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CHE PARACULI! – DIETRO ALLA PARTECIPAZIONE DI GIORGIA MELONI AL PODCAST DI FEDEZ C’È UNO SCAMBIO DI INTERESSI – PANARARI: “NEL CASO DEL RAPPER L’INTERESSE È QUELLO DI RIMANERE IL PIÙ POSSIBILE SULLA CRESTA DELL'ONDA. MENTRE LA PREMIER, OBBLIGATA DAI SONDAGGI SULLA RIMONTA DEL NO A SCENDERE NELL'AGONE REFERENDARIO, SI E' RIVOLTA A UN'AUDIENCE GIOVANE – MA LA PREMIER ‘LAW AND ORDER’, PROMOTRICE DEL DECRETO SICUREZZA, NON PUÒ ANDARE A BRACCETTO CON IL RAPPER CHE SI ACCOMPAGNA AGLI HOOLIGAN E SI FA SCORTARE DA ULTRÀ PREGIUDICATI TRASFORMATI NELLE SUE GUARDIE DEL CORPO...” – VIDEO
Estratto dell’articolo di Massimiliano Panarari per “La Stampa”
GIORGIA MELONI CON MR MARRA E FEDEZ - PULP PODCAST
Convergenze parallele. Si erano tanto detestati ma, alla fine, le loro traiettorie si sono gioiosamente incrociate. Stiamo parlando della neo-strana coppia formata dalla presidente del Consiglio e dal rapper-showman che l'ha ospitata nelle scorse ore nel suo Pulp Podcast. D'altronde, dai Ferragnez ai Meloniez è un attimo...
C'era una volta il Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, spacciatosi, con gran successo, come novello maître-à-penser della sinistra dirittista, vittima dei bavagli e delle censure della destra. E adesso lo ritroviamo riciclato come reggimicrofono di Giorgia Meloni, non gratis et amore Dei naturalmente, ma all'insegna di un interesse reciproco.
fedez con la foto di galeazzo bignami
Nel suo caso quello di rimanere il più possibile sulla cresta dell'onda (e delle onde radio), facendo parlare di sé, cosa che costituisce la vera stella polare delle sue multiformi iniziative. [...]
Mentre la premier, obbligata dai sondaggi sulla rimonta del No a scendere direttamente nell'agone referendario, ha trovato un podio per rivolgersi a un'audience giovane e, verosimilmente, non particolarmente smaniosa di correre al seggio il 22 e 23 marzo.
È la «ferrea legge della politica pop», che prescrive, quanto più si fatica a costruire consenso, di andare laddove già ci sono un pubblico e la popolarità: giustappunto, su determinati media e fra i protagonisti dello show business, come chez Fedez e Mr. Marra. [...]
DONALD TRUMP - GIORGIA MELONI - MEME BY EDOARDO BARALDI
A proposito di mezzi di comunicazione che fanno tendenza, e delle loro evoluzioni (e involuzioni), Meloni mostra poi, una volta di più, la sua vena Maga. La destra neopopulista a stelle strisce, nella sua polemica forsennata contro quelli che etichetta come i media maistream, ha scommesso da tempo su altrettante nicchie ben presto dilagate nel nome della disintermediazione (e di quella che sociologi come Giovanni Boccia Artieri chiamano la "post-affidabilità").
Prima i commentatori radiofonici e, in seguito, i podcaster di ultradestra, personaggi come Joe Rogan diventati idoli del popolo Maga. Vien così da pensare che, dal punto di vista della strategia comunicativa, la Meloni di lotta (per il Sì) non disdegni di fare propaganda attraverso format in linea con lo spirito dei tempi trumpista
MR MARRA E FEDEZ - PULP PODCAST
[...] lo conferma il post su Instagram del suo "spin doctor" Tommaso Longobardi, che ha scritto: «Con buona pace di chi pensa che informazione e dibattito debbano restare nelle mani di pochi, confinati sempre negli stessi luoghi, per preservare un'esclusiva che il tempo ha già superato».
[...] E la strana coppia dei Meloniez ha un problema, anzi un equivoco, di fondo, con cui dall'opinabile si passa invece all'insostenibile. La premier "law and order" dei valori tradizionali e dell'allergia per le piazze che protestano non può stare fianco a fianco con l'uomo del disordine esibito e sfrontatamente rivendicato. La promotrice del decreto sicurezza non può andare a braccetto con il rapper della zona grigia e dell'esercizio quotidiano dell'insicurezza.
Quello che si accompagna agli hooligan e si fa scortare da ultrà pregiudicati trasformati nelle sue guardie del corpo. Il personaggio su di giri delle scorribande con rissa e dei pestaggi nelle notti milanesi.
«Io sono Giorgia, sono una madre, sono cristiana». E lui è Federico Leonardo Lucia, non il Mahatma Gandhi o don Giovanni Bosco: uno a cui piace la "vida loca" e la trasgressione, che ce l'ha con gli "sbirri", se ne fotte delle leggi e pratica la violenza. Perché a tutto ci dovrebbe essere un limite, perfino all'incoerenza di certa politica.
giorgia meloni a quarta repubblica
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