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VIVENDI BOCCIA I RILANCI "INCONSISTENTI" DI KKR E CDP-MACQUARIE SULLA RETE DI TIM E CHIEDE DI "CHIUDERE IN MODO DEFINITIVO LA 'STAGIONE DELLE OFFERTE'" - I FRANCESI DI BOLLORE’ SI ATTENDONO CHE TIM, CHE "HA GIÀ BOCCIATO OFFERTE SOSTANZIALMENTE UGUALI" CONFERMI "QUESTA LINEA": “LA RETORICA PER CUI TIM DEBBA VENDERE LA RETE PER SOPRAVVIVERE VA SMENTITA FORTEMENTE PERCHÉ ESISTONO ALTRI PIANI CHE RAGGIUNGONO LO STESSO OBIETTIVO CON MENO SFORZO ECONOMICO"
(ANSA) - MILANO, 10 GIU - Vivendi boccia i rilanci "inconsistenti" di Kkr e Cdp-Macquarie sulla rete di Tim, a valle dei quali ritiene si possa "chiudere in modo definitivo la 'stagione delle offerte'". I francesi, riferiscono fonti a loro vicine, si attendono che Tim, che "ha già bocciato offerte sostanzialmente uguali" confermi "questa linea".
"La retorica per cui Tim debba vendere la rete per sopravvivere va smentita fortemente perché esistono altri piani che raggiungono lo stesso obiettivo con meno sforzo economico". "Occorre un cambio di passo" per "aprire un nuovo capitolo con una visione strategica industriale e non puramente finanziaria".
Fonti vicine a Vivendi, basandosi sulle indiscrezioni di stampa, in merito agli ultimi e definitivi, rilanci sulla rete, "considerano si possa finalmente chiudere in modo definitivo la 'stagione delle offerte'". "I rilanci - viene spiegato - appaiono inconsistenti, e il consiglio di amministrazione ha già bocciato offerte sostanzialmente uguali a queste ultime. Ci si aspetta quindi che questa linea venga confermata anche nel prossimo board chiamato a decidere sulla questione. La retorica per cui Tim debba vendere la rete per sopravvivere va smentita fortemente perché esistono altri piani che raggiungono lo stesso obiettivo con meno sforzo economico".
Le fonti continuano dicendo che "a prescindere dalle cifre, qualsiasi scelta che non tenga conto della sostenibilità della futura Tim è da considerarsi un colpevole fallimento a detrimento dell'azienda, dei suoi dipendenti e dei suoi azionisti. E' necessario aprire un nuovo capitolo con una visione strategica industriale e non puramente finanziaria. Per fare ciò occorre un cambio di passo deciso".
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