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L’ITALIA CHIUDE BOTTEGA – IN DIECI ANNI IL NOSTRO PAESE HA PERSO OLTRE 86MILA NEGOZI. I SETTORI PIÙ IN CRISI SONO ABBIGLIAMENTO (-21% DI ATTIVITÀ) E CULTURA (-28% PER LE LIBRERIE) – LA RISTORAZIONE È L’UNICO AMBITO CHE CONTINUA A CRESCERE, CON +26% DI LOCALI E ADDETTI IN AUMENTO ADDIRITTURA DEL 69% – IL SUD RESISTE MEGLIO DEL NORD ALLA DESERTIFICAZIONE COMMERCIALE – FRANCESCO CAPOBIANCO DI NOMISMA: “QUESTI DATI DOVREBBERO FARCI CHIEDERE CHE TIPO DI CITTÀ VOGLIAMO. QUANDO CHIUDE UN NEGOZIO NON PERDIAMO SOLO UN’ATTIVITÀ ECONOMICA, MA ANCHE RELAZIONI SOCIALI, SICUREZZA E PEZZI DI IDENTITÀ URBANA”
Estratto dell’articolo di Olga Colombano per www.open.online
CHIUSURA NEGOZI - CESSAZIONE ATTIVITA
In soli dieci anni l’Italia ha perso oltre 86mila negozi di vicinato. Una diminuzione che però non colpisce tutte le regioni allo stesso modo, anzi. Contrariamente all’immaginario comune, è il Sud a resistere meglio del Nord alla desertificazione commerciale. È quanto emerge dal primo Osservatorio sulla Reciprocità e il Commercio Locale presentato da Nomisma.
A soffrire maggiormente sono i negozi legati alla cultura e allo svago, come le librerie e i negozi di musica, che registrano un calo del 28%. Calano anche quelli del tessile e abbigliamento, in diminuzione del 21,4 per cento.
settore della ristorazione in italia
Mentre la ristorazione è l’unico settore che continua a crescere con +26,2% di unità locali e addetti in aumento addirittura del 69,4 per cento.
«Questi dati dovrebbero iniziare a farci chiedere che tipo di città vogliamo», racconta a Open Francesco Capobianco, Head of Public Policy di Nomisma. «Perché quando chiude un negozio non perdiamo soltanto un’attività economica, ma anche relazioni sociali, sicurezza e pezzi di identità urbana».
[...] Nonostante la forte riduzione del numero di negozi, gli addetti del commercio locale crescono del 21,2% tra il 2015 e il 2025, delineando un quadro che a prima vista sembra contraddittorio. In realtà, come spiega Francesco Capobianco, il fenomeno è legato alla diversa natura dei settori che compongono il commercio di prossimità e alla loro intensità di lavoro.
FRANCESCO CAPOBIANCO - NOMISMA
«I comparti che crescono di più sono proprio quelli che hanno bisogno di più personale», spiega Capobianco. In particolare, ristorazione, salute e cura della persona e articoli per l’edilizia trainano l’occupazione grazie a una combinazione di fattori esterni: il turismo per la ristorazione, i bonus edilizi per il settore costruzioni e ristrutturazioni, e gli effetti della pandemia sul comparto salute. [...]
Accanto ai comparti in crescita, il report evidenzia una crisi profonda nei settori più tradizionali del commercio al dettaglio che hanno caratterizzato le città europee. Il tessile-abbigliamento e il comparto cultura e svago sono quelli che registrano le performance peggiori.
CHIUSURA NEGOZI - CESSAZIONE ATTIVITA
Secondo Nomisma, uno dei fattori chiave di questa trasformazione è il cambiamento delle abitudini di consumo, sempre più orientate verso il digitale. La crescita dell’e-commerce ha accelerato il processo di disintermediazione commerciale, soprattutto nei settori caratterizzati da prodotti standardizzati.
«Più un prodotto è standardizzato, più è facile venderlo online», osserva Capobianco, sottolineando come certi articoli si prestino meglio alla vendita digitale rispetto a beni che richiedono esperienza diretta, come mobili o prodotti artigianali [...]
CHIUSURA NEGOZI - CESSAZIONE ATTIVITA
settore della ristorazione in italia
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