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paola e valter mainetti, rispettivamente vicepresidente e presidente fondazione sorgente group
Sandra Riccio per “la Stampa”
L’edificio del Lingotto rivisitato da Renzo Piano sbarca in Borsa. Sul listino approderà insieme a Sorgente Res, società specializzata nella gestione e valorizzazione di immobili di elevato pregio, in Italia e all’estero. Nel suo portafoglio, oltre al Lingotto, conta edifici iconici come il Flatiron di New York, il meglio noto “Ferro da stiro” di Manhattan (di cui ha una quota del 7,4%), ma anche edifici in zone prestigiose come Piazza Cordusio a Milano e via del Tritone a Roma.
Veronica Mainetti, Presidente di Sorgente Group of America
A Piazza affari (segmento Mta) Sorgente Res approderà il 15 ottobre con l’obiettivo di raccogliere «fino a 402 milioni di euro che saranno utilizzati per l’acquisizione di altri immobili di pregio, soprattutto tra Roma, Milano e Torino» e che andranno ad aggiungersi ai 17 già posseduti, per un valore di 486 milioni, con una percentuale di occupazione pari all’88% e un rendimento medio del 5%.
E’ quanto ha spiegato il presidente del gruppo, Valter Mainetti, presentando il progetto di quotazione ieri a Milano, nel giorno dell’avvio dell’offerta al pubblico che terminerà il 9 ottobre. Ai piccoli azionisti è riservato un 10% dell’offerta (il lotto minimo è di 1.500 titoli).
La società, i cui principali azionisti saranno Sorgente Group e Ipi legati da un patto di sindacato, ha stabilito un prezzo fisso di 3 euro per azione che, considerando anche l’esercizio della greenshoe, comporta uno sconto iniziale del 39% sul Nav (valore netto degli asset in gestione). L’offerta è rivolta anche a investitori internazionali qualificati e al termine dell’operazione di aumento di capitale sociale, il flottante ammonterà al 74% circa. A operazione conclusa, con la totale sottoscrizione dell’offerta greenshoe inclusa, la famiglia Mainetti avrà una quota del 4,5% (dal 17,7% pre Ipo) attraverso Sorgente Group e altre partecipazioni.
A questa quota si somma un altro 14% (dal 54,6% pre Ipo) posseduta attraverso i fondi gestiti dalla sgr in mano a Sorgente Group. La quota complessiva sarà quindi del 20% mentre Ipi avrà il 6% (dal 24%). L’approdo in Borsa era già stato tentato due volte nel corso dell’ultimo anno e mezzo per poi finire in un nulla di fatto a causa della volatilità dei mercati. «Pensiamo che questo sia il momento giusto – ha detto ieri Mainetti - Crediamo che il mercato immobiliare in Italia stia per ripartire e una spinta ulteriore arriverà dalla riduzione delle imposte promessa dal governo».
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