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Paola Pica per "Il Corriere della Sera"
«Il dentifricio non torna nel tubetto» ha avuto modo di osservare solo qualche settimana fa, al Workshop Ambrosetti, Enrico Cucchiani, davanti alle telecamere di Reportime. Il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo si riferiva in quel caso alla trattative con Romain Zaleski sul debito della Tassara, una delle partite calde del sistema bancario italiano. Chissà se la massima resta valida ancor oggi che il contrasto lentamente maturato al vertice della superbanca tra lo stesso Cucchiani e il presidente del Consiglio di sorveglianza Giovanni Bazoli è balzato fuori di colpo dalla Ca' de' Sass.
Una forzatura che ha messo in fibrillazione i mercati, dove nelle ultime due giornate il titolo ha scontato gli effetti di voci e indiscrezioni, prima fra tutte quella dell' uscita imminente del capo azienda. Il dentifricio uscito dai siti web, prima su «Dagospia» poi sull'edizione online del «Financial Times», sembra aver reso difficili eventuali tentativi di ricomposizione della crisi al vertice e imposto agli organi della banca un chiarimento in tempi rapidi al mercato, alla Vigilanza, agli oltre 90 mila dipendenti dell'istituto.
I consigli di gestione e sorveglianza già in calendario per martedì prossimo, primo ottobre, saranno con tutta probabilità la sede per formalizzare la soluzione, quale che sia. Ma il confronto è atteso già nel fine settimana, quando Cucchiani sarà di ritorno da una trasferta a New York, e nelle riunioni pre-consiglio di lunedì.
Nella comunità finanziaria si dà per scontato l'addio del manager chiamato da Allianz Italia poco meno di due anni fa al posto di Corrado Passera, a sua volta entrato nel governo Monti come ministro dello Sviluppo. Per la successione, il nome più quotato resta quello di Carlo Messina, direttore generale vicario e responsabile della Banca dei Territori.
La tensione, intanto, resta alta. Ieri è toccato al presidente del consiglio di gestione, Gian Maria Gros-Pietro, smentire i rumor circolati in Piazza Affari di un intervento di Intesa Sanpaolo in Mps. La voce che ha contribuito alle vendite sul titolo, peraltro già indebolito, insieme al resto del listino, dai venti di crisi di governo, raccontava di un'ulteriore contrapposizione tra Cucchiani da una parte, il presidente e le fondazioni socie dall'altra, su un'ipotetica fusione con Siena. «Indiscrezioni - ha scritto Gros-Pietro in una nota - completamente destituite di fondamento».
Nelle 48 ore precedenti era stato Giuseppe Guzzetti a intervenire, ben due volte, per cercare di abbassare il livello della fibrillazione. Secondo le ricostruzioni, al pari di Bazoli, il presidente della Cariplo, azionista influente di Intesa, avrebbe maturato più di una perplessità sulla conduzione della banca, guardando con una certa preoccupazione anche alla conflittualità interna al management. Le tensioni emerse nelle vicende Rcs e Telecom potrebbero aver fatto il resto.
Alle porte ci sono giorni se possibile più impegnativi: si avvicina l' esame europeo sul bilancio, l'asset quality review della Bce, una priorità per Intesa come per tutte le banche europee; e sarà avviata, su invito della Banca d'Italia, la revisione del modello di governance con il graduale abbandono del dualistico, il doppio consiglio (sorveglianza e gestione) che sembra aver esaurito il suo compito con la piena integrazione tra Milano e Torino.
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