CRONACHE DI ORDINARIA FOLLIA – ARRESTATA A VIGEVANO, IN PROVINCIA DI PAVIA, LA 48ENNE LISA MADDALENA RUBEO, CHE HA INVESTITO VOLONTARIAMENTE TRE CICLISTI – LA DONNA SI È COSTITUITA POCHE ORE DOPO, SPIEGANDO ALLE FORZE DELL’ORDINE DI AVER SCELTO LE VITTIME A CASO: “LI HO INVESTITI PERCHÉ SONO STUFA, DA TEMPO CERCO AIUTO MA MI DICONO SOLO CHE SONO MATTA. OGNI GIORNO RICEVO 300 INSULTI” - I TRE CICLISTI SONO RIMASTI FERITI: UNO DI LORO È RICOVERATO IN RIANIMAZIONE CON UN SERIO TRAUMA CRANICO…

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Estratto dell'articolo di Maria Fiore e Andrea Morana per www.laprovinciapavese.it

 

vigevano, lisa maddalena rubeo investe ciclisti 3

Dodici minuti di terrore. L’incubo si è materializzato a Vigevano in corso Milano, corso Cavour e viale Petrarca sotto forma di un’auto bianca guidata a folle velocità. Pochi minuti, tra le 20.13 e le 20.25, per investire tre passanti, colti di sorpresa, alle spalle, ignari del pericolo. Due sono stati urtati dall’auto, il terzo è stato investito in pieno. M. A., 49 anni, barista vigevanese, è il più grave: in questo momento è ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione del San Matteo, con un serio trauma cranico.

 

La donna alla guida dell’auto si è costituita in questura a Pavia quasi due ore dopo, verso le 22: Lisa Maddalena Rubeo, 48 anni, originaria di Ivrea ma residente a Palestro, è stata arrestata con l’accusa di tentato omicidio plurimo. Si trova ora nel carcere di San Vittore di Milano.

 

Agli agenti della Volante e della Mobile ha spiegato: «Li ho investiti perché sono stufa, da tempo cerco aiuto ma mi dicono solo che sono matta. Ogni giorno ricevo 300 insulti». Poi, dopo l’ammissione, ha provato a ridimensionare le sue responsabilità: «Ho avuto un malore». Domani potrà dare la sua versione anche al giudice Pasquale Villani, nell’udienza di convalida prevista per le 9.30 in tribunale.

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LE TELECAMERE

[…] È stata la stessa Rubeo, nel descrivere l’accaduto, a specificare: «Il primo sono riuscita a prenderlo mentre il secondo mi ha evitato, il terzo l’ho preso».

 

Il “primo” è una una ragazza di 18 anni che si trovava in bici in corso Milano, all’angolo con via Verdi. Un testimone ha visto l’auto bianca arrivare a tutta velocità, puntare la ciclista e investirla. Poi l’auto si è allontanata percorrendo un tratto di marciapiede. Il testimone ha annotato la targa e il modello: un pick up di colore bianco. La giovane è rimasta ferita ed è stata trasportata all’ospedale San Carlo in codice giallo. Non è in pericolo di vita.

 

IL SECONDO EPISODIO

Il secondo episodio è avvenuto in corso Cavour[…] un testimone […] ha raccontato di aver visto la stessa auto bianca cercare di investire un uomo che era appena sceso dalla sua macchina. Secondo la testimonianza, dopo averlo sfiorato una prima volta, avrebbe anche provato a prenderlo in retromarcia.

 

[…] L’uomo che ha rischiato di essere investito non ha riportato gravi ferite: è andato in autonomia in pronto soccorso all’ospedale di Vigevano, da dove è uscito con una prognosi di cinque giorni. Subito dopo ha fatto denuncia.

 

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Il terzo episodio, quello più grave, è stato ripreso da una telecamera di sorveglianza pubblica. Le immagini mostrano il solito pick up bianco viaggiare lungo viale Petrarca, all’altezza del piazzale del cimitero. Lo precede una bicicletta, in sella c’è l’uomo che poco dopo sarebbe stato trasferito d’urgenza al San Matteo. La macchina allarga la sua traiettoria avvicinandosi all’incrocio e sembra accelerare velocemente.

 

L’impatto è terribile. Per qualche metro la bici rimane incollata al paraurti e insieme al ciclista viene trascinata. Poi la vittima finisce sul parabrezza e viene sbalzata in aria. […]

 

LA CONFESSIONE

Quando è arrivata in questura a Pavia per confessare, la donna ha anche consegnato un marsupio nero, di proprietà del terzo investito. «È rimasto attaccato al tergicristalli dell’auto – ha raccontato –. Me ne sono accorta dopo un po’ perché lo sentivo sbattere contro il vetro, sono scesa e l’ho preso», una circostanza che aggrava la sua posizione.

 

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«Nessuno mi ha voluto aiutare in questi anni, dicono che sono pazza, hanno fatto un gruppo e sanno dove cercarmi», ha spiegato Rubeo, escludendo però che le persone investite fossero parte di questo “gruppo”.

 

«Non li conosco, loro non c’entrano niente», ha confermato. In effetti, stando alle ricostruzioni, anche tra le tre vittime non ci sarebbe alcun legame. […]  Il giudice dovrà approfondire il profilo della donna (anche eventualmente con una perizia), ma intanto ne è emersa la pericolosità sociale. A suo carico c’è un precedente per lesioni gravissime: nel 2004 aveva colpito un familiare a martellate.