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COSA SVELA IL TERZO SEGRETO DI FATIMA? - CENT’ANNI FA TRE PASTORELLI AFFERMARONO DI AVER VISTO LA MADONNA E DI AVER RICEVUTO MESSAGGI IMPORTANTI PER L’UMANITA’ - I PRIMI DUE SONO STATI SVELATI MA SUL TERZO RESTA UN ALONE DI MISTERO MAI DEL TUTTO SUPERATO - E ORA I CATTO-CONSERVATORI PENSANO SI RIFERISCA A PAPA BERGOGLIO… - ECCO PERCHE’

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Andrea Gualtieri per “il Venerdì - la Repubblica”

 

Nei sacri palazzi sanno che c’e un groviglio intricato dal quale probabilmente non si uscira mai del tutto. Intreccia fede e geopolitica e trascina segreti, interpretazioni ambigue, ricostruzioni contraddittorie, lettere e messaggi che appaiono e scompaiono nelle testimonianze dei protagonisti, accuse incrociate di complotti tra saggisti e prelati di opposte fazioni.

 

PELLEGRINI A FATIMAPELLEGRINI A FATIMA

Un secolo dopo quella che il sito del Vaticano presenta «senza dubbio» come «la piu profetica delle apparizioni mariane», il Papa arriva a Fatima per proclamare santi Francesco e Giacinta, i piu piccoli dei tre pastorelli che affermarono di aver visto la Madonna per la prima volta il 13 maggio 1917 e in seguito per altre cinque volte, con cadenza mensile, fino al 13 ottobre di quello stesso anno. Bergoglio prova così a marcare un secondo punto fermo nella controversa vicenda che ha intrigato e turbato il Novecento, canonizzando i due bambini morti ad appena dieci e undici anni, molto prima che si cominciasse a ingarbugliare la matassa.

 

RATZINGER BERGOGLIO TERZO SEGRETO DI FATIMARATZINGER BERGOGLIO TERZO SEGRETO DI FATIMA

Il primo sigillo su Fatima aveva provato a metterlo Joseph Ratzinger nel 2000. Giovanni Paolo II aveva chiesto a colui che all’epoca era il cardinale prefetto della Congregazione per la dottrina della fede di validare davanti al mondo l’attesa e misteriosa versione ufficiale del terzo segreto che la «Signora» avrebbe rivelato nelle sue apparizioni e che Lucia, la più grande dei tre pastorelli poi diventata suora di clausura, ha messo per iscritto solo nel 1944. Il testo, precisò all’epoca Ratzinger, veniva «pubblicato nella sua interezza» ma era destinato a lasciare il lettore «presumibilmente deluso o meravigliato dopo tutte le speculazioni che sono state fatte», perché in realtà «nessun grande mistero viene svelato» e «il velo del futuro non viene squarciato».

 

TERZO SEGRETO DI FATIMATERZO SEGRETO DI FATIMA

Per il Vaticano tutto sarebbe dovuto essere archiviato, quindi, con la rivelazione del martirio del «vescovo vestito di bianco» nel quale Wojtyla si è riconosciuto dopo l’attentato del 1981, avvenuto proprio il 13 maggio e al quale – secondo la lettura del pontefice polacco – il Papa sarebbe sopravvissuto per la protezione della Madonna di Fatima.

 

Le altre due parti del segreto erano note già dal 1942 e riferivano la profezia della imminente Prima guerra mondiale e lo scoppio di un secondo conflitto «durante il pontificato di Pio XI» (come recita testualmente la trasposizione fatta da Lucia nel 1941, anche se nel 1917 era ancora in corso quello di Benedetto XV e la guerra iniziò poi sotto Pio XII) e la conversione della Russia (dove pure, all’epoca dell’apparizione, ancora non era iniziata la fase bolscevica).

 

Ma il groviglio, in realtà, era ancora lontano dall’essere sbrogliato. E lo è tuttora. Troppe le incongruenze, troppe le testimonianze contrastanti. Saverio Gaeta, nel suo recente libro Fatima: tutta la verità, ricava oltre due pagine di tabelle comparative nelle quali emergono le divergenze tra le versioni ufficiali offerte da esponenti ecclesiastici.

 

FATIMAFATIMA

«Il problema» ci dice «è che si è creato un effetto a cascata: si prova a giustificare un’inesattezza e si finisce con l’incartarsi ancora di più». Il cardinale José Saraiva Martins, ex prefetto di quella che viene definita la “fabbrica dei santi” e più prestigioso ecclesiastico portoghese dell’ultimo secolo, liquida la polemica senza negarne il fondamento. E dice: «L’importante è che ora non si dicano altre inesattezze. E che non si alimentino altre fantasie».  Intanto però la miccia del dubbio è stata innescata e alimentata più volte.

