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CHE C’AZZECCANO I MANGA GIAPPONESI CON L’ANTICRISTO? – PETER THIEL SCODELLA “ONE PIECE” NELLE SUE CONFERENZE E NON È SOLO NERDISMO FINE A SE STESSO: NELL’IMMAGINARIO DEL FUMETTO, IL POTERE È NELLE MANI DEL GOVERNO MONDIALE, CHE PROMETTE UN ORDINE ASSOLUTO AL PREZZO DELLA LIBERTÀ. PER THIEL È LA RAPPRESENTAZIONE PERFETTA DI UN KATECHON SECOLARIZZATO: UN POTERE CHE TRATTIENE IL CAOS. MA È UNA FALSA SPERANZA: PER THIEL LA DISTRUZIONE DELL’ORDINE ESISTENTE E L’APOCALISSE NON SONO LA FINE DEL TEMPO, MA SOLTANTO LA FINE DI UN TEMPO: UNA DISTRUZIONE NECESSARIA PER PURIFICARE IL SISTEMA E RILANCIARE L’ETERNO RITORNO DELLA VIOLENZA FONDATRICE...
PETER THIEL IN VERSIONE ONE PIECE
Traduzione di un estratto dell’articolo di Paolo Benanti per “le Grand Continent”
[…] Pur riconoscendo la parte oscura di questa ambizione tecnologica, accostando la figura del sovrano baconiano all’Anticristo biblico che promette falsamente «pace e sicurezza», Thiel sembra considerare questo destino come inevitabile.
La sua visione si cristallizza nel dilemma formulato da Alan Moore in Watchmen: l’umanità si troverebbe di fronte a un’alternativa binaria e terribile — «Ozymandias o la guerra nucleare».
In altri termini: o un regime tecnocratico globale che impone la salvezza attraverso la menzogna, oppure l’annientamento totale. In questa esegesi apocalittica, Thiel attinge anche, in modo inatteso, all’immaginario del manga One Piece.
Il «Governo mondiale» che vi appare, promettendo un ordine assoluto al prezzo della libertà, diventa per lui la rappresentazione perfetta di un katechon secolarizzato: un potere che trattiene il caos.
Ma questa speranza dialettica — l’idea che il crollo di questo ordine leviatanico possa aprire una nuova era di libertà — si rivela, a un esame più attento, una falsa speranza.
Perché ciò che Thiel immagina non è la parusia cristiana, cioè l’evento finale che redime la storia interrompendola, ma una semplice rinascita all’interno del ciclo girardiano del tempo.
La distruzione dell’ordine esistente non conduce al Regno dei Cieli: riattiva soltanto il meccanismo della violenza mimetica.
Dal caos emergerà inevitabilmente un nuovo capro espiatorio, attorno al quale si ricostituirà un ordine provvisorio, destinato anch’esso a crollare.
La sua concezione del tempo non è dunque né lineare né escatologica in senso cristiano: è tragicamente ciclica — e dunque pagana.
L’apocalisse che egli invoca non è la fine del tempo. È soltanto la fine di un tempo: una distruzione necessaria per purificare il sistema e rilanciare l’eterno ritorno della violenza fondatrice.
Di conseguenza, la sfida posta da Thiel non oppone più democrazia e autoritarismo: assume la forma di una scelta escatologica riassunta in modo binario — «Anticristo o Armageddon».
Di fronte al rischio di un caos ingovernabile […] postula che la salvezza possa venire soltanto da un potere centralizzato, totalizzante, vicino a un governo mondiale dispotico ma salvifico sul modello di Ozymandias.
Palantir diventa così la sintesi di queste visioni apparentemente contraddittorie: una macchina girardiana capace di identificare e neutralizzare le minacce prima che esploda la violenza mimetica, ossia un sistema planetario di gestione del capro espiatorio.
Allo stesso tempo, Palantir diventa la «Casa di Salomone» che conferisce a un’élite un quasi-potere divino di sorveglianza e previsione.
Peter Thiel […] da un lato finanzia le forze centrifughe che erodono lo Stato-nazione; dall’altro arma lo Stato per instaurare un controllo panottico.
[…] n questa visione, la democrazia intesa come autogoverno di cittadini uguali è già morta — e non resta che, nell’oscurità di un data center, la gestione clinica del suo cadavere.
one piece 1
PETER THIEL
donald trump peter thiel
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