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Andrea Bonanni per “la Repubblica”
La Commissione europea ha attivato ieri per la prima volta il braccio punitivo del Patto di Stabilità, decretando che Spagna e Portogallo «non hanno fatto sforzi sufficienti» nel 2014 e nel 2015 per risanare i propri conti pubblici.
Ma il vicepresidente Dombrovskis e il commissario Moscovici, che sono i responsabili per le politiche di bilancio, nel presentare la decisione hanno esplicitamente sposato una linea morbida, spiegando che il responso finale tocca al consiglio Ecofin e che comunque le sanzioni contro i due Paesi potrebbero «essere ridotte a zero».
Spagna e Portogallo sono da anni sotto procedura di infrazione per il mancato rispetto dei parametri sul deficit pubblico. Nel 2013, la Commissione e l’Ecofin hanno inviato loro raccomandazioni specifiche sul percorso di risanamento che avrebbero dovuto rispettare. Nessuno dei due Paesi ha raggiunto gli obiettivi.
Nel periodo 2013-2015, la Spagna ha apportato correzioni strutturali al proprio bilancio pari allo 0,6% del Pil contro un taglio raccomandato del 2,7%. Il Portogallo, che avrebbe dovuto correggere del 2,5%, lo ha fatto solo per l’1,1.
Dopo due anni continuativi di mancato rispetto delle raccomandazioni, la Commissione è tenuta a presentare un rapporto al Consiglio contro il Paese che si trova già sotto procedura. Se martedì i ministri confermeranno il giudizio di Bruxelles, la Commissione entro venti giorni dovrà proporre una serie di sanzioni «punitive» che prevedono una multa (fino allo 0,2% del Pil) e la sospensione di alcuni dei finanziamenti europei per i fondi regionali e strutturali. Toccherà infine al Consiglio approvare e rendere operativa la sanzione.
antonio costa primo ministro portogallo
Il passo deciso ieri dalla Commissione rientra dunque in un percorso obbligato. Ma è chiaro che penalizzare un Paese già in crisi e con i bilanci in passivo rischia di rivelarsi controproducente. «Le regole del patto di stabilità e crescita non sono necessariamente punitive e permettono di avere un approccio più sfumato», ha spiegato il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici. E il vicepresidente Dombrovskis, comunemente considerato un “falco”, ha aggiunto che «le sanzioni devono tenere conto che siamo nel dopo crisi economica e degli sforzi apprezzabili già compiuti dai due Paesi».
PIERRE MOSCOVICI E MARIE CHARLINE PACQUOT jpeg
Ieri Bruxelles ha specificato che, per quanto riguarda la multa, «la Commissione può raccomandare che il Consiglio la riduca o la cancelli del tutto sulla base di circostanze economiche eccezionali». Alla prossima riunione Ecofin Moscovici presenterà nuove raccomandazioni per Spagna e Portogallo. Resta comunque ancora in sospeso il caso della Francia, che da anni si trova sotto procedura di infrazione e chiede continui rinvii, ma che per il momento è riuscita ad evitare l’avvio della fase punitiva.
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