giorgio mule

C’E’ ANCHE IL NOME DI GIORGIO MULE’ NEGLI ATTI DELL’INCHIESTA SOGEI CHE RIGUARDA IL MINISTERO DELLA DIFESA, TERNA E RFI – L’EX SOTTOSEGRETARIO ALLA DIFESA OGGI VICEPRESIDENTE DELLA CAMERA MULE’ NON RISULTA INDAGATO – SECONDO “REPUBBLICA” "IL FACCENDIERE-IMPRENDITORE ANTONIO SPALLETTA SAREBBE INTERVENUTO ATTRAVERSO IL (REALE O MILLANTATO) INTERVENTO DI UN ESPONENTE POLITICO (MULE’) PER FAVORIRE LA PROMOZIONE DI PIER FRANCESCO COPPOLA A GENERALE DELL’AERONAUTICA” - L’OPERAZIONE COINVOLGE 26 INDAGATI TRA IMPRENDITORI, DIRIGENTI DI IMPRESE PUBBLICHE, DIPENDENTI E GENERALI E UN VENTAGLIO DI IPOTESI DI REATO CHE SPAZIANO DALLA CORRUZIONE AL RICICLAGGIO…

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Giuseppe Scarpa per repubblica.it - Estratti

 

giorgio mule

Un sistema fondato su fondi neri, gare pilotate che tocca grandi aziende pubbliche come Tim, Terna e Rete Ferroviaria Italiana, Polo strategico nazionale e su una rete di relazioni costruite per orientare appalti e forniture. È questo il quadro che emerge dalle carte dell’indagine della procura di Roma, che ipotizza – a vario titolo – reati di corruzione, traffico di influenze illecite, turbata libertà degli incanti e riciclaggio.

 

Ma c’è di più. Secondo quanto apprende Repubblica dagli atti dell’inchiesta – in cui non risulta indagato – compare anche il nome di Giorgio Mulè, ex sottosegretario alla Difesa e oggi vicepresidente della Camera.

 

Il faccendiere-imprenditore Antonio Spalletta sarebbe intervenuto “attraverso il (reale o millantato) intervento di un esponente politico (Mulè, ndr)” per favorire la promozione di Pier Francesco Coppola a generale dell’Aeronautica, destinato a guidare la sezione sistemi meteorologici del IV Reparto.

 

giorgio mule foto mezzelani gmt27

Secondo l’ipotesi investigativa, in questo ruolo Coppola avrebbe potuto rappresentare un punto di riferimento strategico, consentendo a Spalletta di ottenere vantaggi e tentare di aggiudicarsi appalti.

 

Al centro dell’inchiesta c’è l’imprenditore Francesco Dattola, ritenuto dagli inquirenti amministratore di fatto della NSR s.r.l., affiancato – tra gli altri – da Stefano Tronelli, titolare della Tron Group Holding s.r.l., e dall’intermediario Spalletta. Secondo l’impostazione accusatoria, il gruppo avrebbe costruito un sistema capace di generare liquidità in nero attraverso fatture per operazioni inesistenti e successive operazioni di riciclaggio, trasformando i bonifici in denaro contante da destinare a pagamenti corruttivi

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