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ARRIVA L’ENNESIMO MAGGIORDOMO DIGITALE – “ALEXA+” LA NUOVA VERSIONE ALIMENTATA DALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE DELL’ASSISTENTE VOCALE DI AMAZON, SBARCA IN ITALIA: SARÀ IN GRADO DI SVOLGERE VARI COMPITI, COME FARE LA LISTA DELLA SPESA, PRENOTARE TAVOLI AL RISTORANTE, E RISPONDERE ALLE DOMANDE IN BASE AI NOSTRI GUSTI O ALLE CONVERSAZIONI PRECEDENTI – A DIFFERENZA DEL SUO PREDECESSORE, ALEXA+ NON SI ATTIVA CON UNA FRASE PREIMPOSTATA, MA CI ASCOLTA COSTANTEMENTE. E QUI VIENE IL PROBLEMA: COME SI TUTELA LA PRIVACY DEGLI UTENTI? L’AZIENDA DI JEFF BEZOS SOSTIENE CHE...

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Estratto dell’articolo di Paolo Ottolina per “la Repubblica

 

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[…] Una delle promesse dell’intelligenza artificiale era questa: avere a disposizione un maggiordomo elettronico. […] Dopo anni di promesse, ritardi e qualche imprevisto, Amazon ha portato in Italia Alexa+. […]

 

L’assistente vocale nata nell’era pre-ChatGpt, un po’ tonta e limitata, ha ricevuto vigorose iniezioni di intelligenza artificiale generativa. Non è più un semplice timer per la pasta o un juke-box per le solite playlist. Diventa un «agente AI» ovvero un software progettato per eseguire compiti anche complessi e sbrigare faccende.

 

La conversazione diventa naturale: […] Prima dovevi dire: «Alexa, accendi “piantana”» per attivare una certa luce smart. Ora si potrà dire qualcosa tipo: «Alexa, qui in salotto è un po’ buio» e lei accenderà le luci. Ma ovviamente c’è molto di più. Alexa+ è a tutti gli effetti un chatbot vocale. Ma è anche qualcosa di diverso rispetto alle «modalità voce» che tanti hanno sperimentato su ChatGpt o di Gemini.

 

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«Alexa+ agisce nel mondo reale: non solo risponde alle domande, ma comprende e completa azioni intere per voi. Può riservare un tavolo in un ristorante usando solo la vostra voce — spiega Michele Butti, l’italiano che da molti anni segue lo sviluppo dell’assistente nel ruolo di vice-presidente di Alexa International —. Altri strumenti di AI possono sicuramente creare una playlist, ma non possono riprodurla. Possono raccomandare i ristoranti più trendy di Milano, ma non possono prenotare un tavolo. Possono indicare le capsule del caffè con le migliori recensioni, ma non possono ordinarle per voi quando stanno per finire».

 

Il salto di qualità sta in quello che l’industria chiama da tempo «Agentic AI»: Alexa+ collega l’intelligenza artificiale ad azioni reali. Le dite: «Prenota una pizzeria per stasera, ricorda che Marco detesta i broccoli» e lei, interfacciandosi con piattaforme come The Fork, […] esegue.

 

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Senza aprire app, senza toccare schermi. Sceglie il regalo per un parente e lo fa recapitare. Compila la lista della spesa monitorando le oscillazioni di prezzo dei vostri marchi preferiti. Analizza documenti, risponde a domande in merito e aggiunge eventi in calendario.

 

Dai primi test a cui abbiamo assistito, Alexa+ (costerà 22,99 euro al mese ma verrà offerta gratis a chi è già abbonato ad Amazon Prime) funziona già piuttosto bene, con qualche leggero intoppo e con la verbosità tipica dei chatbot.

 

Grazie al lavoro dietro le quinte del Centro ricerca e sviluppo Alexa di Torino — dove un team di sviluppatori, ricercatori, ingegneri e linguisti lavora per dare all’assistente Amazon un’anima tricolore — non ci proporrà mai una pizza all’ananas o un cappuccino dopo pranzo. […]

 

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L’efficacia dipende invece da quanto permettete al sistema di conoscervi. Più dati fornite, più l’algoritmo personalizza le risposte sui vostri gusti, interessi e necessità. Questo ci riporta al nodo, molto scivoloso, della privacy. […]

 

Amazon assicura che le richieste sono crittografate, che i dati vengono cancellati dopo l’elaborazione e che il «cruscotto privacy» dell’app garantisce controllo totale. Ma scegliere se aprire o meno la porta al nuovo maggiordomo digitale, oggi, è una questione puramente di fiducia.

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