. Vegas sostiene che il testo dell' esecutivo non è «perfettamente coerente con le direttive europee in materia di abusi di mercato e trasparenza».
Per il numero uno della Commissione i risparmiatori italiani corrono il rischio di essere avvisati in ritardo rispetto ai dissesti finanziari (e ai successivi paracadute) della banca di cui sono azionisti, obbligazionisti o correntisti. In particolare, ha spiegato Vegas, «la norma più critica riguarda l' obbligo di differire» la notizia del salvataggio di un istituto al momento in cui il provvedimento viene pubblicato in Gazzetta ufficiale.
matteo renzi pier carlo padoan
La scelta del governo di Matteo Renzi, in pratica, calpesta «la direttiva comunitaria sugli abusi di mercato» che al contrario «impone la diffusione al pubblico, senza indugio, di qualsiasi informazione price sensitive». Per la Consob altri problemi riguardano i pericoli di operazioni di insider trading e la riservatezza delle informazioni. Un impianto, quello messo a punto a palazzo Chigi, che crea i presupposti per una fuga di massa dei capitali all' estero.
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Scenario che Vegas, mentre chiede più poter per la Consob e maggior coordinamento con la Banca d' Italia proprio sulle procedure di risoluzione delle crisi degli istituti, tratteggia esplicitamente: «C' è il rischio che il risparmio possa indirizzarsi verso giurisdizioni con regole più attente agli investitori».
Non proprio quello che serve al Paese e allo stesso governo mentre con fatica si cercano quattrini stranieri per rilanciare gli investimenti interni.
Le considerazioni del presidente Consob saranno lette con particolare attenzione dai commissari e dai clienti degli istituti in crisi. Cioè le 15 banche commissariate da Bankitalia. Nell' elenco pubblicato sul sito dell' istituto centrale risultano: Istituto per il credito sportivo, Cassa di risparmio di Ferrara, Banca delle Marche, Bcc Irpina, Cassa di risparmio di Loreto, Banca popolare dell' Etna, Banca padovana credito cooperativo, Cru di Folgaria, Credito trevigiano, Banca popolare delle province calabre, Cassa di risparmio della provincia di Chieti, Banca di Cascina, Bcc Banca Brutia, Bcc di Terra d' Otranto, Banca popolare dell' Etruria e del Lazio.
Per tre di queste realtà è vicina una situazione di sistema attraverso il coinvolgimento del Fondo di tutela dei depositi. PopEtruria, Carife e Banca Marche verranno salvate con un capitale di 1,5 miliardi versato dai grandi gruppi del Paese.
Una strada perseguita dai banchieri proprio per scongiurare l' attivazione del bail in. Per il resto, lo stato di salute del sistema bancario italiano non lascia margini di preoccupazione, ha spiegato pochi giorni fa il vicedirettore di Bankitalia. In un seminario alla Camera, Fabio Panetta ha messo sul tavolo la radiografia dei primi 15 istituti italiani che potrebbero coprire perdite fino all' 8% del passivo senza la necessità di aggredire conti correnti e depositi. Mentre nel caso si rendessero necessari fondi oltre l' 8% del passivo, potrebbe intervenire il Fondo di tutela.
Il quadro, tuttavia, resta critico. Le rassicurazioni di Bankitalia e gli strali della Consob restituiscono, alla fine della giostra, un quadro piuttosto incerto. Tutto questo mentre l' industria bancaria italiana sta per entrare in una fase di drastici cambiamenti e il caos normativo è un terreno scivoloso.
twitter@DeDominicisF
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