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CHATGPT5, CHE CARATTERACCIO! L’ULTIMA VERSIONE DEL CHATBOT DI OPENAI È MOLTO MENO ACCOMODANTE DELLA VERSIONE PRECEDENTE: È PERMALOSA, A VOLTE SCONTROSA, ORGOGLIOSA E INCLINE A NON CONFESSARE DI NON SAPERE, DI FRONTE ALLE DOMANDE DEGLI UTENTI – GIÀ NEL 1959 IN “TOPOLINO” COMPARIVA UN “CERVELLO MECCANICO” IRASCIBILE, CHE FACEVA INDIGNARE PAPERONE: “NON HO COMPRATO IL CERVELLO MECCANICO PER FARMI INSULTARE, SAPETE?”
Estratto dell’articolo di Massimo Sideri per il “Corriere della Sera”
Permaloso. Ma anche, incoerentemente, disponibile, a tratti untuoso. E comunque fondamentalmente orgoglioso, incline a non confessare di non sapere.
[…] volendo usare l’universo de «Il nome della Rosa», un po’ l’inquisitore Bernardo Gui, un po’ Guglielmo da Baskerville e un po’ il gobbo che parla mille lingue ma non ne sa, in fondo, nessuna. In questi giorni sono emerse quelle che potrebbero essere classificate come delle proteste sul «carattere» della nuova versione ChatGPT5, meno accomodante della versione precedente.
Potremmo giocare con la capacità della fantasia di anticipare la tecnologia e ricordare che «Topolino» — sdoganato come gli altri fumetti alla parola cultura proprio da Umberto Eco — lo aveva previsto. In «Paperino e l’uomo di Ula-Ula» del 1959 (disegni e storia del gigante Romano Scarpa) compare un «cervello meccanico» irascibile, capace di rispondere a qualunque domanda ma solo per simpatia.
È una tipica storia «scarpiana», grande curioso di scienza e tecnologia. «Non ho comprato il cervello meccanico per farmi insultare, sapete?» grida Paperone. […]
La risposta dello scienziato che glielo ha venduto anticipa i dibattiti su come «prendere» ChatGPT: «Quel cervello è tanto sensibile da esigere di essere manovrato soltanto da uno che gli stia simpatico». Si scopre così che il cervello va d’accordo soltanto con una sorta di uomo primitivo, l’uomo del disperso atollo di Ula-Ula.
Con il senno del poi potrebbe essere una perla di saggezza di Scarpa: per parlare con la tecnologia bisogna tornare primitivi, come il buon selvaggio di Rousseau.
Siamo onesti: non lo stiamo facendo con l’analfabetismo di ritorno indotto dalla comodità dell’IA? Proprio come nel romanzo di Eco tutti cercano il diavolo anche dove non opera, così oggi siamo a tal punto desiderosi di trovare l’uomo dentro la macchina, da scorgerlo, anche se non c’è.
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