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E LA LUNA BUSSO' - 4,5 MILIARDI DI ANNI FA IL PIANETA "THEIA" AVREBBE COLPITO LA TERRA E AVREBBE FORMATO IL SATELLITE CHE CI GIRA INTORNO - LE NUOVE SIMULAZIONI, FRUTTO DALLA COLLABORAZIONE TRA LA DURHAM UNIVERSITY E IL CENTRO DI RICERCHE "AMES" DELLA NASA, "APRONO UNA FASCIA COMPLETAMENTE NUOVA DI POSSIBILI PUNTI DI PARTENZA PER L'EVOLUZIONE DELLA LUNA" - VIDEO
Cecilia Mussi per www.corriere.it
La rivista The Astrophysical Journal Letters ha pubblicato dei nuovi dati sulla nascita della Luna. Si tratta di una collaborazione fra la Durham University, in Inghilterra e il Centro di ricerche Ames della Nasa, negli Stati Uniti. I due atenei hanno condotto insieme una simulazione molto dettagliata per capire come si sia creato il nostro satellite 4,5 miliardi di anni fa.
Le nuove simulazioni sono tra quelle a più alta risoluzione disponibili attualmente e il risultato illustra come siano bastate solo poche ore per crearla. E, questo il dettaglio più interessante, si sarebbe formata dall’impatto del pianeta Theia con la Terra.
«Abbiamo scoperto che impatti giganteschi possono dare immediatamente origine a un satellite con massa e contenuto di ferro equivalenti a quelli della Luna», hanno scritto nell'articolo i ricercatori, coordinati da Jacob Kegerreis del centro di ricerche Ames.
Un nuovo punto di vista, quindi, sulla nascita del nostro satellite. Grazie alla simulazione si spiega anche di cosa è composta la Luna: al 60% sarebbero elementi simili a quelli del nostro pianeta, soprattutto nelle sue parti più esterne. Questo deriva sempre dal fatto che la creazione sia stata causata dall’impatto tra Terra e un altro pianeta.
Questo potrebbe essere anche il punto di partenza per risolvere altri misteri che gli astronomi di tutto il mondo stanno studiando da anni, come quelli dell’orbita inclinata e della crosta sottile. La conferma definitiva di tutte queste supposizioni potrà darla, però, solo la Luna stessa: un altro aiuto potrà venire, per esempio, dall'analisi delle rocce lunari che le future missioni del programma Artemis porteranno sulla Terra. Poter studiare rocce che provengono da punti diversi della superficie lunare e del sottosuolo, vorrà dire che si potranno confrontare le loro caratteristiche reali con quelle simulate.
«Questo apre una fascia completamente nuova di possibili punti di partenza per l'evoluzione della Luna - ha affermato Jacob Kegerreis, ricercatore dell’Ames Research Center in una nota della Nasa - Siamo entrati in questo progetto non sapendo esattamente quali sarebbero stati i risultati delle simulazioni ad alta risoluzione.
Quindi, la grande rivelazione è che le risoluzioni standard possono darti risposte fuorvianti», ha aggiunto. La potenza di calcolo aggiuntiva delle simulazioni ha dimostrato che lo stesso studio, ma a bassa risoluzione, può perdere aspetti importanti di questo tipo di collisioni, impedendo ai ricercatori di vedere nuovi dettagli.
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