IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL…
BENVENUTI AL SALONE DELL’IM-MOBILE – LA DESIGN WEEK MILANESE QUEST’ANNO METTE IN MOSTRA CASE, STUDI, SITI EX INDUSTRIALI, RUDERI SGARRUPATI – MICHELE MASNERI: “QUANTI ANNI SONO CHE NON CI SI RICORDA UNA LAMPADA, UNA SEDUTA, UN MOBILETTO MADE IN MILAN? UN TEMPO SI ANDAVA A COMPRAR LA TIZIO E LA TOLOMEO, OGGI SI VA PIUTTOSTO PER CANTIERI, SI DIVENTA TUTTI TURISTI IMMOBILIARI. DEL RESTO, SE È IMPOSSIBILE COMPRARE UNA CASA, COME SI POTRÀ PENSARE DI ARREDARLA?”
Estratto dell’articolo di Michele Masneri per “Il Foglio”
SALONE DEL MOBILE DI MILANO 2026
E insomma ci risiamo, apre le porte il Salone del mobile di Milano, anche se quest’anno varrebbe sempre più la denominazione “salone dell’immobile”, essendo molto più in mostra case, studi, siti ex industriali, appartamenti magari normalmente chiusi al pubblico.
DimoreStudio, Dimoregallery, ex caveau, e la solita Alcova, format che apre al pubblico ruderi sgarrupatissimi ma con esposizione di oggetti modernissimi in un contrasto very chic, anche en plein air, per gite poco fuori porta. Poi però quanti anni sono che non ci si ricorda una lampada, una seduta, un mobiletto made in Milan? [...]
SALONE DEL MOBILE DI MILANO 2026
Un tempo si andava a comprar la Tizio e la Tolomeo, oggi si va piuttosto per cantieri, per home tour, si diventa tutti turisti immobiliari, quelli che le agenzie vituperano, osservando che “Baggio, però, mica male” e “Lambrate pensavo peggio…”. Misurando altezze, calcolando cambi di destinazione d’uso. Del resto, se è impossibile comprare una casa, come si potrà pensare di arredarla?
[...] Vuitton, Loro Piana, Dior, ognuno presenta qualcosa, e verrebbe da dire: moda spostati, lasciami vedere il Salone, ma siccome siamo a Milano, tutti accorrono. Prada fagocita tutto e se la comanda, ecco dunque “Prada frames” con discussioni e dibbbattiti in inglese “nella splendida cornice di”, quest’anno, Santa Maria delle Grazie Con il duo architettonico di massimo prestigio Formafantasma, “a research-based design studio investigating the ecological, historical, political and social forces shaping the discipline of design today”, si legge in Rete, e uno penserebbe siano almeno uno di Boston e l’altro del Massachusetts, ma sono invece un veneto e un siciliano.
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SALONE DEL MOBILE DI MILANO 2026
Sempre da Prada in questi giorni c’è anche il “Miu Miu literary club”, una presentazione di libri con vero champagne e dj set e scrittrici solo donne vestite dal celebre marchio (ma poi devono restituirli, gli abiti, con grossi traumi), e tutto si svolge in inglese, ma che importa, per un giorno ci si sente Joan Didion e Tom Wolfe, con code micidiali, tutti vogliamo esserci, nel paese immaginario di lettori che nella realtà non legge un libro manco con la pistola puntata alla tempia.
La moda forse tracima nel mobile perché in crisi, vediamo Prada come se la caverà con l’acquisita Versace, D&G cambia vertici e pesano i debiti, le guerre non aiutano, ma insomma speriamo che vada tutto bene e forza Miuccia e forza tutto il cucuzzaro. Intanto però la prendendosi Milano e il suo Salone la moda impone anche modi di fare e codici e umori (pardon, mood) tipici del settore, così ecco tutta un’esclusività, code, QR code, e proprio l’inglese.
SALONE DEL MOBILE DI MILANO 2026
Forse anche per le orde ormai di pregiati residenti esteri che abitano a Milano, i milionari della “legge Renzi” che pagano la flat tax e hanno abbandonato le loro Londra e Parigi (e magari pure New York ora che Mamdani gli fa pagare la “pied à terre tax”), scavallato il milanenglish, quell’esperanto che da anni si parla nella landa padana, una lingua franca con modi ormai proverbiali tipo “lato nostro” e “il feedback sulle slide”, nell’emirato lombardo adesso si è passati direttamente all’inglese. Pure al telefono.
Nel tuo telefono. Un tempo lo sentivi nel vivavoce degli altri, in treno, ma adesso chiamano te! “Can I speak with Michael” mi dice un numero di telefono sconosciuto, e io vista l’età temo la truffa telefonica, invece è un ufficio stampa, prima da un cellulare, poi da un fisso, e non mi molla, ma non è una truffa, è la settimana del mobile, quando già da un paio d’anni un paio di pr ti chiamano e scrivono in inglese, e non arretrano se gli fai presente che sei italiano, l’evento è in Italia, il marchio pure, dunque che bisogno c’è di parlare forestiero?
SALONE DEL MOBILE DI MILANO 2026
Forse vogliono testare il tuo livello, tipo Toefl (se non lo superi, non entri all’evento).
Pensate farlo in Francia! Verrebbero fustigati in sala mensa, pardon nella cafeteria. Ma intanto lo conferma l’Harper’s bazaar, la settimana più ganza del calendario milanese non è quella della moda bensì quella del mobile, o dell’immobile.
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Groundbreaking!). Tutto in location molto ganze che il milanese medio va a visitare in questa smaniosa open house, calcolando quanto costerebbe oggi fare quelle armadiature su misura (l’armadio su misura è il nuovo yacht, l’armadio su misura soppiantato dall’Ikea è il nuovo indicatore del fallimento della classe media).
SALONE DEL MOBILE DI MILANO 2026
Il salone è ancora grande, è il potere d’acquisto che si è rimpicciolito. Nell’ennesimo articolo sul tema “Com’è cara Milano” il Financial Times rileva che il rapporto tra stipendi annuali e prezzo medio delle case è di 12,5 a 1, cioè mi pare di capire che servono 12,5 anni per comprarsi una casa, più che a Londra, perché in Italia gli stipendi sono fermi o scesi negli ultimi anni, caso unico in Occidente, mentre nel Regno Unito son saliti del 45 per cento, dunque lì il rapporto è di 10,6. Mi sembra tutto comunque ottimistico. Ma soprattutto, a Milano non direbbero mai rapporto, bensì ratio, pronuncia rescio.
giorgia meloni al salone del mobile di milano foto lapresse 7
giorgia meloni al salone del mobile di milano foto lapresse 11
SALONE DEL MOBILE DI MILANO 2026
SALONE DEL MOBILE DI MILANO 2026
SALONE DEL MOBILE DI MILANO 2026
giorgia meloni al salone del mobile di milano foto lapresse 10
giorgia meloni al salone del mobile 6
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