 

santuario di fatima in portogallosantuario di fatima in portogallo

Come quando, nel 2007, il cardinale Tarcisio Bertone, braccio destro di Ratzinger sin dai tempi dell’ex Sant’Uffizio, andò in televisione da Bruno Vespa a far vedere le buste nelle quali suor Lucia avrebbe inserito il testo con la terza parte della rivelazione. Doveva essere un’occasione per fare chiarezza, montò invece un nuovo caso perché vennero lette le parole scritte a mano dalla veggente secondo le quali il segreto doveva restare tale almeno fino al 1960 per richiesta della «Signora». Una versione che smentiva quella resa in precedenza dallo stesso Bertone negli atti.

 

tre pastorelli di Fatimatre pastorelli di Fatima

Secondo il giornalista Antonio Socci, uno dei più accaniti contestatori del pontificato di Francesco e della linea riformatrice della Chiesa, una parte inedita della rivelazione di Fatima esiste e potrebbe essere stata rivelata, per rispettare una promessa fatta da Giovanni Paolo II a Lucia, nei testi della Via Crucis del 2005, dei quali Wojtyla affidò a Ratzinger la stesura e che furono letti poche settimane dopo la morte della suora e pochi giorni prima di quella del papa polacco: si parlava di «nuovo paganesimo», di ideologie «intessute di menzogna», di parola divina «distorta e abusata».

madonna di fatimamadonna di fatima

 

E soprattutto c’era una descrizione di una Chiesa alle prese con la «sporcizia» e il «tradimento».?È proprio quest’ultimo il tasto più ricorrente sul quale batte chi ritiene che la Santa Sede abbia omesso di rivelare una parte della profezia di Fatima.

 

E per accreditare la tesi si citano dichiarazioni degli stessi alti prelati. Come quella del cardinale domenicano Mario Luigi Ciappi, teologo della casa pontificia dal 1955 e autore di una lettera nella quale si legge che «nel terzo segreto viene predetto, fra le altre cose, che la grande apostasia della Chiesa inizierà dai suoi vertici».

 

Il papa a FatimaIl papa a Fatima

Si tratta proprio dell’accusa che in questi mesi una frangia tradizionalista sta rivolgendo a papa Bergoglio, prendendo spunto in particolare dall’enciclica Amoris Laetitia sui temi del matrimonio. Quattro cardinali ultraottantenni sono arrivati a formulare per iscritto dei dubia, cioè una serie di quesiti rivolti al Papa per mettere in discussione il suo magistero. Uno di quei porporati è Carlo Caffarra, arcivescovo emerito di Bologna. E fu lui a rivelare nel 2008, cinque anni prima dell’avvento di Francesco in Vaticano, di aver ricevuto un messaggio autografo da suor Lucia in cui è scritto che «lo scontro nale tra il Signore e il regno di Satana sarà sulla famiglia e sul matrimonio».

 

Le lettere che suor Lucia ha inviato dalla clausura di Coimbra nella sua lunghissima vita, terminata nel 2005 a 97 anni d’età, sono in effetti moltissime. Sono raccolte in un enorme faldone negli archivi segreti della Congregazione per le cause dei santi, dove si sta valutando la beatificazione dell’ultima veggente, un iter avviato nel 2008 da Benedetto XVI su sollecitazione proprio del?cardinale Saraiva Martins.?

RATZINGER E BERGOGLIO ITALIA S GOD TALENT BY CARLI RATZINGER E BERGOGLIO ITALIA S GOD TALENT BY CARLI

 

Quando gli si chiede se?quelle lettere rischiano di?essere per la Chiesa una?mina vagante a disposizione dei tradizionalisti, il?porporato risponde: «È?chiaro che Bibbia e tradizione sono il fondamento del magistero, ma ogni tempo lo vive in un modo diverso e la Chiesa deve adattarsi al linguaggio dei tempi. Lucia era una donna molto saggia e i suoi scritti sono un’indicazione concreta, poi c’è sempre chi prova a forzarne la lettura».

 

Anche il messaggio di Fatima, secondo Saraiva Martins, va letto senza pregiudizi: «È un appello alla fede ma anche alla pace, alla riconciliazione con Dio e con gli altri uomini, alla speranza. Ed è evidente la sintonia con le parole di papa Francesco». Semmai, precisa, è vero che non bisogna considerarlo chiuso nel passato. Anche nelle profezie più catastrofiche: «Se una cosa si è adempiuta in Giovanni Paolo II, nulla vieta che si possa riproporre: il vescovo vestito di bianco c’è ancora. E anche il rischio delle guerre. Ma questo» aggiunge sorridendo «è già nei documenti rivelati».