DAGOREPORT – DI FRONTE ALLO PSICODRAMMA LEGHISTA SUL VENETO, CON SALVINI CHE PER SALVARE LA…
Francesco Salvatore per "la Repubblica - Edizione Roma"
Minacciato e spinto ad andare a ritirare i suoi soldi in banca dopo essere finito nel bel mezzo di una truffa dello specchietto. «Tira fuori 'sti soldi o ti lascio senza computer, macchina e telefonino». Vittima è il volto televisivo Valerio Lundini, autore comico e conduttore del programma su Rai 2 "Una pezza di Lundini".
Nel processo celebrato ieri in tribunale Lundini ha testimoniato come parte offesa. Alla sbarra Maurizio Bevilacqua, 30 anni, accusato di essere l'autore di una vera e propria estorsione ai suoi danni e di un secondo episodio contro un'altra persona. I fatti risalgono all'ottobre del 2014. La vittima stava guidando in zona Eur Marconi: « Ero in macchina - ha esordito - quando sono stato fermato al semaforo da questa persona che non conoscevo. Mi è entrato in auto e mi ha chiesto un indennizzo per un incidente, non vero ovviamente, che c'era stato».
Poco prima, infatti, Lundini aveva sentito un rumore sulla carrozzeria, il classico espediente utilizzato da persone senza scrupoli nelle truffe dello specchietto, per rivendicare danni fittizi a malcapitati automobilisti. La richiesta dell'aggressore, un uomo di grossa corporatura, è netta: vuole 200 euro per un presunto danno subito alla sua auto. Nessuna possibilità di mediazione. « Non è stata una richiesta pacifica. Stavamo parlando e io gli ho detto che avrei potuto sentire un carrozziere. Quella persona mi ha detto che dovevo tirare fuori i soldi. Questo era il senso di quello che diceva, "o ti lascio senza macchina, computer e telefonino".
giovanni benincasa valerio lundini
Cioè una sorta di minaccia. Anzi, senza sorta » . A quel punto l'autore tv, che non aveva l'intera somma di denaro, è stato obbligato ad andare a ritirare i soldi in banca per raggiungere la cifra. Con lui anche l'uomo che lo aveva minacciato. Allo sportello della filiale, però, questi è stato immortalato dalle telecamere a circuito chiuso. A mente fredda Lundini ha capito di essere stato vittima di un raggiro e ha denunciato tutto ai carabinieri. Il nome Bevilacqua, tra l'altro, non è la prima volta che viene accostato a vicende del genere. Quattro componenti della famiglia di origine sinti, lo scorso luglio, sono finiti in manette per aver compiuto una serie di estorsioni a danno di guidatori agganciati in strada dopo aver provocato un finto incidente.
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