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VOLARE, OH NO! – LA COMMISSIONE EUROPEA HA DATO IL VIA LIBERA ALL’USO DEL CARBURANTE PER AEREI STATUNITENSE, PER FAR FRONTE AL RISCHIO ALLA CARENZA DI CHEROSENE PROVENIENTE DAL GOLFO PERSICO – MA L’AGENZIA EUROPEA PER LA SICUREZZA AEREA AVVERTE CHE IL PRODOTTO MADE IN USA, NEL VECCHIO CONTINENTE, VA USATO ATTENTAMENTE. ALTRIMENTI IL RISCHIO È QUELLO DI FAR VOLARE L’AEREO “AL DI FUORI DEI SUOI LIMITI DI SICUREZZA”: POTREBBE OSTRUIRE FILTRI E TUBI E FAR SPEGNERE I MOTORI  (NON PROPRIO RASSICURANTE...)

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Estratto dell’articolo di Leonardo Berberi per www.corriere.it

 

jet fuel - carburante per aerei

La Commissione europea ha dato il via libera all’uso del carburante per aerei utilizzato in particolare in Nord America per far fronte al rischio alla carenza di cherosene proveniente dal Golfo Persico.

 

Ma l’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) avverte che il prodotto, nel Vecchio Continente, va usato attentamente e deve essere sempre accompagnato da informazioni aggiornate e precise. Altrimenti il rischio è quello di far volare l’aereo “al di fuori dei suoi limiti di sicurezza”, scrive l’autorità nel bollettino inviato agli operatori.

 

jet fuel - carburante per aerei

Negli ultimi giorni Bruxelles ha ricordato che le compagnie europee possono utilizzare il cherosene di tipo “Jet A”, caricato sugli aerei negli Usa, grazie alla sua alta disponibilità nel continente americano.

 

Si tratta di un prodotto leggermente diverso da “Jet A-1”, utilizzato nel resto del mondo e che inizia a scarseggiare per la chiusura dello Stretto di Hormuz [...]

 

La differenza cruciale è che la tipologia “Jet A” ha un punto di congelamento a -40 °C, mentre “Jet A-1” fissa l’asticella a -47 °C, il che lo rende preferibile, in particolare sui collegamenti intercontinentali, perché resistendo a temperature più basse può consentire le operazioni anche in aree del mondo particolarmente fredde e anche a una quota di volo maggiore.

 

jet fuel - carburante per aerei

Nel suo “Safety information bulletin”, l’Easa ricorda che “a causa di eventi recenti nelle catene di approvvigionamento globali del carburante per aviazione, la disponibilità di Jet A-1 in alcuni mercati potrebbe essere limitata. Per questo si guarda al prodotto Usa.

 

“Una possibile introduzione del Jet A in Europa non comporterebbe problemi di sicurezza”, sottolinea l’Agenzia, “a condizione che l’introduzione sia gestita correttamente”. Altrimenti ci possono essere “rischi operativi, di aeronavigabilità e legati ai fattori umani”.

 

La transizione al "Jet A" in un contesto dove viene utilizzato "Jet A-1", prosegue il bollettino, “se non gestita correttamente, crea il rischio di confusione tra i tipi di carburante, in particolare nella comunicazione tra fornitori di carburante, equipaggi di volo e compagnie aeree”.

 

RISERVE DI JET FUEL - CHEROSENE PER AEREI

E questo “può portare a discrepanze tra le proprietà reali del carburante e le assunzioni utilizzate per la pianificazione del volo, il monitoraggio della temperatura del carburante e le procedure dell’equipaggio”.

 

Cosa significa nel concreto? I piloti consultati dal Corriere fanno questo esempio. Prendiamo un aereo che deve volare in alta quota (dove le temperature scendono al di sotto dei -40 °C) per diverse ore per effettuare una tratta intercontinentale.

 

Se, per errore o fretta o distrazione, il jet riceve “Jet A” allora il carburante potrebbe “cristallizzare”, ostruendo i filtri e i tubi. E questo può anche portare allo spegnimento dei motori o alla riduzione di potenza. [...]

STRETTO DI HORMUZ - CRISI ENERGETICA