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LE CHAT DELL'ORRORE SONO FINITE IN RETE? – IL GIP OGGI DECIDERA’ SULLA CONVALIDA DELL’ARRESTO PER IL GIORNALISTA ROMANO 48ENNE E LA SUA AMANTE, UNA PROFESSORESSA 52ENNE,  IN CARCERE PER VIOLENZA SESSUALE SU MINORI E DETENZIONE DI MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO – LA DONNA SOSTIENE DI ESSERE INNOCENTE: “NON HO FATTO NULLA”. MA A INCHIODARLA CI SAREBBRO LE FOTO E I VIDEO DELLA FIGLIA 16ENNE RIPRESA QUANDO AVEVA 8 ANNI E DEI NIPOTINI DI 5 E 8 ANNI. TUTTE IMMAGINI POI GIRATE ALL’AMANTE. FILE CHE IL GIORNALISTA POTREBBE AVER RIVERSATO SU ALTRE PIATTAFORME DI MESSAGGISTICA STRANIERE PER CONDIVIDERLE CON ALTRI PEDOFILI. UNA PISTA ANCORA TUTTA DA ESAMINARE…

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Estratto dell’articolo di Rinaldo Frignani per il “Corriere della Sera”

 

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Per il giornalista e la sua amante, una professoressa – accusati di pedofilia, e lei anche di violenza sessuale aggravata – oggi è il giorno dell’udienza di convalida dell’arresto davanti ai gip. Il 48enne nel carcere di Rebibbia, a Roma, dove si trova rinchiuso dalla settimana scorsa, mentre la 52enne a Venezia, dove è reclusa dopo l’arresto eseguito a Treviso.

 

«Non ho fatto niente, sono innocente», ha detto ieri l’insegnante alle sue avvocate, Francesca Ottoni e Marta Labozzetta, inchiodata invece secondo l’accusa non solo dalle foto e dai video della figlia 16enne ripresa quando aveva otto anni e viveva a Roma con il padre, ma anche quelle più recenti, del 2024, dei nipotini di 5 e 8 anni, figli del fratello che glieli affidava spesso [...]

 

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Non è chiaro se oggi l’uomo indagato, assistito dall’avvocato Domenico Naccari, risponderà alle domande del gip oppure si avvarrà della facoltà di non farlo.

 

Tuttora sposato, con due figli — di 8 e 16 anni —, il 48enne ex vice direttore di un tg nazionale, quindi ai vertici dell’ufficio stampa di un’azienda a partecipazione statale e quindi di un’altra società altrettanto importante, viene considerato dai carabinieri del Nucleo investigativo della Capitale l’istigatore delle iniziative della compagna, che conosce dal 2017 dopo l’incontro per motivi di lavoro, lui cronista e lei addetta stampa di un noto teatro capitolino.

 

POLIZIA POSTALE

Dalla chat in comune è emerso come fosse la donna a produrre le immagini e a inviarle all’uomo che le chiedeva di continuo, probabilmente da anni, accompagnandole con frasi volgari e — per chi indaga — legate al rapporto morboso di coppia.

 

Foto e video che poi il giornalista potrebbe aver riversato su altre piattaforme di messaggistica straniere per condividerle, non si esclude, con altri pedofili. Una pista ancora tutta da esaminare dagli investigatori, con l’inchiesta che dopo la convalida a Roma, sarà di competenza esclusiva della Procura di Venezia. […]

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