GRAN BRETAGNA NON SE MAGNA - SUO MALGRADO L’INGHILTERRA SI UNISCE ALL’EURO-DECLINO - DISOCCUPAZIONE RECORD (2,62 MILIONI, TASSO ALL’8,3%), OLTRE UN MILIONE DI GIOVANI SENZA LAVORO E PREVISIONI DI CRESCITA PER IL 2011/2012 RIDOTTE ALL’1% - IL GOVERNATORE DELLA BANCA CENTRALE INGLESE KING: “CHI PUÒ DIRE COSA SUCCEDERÀ DOMANI?” - MA AL GOVERNO C’È GIÀ CHI INCOLPA L’EUROPA: “RALLENTAMENTO DOVUTO A CRISI NON NOSTRE”...

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DAGOREPORT DA "The Guardian" e "The Telegraph"
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Anche la Gran Bretagna fa i conti con la crisi. Il ministro dell'Economia George Osborne ieri è stato costretto ad ammettere che non riuscirà a raggiungere gli obiettivi prefissati di riduzione del deficit strutturale entro la fine della legislatura. A dimostrazione del momento difficile che anche l'Inghilterra si trova ad affrontare ci sono i nuovi pesanti dati sul lavoro: la disoccupazione riguarda due milioni e 620mila persone. Di questi, un milione sono giovani di età compresa tra i 16 e i 24 anni. La Bank of England, l'istituto centrale, ha tagliato le previsioni di crescita per il 2011/2012 all'1%.

Il governatore della Banca d'Inghilterra Sir Mervyn King ha aggiunto che l'economia britannica, in linea di massima, rimarrà ferma fino alla metà della prossima estate, sottolineando che la crisi dell'eurozona è la sua più grande preoccupazione. King prevede anche che la ripresa nel 2013 non avverrà al ritmo che si era pensato, dimostrando di ritenere che sussistano profondi problemi strutturali.

"La strada verso un'economia mondiale più equilibrata sarà lunga e difficile. Negli ultimi tre anni abbiamo assistito a eventi straordinari. Chi può dire cosa succederà domani, per non parlare del prossimo mese?", ha detto il governatore della banca centrale inglese al quotidiano "The Telegraph".

Il numero di disoccupati, con 129mila persone che si sono aggiunte al totale solo nei tre mesi da luglio a settembre, è il più alto dal 1994. Il tasso è salito all'8,3%, il più alto dal 1996. Le donne senza un impiego sono oltre un milione, 43mila in più del precedente record raggiunto nel febbraio 1988. Oltre il milione anche i giovani disoccupati. Un dato che fa già parlare di "generazione perduta".

E se il Lib-dem Nick Clegg, nella coalizione di governo guidata dal Primo ministro Cameron, sottolinea come il numero dei giovani disoccupati sia in crescita costante dalla fine metà degli anni '80, facendo intendere che il problema risiede in criticità strutturali del mercato del lavoro, il ministro del Lavoro Chris Grayling punta il dito contro l'eurozona: "Questi dati - ha detto - sono una cattiva notizia... la conseguenza di ciò che stiamo vedendo nella zona euro.

Se si va indietro di quattro mesi vediamo che la disoccupazione giovanile stava scendendo, era sotto quota 900mila. Abbiamo assistito a un grande rallentamento dell'economia, ritengo a causa di crisi che si verificatesi altrove". Un'analisi scartata dal ministro per le Attività Produttive Vince Cable: "Le nostre difficoltà economiche sono in gran parte dovute all'eredità con cui siamo costretti a fare i conti. Non cerco un capro espiatorio".

 

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