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L’OPERAZIONE POSTE-TIM CONVIENE A TUTTI: LA SOCIETÀ GUIDATA DA MATTEO DEL FANTE PUÒ CREARE SINERGIE CON “POSTEMOBILE” E SOPRATTUTTO LA PARTE BUSINESS DI TELECOM. LA QUALE POTRÀ APPROFITTARE DEI 45 MILIONI DI CLIENTI DI POSTE (E DELLA CAPILLARITÀ DEGLI UFFICI POSTALI IN QUASI TUTTI I COMUNI D’ITALIA) – ABBANDONATO UN FRANCESE, NE ARRIVA UN ALTRO: PRESTO SI APRIRANNO LE INTERLOCUZIONI CON ILIAD…

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Estratto dell’articolo di Fabrizio Goria per “La Stampa”

 

MATTEO DEL FANTE

Digitale, servizi, cloud, senza dimenticare l'energia e l'entertainment. Si delineano le prime linee chiave dopo la salita di Poste Italiane in Tim fino al 24,81%, quota che vale la palma di primo azionista del gruppo telefonico italiano.

 

Due […] direttrici sarebbero chiare, stando alle indiscrezioni. Primo, la centralità del cliente finale. Secondo, […] l'intenzione a creare una piattaforma dotata di più anime. Dai servizi mobili a quelli telefonici, dall'accelerazione sul digitale al potenziamento del cloud.

 

pietro labriola a Italian Tech Week

Sul futuro di Tim è lo stesso ad di Poste, Matteo Del Fante a lasciare una battuta al Tg1: «Crediamo che l'evoluzione della tecnologia dovrà essere accompagnata da Tim per famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni».

 

Del Fante ha anche sottolineato che «questa operazione è molto importante per Poste Italiane. Arriva a conclusione di un percorso di 8 anni durante il quale abbiamo rilanciato i pacchi, la telefonia, i pagamenti, i contratti luce, i contratti gas permettendo agli italiani di aver più servizi dalla nostra azienda e facendo anche guadagnare i nostri azionisti, che partivano da un valore dell'azienda di 8 miliardi e sono arrivati a 27 miliardi».

 

GIUSEPPE LASCO

Tra le priorità di Del Fante e del direttore generale, Giuseppe Lasco, c'è quella di rafforzare la squadra del gruppo telefonico. L'esperienza in Brasile di Tim, che l'ad Pietro Labriola conosce bene, è considerata virtuosa sul mercato. E in tal ottica può esserci un'integrazione sinergica per rendere Tim, insieme con Poste, un operatore dinamico su più settori. Magari anche con Iliad, plausibile terza forza. Non si possono escludere che a breve ci siano delle interlocuzioni fra Poste, Tim e il management del gruppo telefonico francese fondato da Xavier Niel.

 

«L'idea di fondo è quella di un consolidamento. Ma anche di una nuova visione delle tlc, che vada oltre il classico pensiero che un operatore telefonico debba per forza fare solo l'operatore telefonico».

 

poste italiane

La riflessione è quella di una fonte finanziaria che è stata al centro delle negoziazioni per la cessione della quota di Vivendi del 15% in Tim a Poste. Mossa discussa e concordata nelle ultime settimane. Certo, da un lato la famiglia Bolloré aveva manifestato l'intenzione a dismettere una posizione che nel portafoglio era diventata poco funzionale. Ma dall'altro c'era la volontà di Poste di trovare un partner per procedere al consolidamento delle tlc.

 

MATTEO DEL FANTE 2

Ecco quindi che al cuore della strategia per il rafforzamento di Tim ci sarebbe il cliente finale. La sfida è quella di evitare l'estrema volatilità della base degli utenti, promuovendo il più possibile le fidelizzazioni. Non solo. […]

 

In quest'ottica, la mossa di Poste sarebbe propedeutica alla creazione di un doppio binario. Sul primo, la parte consumer. Sul secondo, la parte business. Gli oltre 45 milioni di clienti di Poste, i quasi 13mila punti fisici e la differenziazione dell'offerta voluta, e integrata, da Del Fante, sarebbe funzionale a migliorare i canali di offerta di Tim su base domestica.

 

La capillarità di Poste, anche nei piccoli comuni, può garantire ampi margini di crescita di Tim. Allo stesso tempo, sul fronte imprese, il cloud e in generale il digitale potranno giocare un ruolo fondamentale. Tim è un fornitore, mentre Poste è un provider. E i dati hanno una forte rilevanza strategica sia per l'intelligenza artificiale che per l'incremento della competitività.

 

ufficio postale

Sul fronte operativo, nelle prossime settimane ci saranno altri dettagli. Ma la direzione pare chiara. La pianificazione di un'offerta su più segmenti merceologici, tuttavia, deve essere dettagliata. Come ha ricordato a inizio febbraio Unimpresa, Tim serve 30,1 milioni di linee mobili e 7,9 milioni di clienti nella rete fissa.

 

[…] Chiuso - in parte - il capitolo francese di Vivendi, non si può chiudere del tutto la possibilità che a stretto giro Iliad avvi un dialogo con Tim e Poste. Le sinergie commerciali, ma soprattutto industriali, sarebbero al centro di ogni iniziativa eventuale. Sullo sfondo i mercati finanziari, che oggi daranno un primo giudizio sull'operazione chiusa nel weekend sull'asse fra Roma e Milano.