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MEJO DI UN FILM DI SPIONAGGIO! - I DUE EX 007 ITALIANI ACCUSATI DI ESSERE AL SOLDO DI MOSCA, GAVINO RAOUL PIRAS E VINCENZO DI PASQUALE, AVREBBERO PASSATO INFORMAZIONI AI RUSSI NASCONDENDO PIZZINI O SCHEDE DI MEMORIA DIGITALE NEGLI INCAVI DEI MURI, IN STRADA A ROMA. IN ALTERNATIVA, I DUE SPIONI INCONTRAVANO SU UNA PANCHINA L'AGENTE DEL CREMLINO (UN FUNZIONARIO DELL'AMBASCIATA DI MOSCA IN ITALIA) E GLI CONSEGNAVANO BUSTE CON IL MATERIALE RICHIESTO - PER PAURA DELLE INTERCETTAZIONI DURANTE I LORO APPUNTAMENTI, LA SPIA RUSSA CHIEDEVA A PIRAS E DI PASQUALE DI ALLONTANARE GLI SMARTPHONE - SETTE GLI INDAGATI TOTALI - IL PRECEDENTE DI WALTER BIOT, L'UFFICIALE DELLA MARINA MILITARE ARRESTATO NEL 2021 MENTRE CONSEGNAVA DOCUMENTI RISERVATI A FUNZIONARI DELL'AMBASCIATA RUSSA (IN CAMBIO DI APPENA 5 MILA EURO)
SPIONAGGIO: EX 007 ARRESTATI, SCAMBIO PIZZINI IN STRADA E MICRO SD IN PACCHETTI NASCOSTI NEI MURI
ex 007 italiani spiavano per conto di mosca 1
(Adnkronos) - Avvenivano anche attraverso pizzini consegnati in strada e scambi di schede micro sd, inserite in pacchetti e nascoste negli incavi di muri, le comunicazioni tra la presunta spia russa e gli arrestati nell'inchiesta della procura di Roma e della procura militare che ha svelato un'attività di spionaggio in Italia.
Secondo quanto si apprende, venivano messe in atto strategie di occultamento dei contatti molto evolute, che gli esperti del Ros sono riusciti a decriptare. In alcuni casi per tenere al sicuro le loro conversazioni la spia russa chiedeva agli indagati di allontanare gli smartphone:
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in un caso facendoglielo posizionare all'interno di un forno a micronde. Nel corso dell'operazione condotta dal Ros, sono finiti ai domiciliari Gavino Raoul Piras e Vincenzo Di Pasquale, due carabinieri 59enni, ex 007 dell'Aisi. Coinvolti nell'inchiesta anche altri quattro indagati.
SEGRETI E SOLDI, COSÌ RECLUTA LA RETE RUSSA IN ITALIA: DAL CASO BIOT ALLA MISSIONE COVID, MA IN CAMPO ANCHE HACKER E DISINFORMAZIONE
Massimo Nesticò per l'ANSA
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Ieri Walter Biot, oggi i sette indagati dalla procura di Roma. La macchina dello spionaggio russo in Italia è pienamente operativa, così come il controspionaggio dell'Aisi che ha il compito di tutelare da intrusioni la sicurezza nazionale. Siamo in piena era 'Sigint', la raccolta di informazioni attraverso le intercettazioni delle comunicazioni, come ad esempio gli spyware inseriti nei telefoni cellulari.
Ma le vecchie modalità 'Humint' (Human intelligence) di corrompere gli addetti ai lavori per ottenere segreti militari non sono passate di moda. Come già fu per Biot, l'ufficiale della Marina Militare arrestato in flagrante nel 2021 mentre consegnava documenti riservati a funzionari dell'ambasciata russa in Italia in cambio di 5mila euro, anche in questo caso è dalla rappresentanza diplomatica di Mosca che provengono i tentativi di carpire informazioni. Il modus operandi è consolidato: si aggancia chi ha l'accesso alle carte e lo si corrompe (con soldi principalmente).
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La copertura diplomatica offre la garanzia di immunità ai responsabili. Nel 2020 un ufficiale dell'esercito francese di stanza alla base Nato di Napoli è stato arrestato con l'accusa di aver fornito notizie top secret ad un agente del Gru, il servizio segreto militare di Mosca.
Nello stesso anno grandi polemiche politiche suscitò la missione 'Dalla Russia con amore' con la quale la Federazione russa inviò in Italia aiuti durante il periodo più difficile del Covid. Nella missione - che toccò le province di Bergamo e Brescia - era presente personale dell'intelligence di Mosca ed il convoglio si è mosso sempre scortato da militari italiani per evitare 'sconfinamenti'.
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L'attivismo russo sul territorio italiano è quindi ben noto ai servizi di Roma ed è diventato più aggressivo dopo la guerra in Ucraina. I diplomatici dell'ambasciata, grazie al loro status, hanno frequentazioni pubbliche con una molteplicità di soggetti anche istituzionali particolarmente appetibili. E' in questa fase che può avvenire l'aggancio. A far gola sono i documenti militari ma anche quelli industriali ed i progetti di aziende come Leonardo o Fincantieri.
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Naturalmente i tentativi di infiltrazione non sono limitati al personale diplomatico; in Italia anche altri cittadini russi e non solo operano nell'interesse del Cremlino. Lo spionaggio è solo uno degli strumenti messi in campo dalla Russia. La minaccia ibrida viaggia infatti pure attraverso la disinformazione e gli attacchi informatici.
È notevole, secondo le analisi degli 007 italiani, l'impiego da parte del Cremlino di risorse destinate a questi ambiti per influenzare eventi politici e sabotare infrastrutture critiche. Gli obiettivi sono quelli di evidenziare la supremazia russa, screditare la dirigenza occidentale e minare la fiducia nei confronti delle istituzioni europee e della Nato.
WALTER BIOT IN TRIBUNALE
walter biot
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