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“C’È UN TESTIMONE DECISIVO SULLA SCOMPARSA DI DENISE PIPITONE. IL CASO VA RIAPERTO” - ANTONELLA DELFINO PESCE, LA CRIMINOLOGA CHE CON IL SUO LAVORO È RIUSCITA A PORTARE IN CARCERE LA COLPEVOLE DELL’OMICIDIO DI NADA CELLA, INVITA A RIPARTIRE DA UN VIDEO DEL 2004, IN CUI SI VEDE UNA BIMBA IN COMPAGNIA DI NOMADE A MILANO: A LUNGO È IPOTIZZATO CHE QUELLA PICCOLA POTESSE ESSERE DENISE, SCOMPARSA QUELL'ANNO DA MAZARA DEL VALLO, IN SICILIA, MA LA BAMBINA NON SI È MAI TROVATA - “NON CAPISCO PERCHÉ LA PROCURA DI MARSALA NON MI CONVOCA. CON LE INFORMAZIONI DEL TESTE SI POTREBBE DELIMITARE UN CAMPO DI INDAGINE SPECIFICO” – MA LA MAMMA DI DENISE È SCETTICA: “BASTA SPECULARE...”
Estratto dell’articolo diAlfio Sciacca per il “Corriere della Sera”
«È una persona di Milano, che viveva a Milano anche all’epoca dei fatti. Un testimone lucido e affidabile che riferisce particolari molto importanti». Così la criminologa Antonella Delfino Pesce parla del nuovo testimone al quale è arrivata lavorando sul caso della piccola Denise Pipitone, la bimba di 4 anni scomparsa il primo settembre 2004 a Mazara del Vallo. Lo ha fatto nell’ambito delle indagini difensive che sta svolgendo su incarico di Tony Pipitone, padre legale della bambina.
[...] dopo la segnalazione arrivata da Milano un mese dopo la scomparsa. Il 18 ottobre 2004 davanti a una banca la guardia giurata Felice Grieco riprende col cellulare una bambina in compagnia di una nomade. Si sente la voce della piccola che chiede «dove mi porti?» con un vago accento siciliano. Nonostante il cappuccio in testa c’è anche una particolare somiglianza con Denise. Quel filmato accende le speranze della famiglia e degli inquirenti, ma non si riuscirà mai a risalire né alla bambina né all’identità della nomade.
Ora la criminologa Delfino Pesce, spiega al Corriere , che il nuovo testimone, con il quale lei ha parlato a lungo, «riferisce di alcune circostanze che dovrebbero portare alla riapertura del caso». «Non capisco — aggiunge — perché la Procura di Marsala ancora non mi convoca perché possa spiegare meglio e, soprattutto, perché non si decida ad ascoltare questo testimone».
Definita la «criminologa dei casi impossibili» Antonella Delfino Pesce si è specializzata nel riesaminare cold case ed è già riuscita con il suo lavoro di scavo a far riaprire decine di casi. Di recente, sul giallo della morte di Nada Cella, si è arrivati, a 30 anni dal delitto, ad un processo e alla condanna a 24 anni di carcere per Anna Lucia Cecere.
[...] al testimone milanese era arrivata due anni fa. E ha anche redatto una relazione che l’avvocata Luisa Calamia ha inoltrato in Procura a Marsala. Ma i pm hanno respinto la richiesta di riaprire il caso.
[...]
Antonella Delfino Pesce con la mamma di nada cella
Già anni fa il filmato di Milano non portò a nulla. Cosa aggiungerebbe di decisivo il testimone? «Per rispetto degli inquirenti non voglio aggiungere altro —spiega Delfino Pesce —. Posso però dire che quella pista era già molto promettente, ma purtroppo non si riuscì ad andare avanti.
[...] la bimba fu cercata ma non fu trovata. Sia chiaro: io non dico che col nuovo testimone riusciremo a trovare Denise. Dico solo che riferisce dei particolari che potrebbero delimitare un ambito preciso che permetterebbe di accertare se quella bambina del filmato era o meno Denise. C’è poi una parte della ricostruzione di quella giornata che è leggermente diversa. Questo è importante perché influisce sugli alibi e sugli orari. È un accertamento secondo me necessario [...] ».
Sul lavoro di Delfino Pesce si mostra contrariata la mamma di Denise, Piera Maggio.
«Rispettare una madre non è solo un dovere, ma un riconoscimento del primo legame che ha permesso a mia figlia di esistere — si è sfogata in un post su Facebook —. Oggi molti sconosciuti si sentono liberi di oltrepassare il limite perché il buonsenso ha perso la ragione».
«Comprendo che in passato ci sono stati tanti millantatori e quindi c’è una certa insofferenza da parte della mamma — replica la criminologa —. Ma non è il mio caso. Io mi limito a fare un lavoro di ricerca su vecchie indagini e le mie conclusioni le metto a disposizione dei legali e degli inquirenti».
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