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A CERCAR RANDELLI SI FINISCE RANDELLATI - A GENOVA, UN 28ENNE E' STATO PRIMA ADESCATO SULL'APP DI INCONTRI OMOSESSUALI "GRINDR" E POI SEQUESTRATO E RAPINATO DA UN 25ENNE ROMENO E DA UN MINORENNE - I DUE SONO SALITI IN CASA DEL VOGLIOSONE CON PROPONENDO UN INCONTRO A LUCI ROSSE. UNA VOLTA DENTRO, GLI HANNO URLATO: "SIEDITI, NON SIAMO FROCI" E GLI HANNO PUNTATO UNA PISTOLA ALLA TEMPIA. IL 28ENNE È STATO TRASCINATO AL BANCOMAT PIÙ VICINO E COSTRETTO A PRELEVARE E CONSEGNARE 500 EURO - LA VICENDA RISALE ALLO SCORSO GENNAIO E, ORA, UNO DEI DUE ADESCATORI E' STATO CONDANNATO A 4 ANNI E 8 MESI...
Estratto dell'articolo di Marco Fagandini per https://www.ilsecoloxix.it/
In casa del ventottenne, dove sono arrivati fingendo di esseri interessati a un rapporto sessuale, hanno puntato alla tempia dell’inquilino quella che aveva tutta l’aria d’essere una pistola. E hanno iniziato a picchiettare sul tavolo la punta di un coltello, intimidendolo. Poi è partito un colpo in aria, che ha gelato il sangue della vittima.
E quando questa ha detto ai due che più di 5 euro non aveva con sé, questi lo hanno sequestrato in auto e, canna dell’arma premuta contro il petto, lo hanno scarrozzato per alcuni chilometri, facendogli confessare i codici pin delle carte di credito e prelevando 500 euro.
Per quest’azione, messa a segno fra il Campasso e Sampierdarena, oggi lunedì 11 maggio un venticinquenne di nazionalità romena, difeso dall’avvocato Marco De Benedictis, ha patteggiato una pena di 4 anni e 8 mesi di reclusione. Arrestato lo scorso gennaio, si trova ancora in carcere.
I reati contestati davanti alla giudice per l’udienza preliminare Elisa Scorza sono rapina aggravata, sequestro di persona, violenza privata e porto abusivo d’armi. Con lui, secondo quanto aveva ricostruito la polizia, coordinata dalla sostituta procuratrice Gabriella Marino, c’era un ragazzo neppure diciottenne, che è indagato dalla procura presso il tribunale per i minorenni.
I fatti risalgono allo scorso 26 gennaio. Stando agli accertamenti degli investigatori, il ventottenne e il ragazzo più giovane avevano concordato un incontro utilizzando Grindr. Uno dei network più importanti dedicato alla comunità Lgbt. Così la vittima era passata a prendere la coppia, per accompagnarla nel proprio appartamento al Campasso.
È lì che i due, una volta entrati, hanno cambiato completamente atteggiamento. E quella che avrebbe dovuto essere una serata intima, si è trasformata in un inferno. Il ragazzo ha estratto la pistola, puntandola alla testa dell’uomo. I successivi accertamenti avrebbero permesso di scoprire che si trattava di una scacciacani, ma senza tappo di plastica sulla canna sembrava davvero un’arma pronta a sparare.
Quando poi un colpo - a salve - è partito verso il soffitto, il ventottenne era pienamente convinto d’essere sotto il tiro di una pistola vera. «Siediti, non siamo f... - ha detto il più giovane - Dimmi che hai capito». Smentendo in maniera triviale l’ipotesi di un incontro passionale. Mentre il socio di 25 anni lo minacciava con il coltello. [...]
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