"ERA SOLO SATIRA, NON VOLEVO OFFENDERE NESSUNO" - IL TIKTOKER TAYLOR RAGAZZINI, 31ENNE DI RAVENNA, È STATO DENUNCIATO PER AVER PUBBLICATO DEI VIDEO IN CUI RECENSISCE, IRONICAMENTE, CHIESE E MESSE - NEI FILMATI, IL "CREATOR" FACEVA LA TELECRONACA DELLE FUNZIONI RELIGIOSE COME SE RACCONTASSE UNA PARTITA DI CALCIO E DESCRIVEVA LE CHIESE USANDO I TERMINI DI "HARRY POTTER" ("QUANDO IL PRETE SOLLEVA IL TURIBOLO CON L’INCENSO SEMBRA LA FINALE DI COPPA DEL MONDO DI QUIDDITCH")

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

 

Estratto dell'articolo di Enea Conti per il "Corriere della Sera"

 

Indagato per vilipendio della religione e di chi la professa. Lui è Taylor Ragazzini, vive a Ravenna e ha 31 anni. A giugno si laureerà per la seconda volta in Antropologia ma nel tempo libero pubblica video sul suo canale Tiktok, dove ha 9.473 follower.

 

Pochi, forse, ma sufficienti a generare contenuti virali. E infatti sei suoi video, in cui recensiva ironicamente chiese e funzioni religiose come in una telecronaca sportiva, gli sono valsi una denuncia da parte di persone ancora ignote.

 

Difeso dall’avvocata Giovanna La Mela, spiega di non essere stato consapevole dei rischi legali a cui si era esposto. Di fatto si trattava di parodie delle recensioni che spopolano sui social sui più svariati argomenti. In una chiesa «è l’ora della santa messa, rito bizantino, lingua ucraina, se non prendo le botte oggi...».

 

In altre recensioni comparivano l’outfit del prete e l’arredamento degli edifici, descritti anche con «termini di Harry Potter», come la «finale di Coppa del mondo di Quidditch», quando il parroco sollevava il turibolo con l’incenso.

 

Taylor Ragazzini, lei era consapevole che i suoi video potessero esporla a conseguenze legali?

«No, assolutamente. Non avrei fatto questi video se avessi avuto qualche sospetto. Quando li ho girati nelle chiese ho sempre cercato di portare rispetto, anche perché sono una persona particolarmente curiosa, anche in virtù degli studi che faccio. Sono uno studente di antropologia. Per quel che riguarda la fede non posso dire di non credere, ognuno ha le sue credenze. Mi pongo domande e da antropologo mi interessano molto certe dinamiche».

 

Qualcuno tra i fedeli o sacerdoti incontrati l’ha mai richiamata o invitata a spegnere il telefono o interrompere le riprese?

«No, nessuno mi ha mai richiamato. Se così fosse stato avrei smesso immediatamente e chiesto scusa. Un errore ammetto di averlo fatto». [...]

 

Quando ha iniziato a fare video e a pubblicarli?

«Di recente sono uscito da una situazione personale difficile. Uno di quei periodi in cui non riuscivo neppure a dormire di notte. Nulla di medico o clinico. Ma per sdrammatizzare ho iniziato a fare questi video. Alla base ci sono ironia e autoironia.

 

Ho sempre avuto una passione per le riprese, mi piace il cinema. All’inizio mi piaceva ricreare inquadrature e situazioni. Pubblicavo poco in community dove non mi conosceva nessuno. Adesso è una sorta di diario personale per alleggerire certe situazioni personali, uno sfogo».

 

In alcuni video lei parla della sua tesi e dei suoi studi. Che cosa studia?

«Ho una laurea triennale in Antropologia religione e civiltà orientali a Bologna e ora sto studiando la specialistica in Antropologia culturale e tecnologia e facendo un master in Letteratura. Non faccio un lavoro correlato agli studi ma comunque ho anche un lavoro». [...]