alexander karp pter thiel palantir

DOBBIAMO AVERE PAURA: LA NUOVA BOMBA ATOMICA È L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE – NEL SUO LIBRO “LA REPUBBLICA TECNOLOGICA”, ALEXANDER KARP, COFONDATORE E CEO DI PALANTIR, LA SOCIETÀ DEL “CAVALIERE NERO” DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL, SOSTIENE CHE GLI STATI LIBERALI DEVONO ABBANDONARE OGNI UTOPISMO PACIFISTA E RISVEGLIARE LO “SPIRITO BELLICO”, INVESTENDO IN SOFTWARE MILITARI IN GRADO DI RESPINGERE I MOLTI NEMICI CHE PREMONO ALLE PORTE – DOMANI: “IL MANIFESTO DI PALANTIR (COME LE VISIONI APOCALITTICHE DI PETER THIEL) GIOCA UN RUOLO STRATEGICO ALL’INTERNO DI UN NUOVO ALLINEAMENTO POLITICO, FINALIZZATO ALLA DISTRIBUZIONE DI RISORSE GOVERNATIVE E ALLA REVISIONE DEI REGOLAMENTI IN MATERIA DI IA…”

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Estratto dell’articolo di Mariano Croce per “Domani”

 

Alexander Karp

Come ogni comunità messianica, anche il trumpismo esige i suoi profeti. Tra questi, si erge per audacia e spregiudicatezza Alexander Karp, cofondatore e ceo della società di data intelligence Palantir.

 

Nel recente libro “La repubblica tecnologica”, Karp e il suo consulente legale, Nicholas Zamiska, indicano la strada per eludere l’imminente fine della civiltà occidentale: gli stati liberali devono abbandonare ogni utopismo pacifista e ridestare il loro spirito bellico, investendo in software d’avanguardia che siano in grado di contrastare il crimine dilagante e di soverchiare tecnologicamente i molti nemici che premono alle porte. [...]

 

La repubblica tecnologica - alexander c karp

[…]  il documento può essere suddiviso in cinque piani sequenza. Nel primo (punti 1-7) si mette a nudo l’origine della crisi: la compiaciuta miopia delle democrazie liberali. Troppo a lungo l’Occidente ha creduto di aver prevalso con le armi spuntate della cultura e si è abbandonato a una languida retorica della pace.

 

Per recuperare il terreno perduto rispetto ai nemici, occorre propiziare una nuova disciplina della sicurezza collettiva, con la reintroduzione della leva obbligatoria e l’investimento massiccio in tecnologia bellica.

 

Il secondo piano sequenza (punti 8-10) esalta la superiorità del pubblico sul privato. Si incensa l’abnegazione dei leali servitori dello stato: persone che con sacrificio dedicano la loro vita alla sopravvivenza della macchina pubblica, a dispetto di stipendi sempre più miseri.

 

[…]

 

Nel terzo piano sequenza (punti 11-17) s’inscena la nuova alleanza tra capitale ed etica dello stato, sempre nel nome della sicurezza pubblica. La prosperità e la pace garantite per decenni dagli Usa, e forzosamente imposte alle potenze dell’Asse, hanno finito con l’infiacchire l’animo degli occidentali, costretti oggi a riscoprire che la guerra è un dato inaggirabile dell’esperienza umana. A

 

Alexander Karp Peter Thiel

nche il mercato, con la sua inclinazione quietista, ha contribuito all’erosione dei valori marziali, indispensabili al nuovo modello di deterrenza post-nucleare, basata sull’intelligenza artificiale.

 

Gli ultimi due piani sequenza (rispettivamente, punti 18-19 e 20-22) mi paiono piuttosto appendici. La prima chiama al più ossequioso rispetto per le cariche pubbliche: il voyeurismo diffuso intimorisce e debilita le figure apicali dell’apparato pubblico, sempre alle prese con scandali legati alla loro vita privata. Tutto questo quando c’è un disperato bisogno di leader coraggiosi e disinibiti, che non temano di offendere il diffuso perbenismo con il richiamo all’adesione collettiva al nuovo spirito di guerra.

 

PETER THIEL IN VERSIONE MINORITY REPORT

La seconda è una critica alla tolleranza liberale: bisogna reprimere il logoro istinto benpensante per cui tutte le religioni, e le loro culture di sfondo, meriterebbero eguale riconoscimento nel quadro di una costituzione condivisa. […]

 

Dinanzi a una tanto stentorea celebrazione della necessità naturale della guerra e del valore supremo dell’inimicizia, c’è da chiedersi se Palntir e Karp, filosofo di formazione, credano davvero in una piattaforma ideologica che già ai primi decenni del secolo scorso sarebbe parsa stantia.

 

peter thiel

Per mio conto, ne dubito. Il manifesto di Palantir (come d’altro canto le visioni apocalittiche di Peter Thiel) gioca un ruolo strategico all’interno di un nuovo allineamento politico, finalizzato alla distribuzione di risorse governative e alla revisione dei regolamenti in materia di intelligenza artificiale.

 

Ma proprio perché insincero, un tale posizionamento risulta tanto più spregiudicato e dunque pericoloso. Un’ideologia, infatti, è un insieme relativamente omogeneo di idee, valori e credenze, che cementa una visione del mondo e permette di attribuire un senso alla vita collettiva.

 

Alexander Karp

[…]  Come il messianesimo posticcio di Trump, in nulla dell’affettato profetismo di Karp si scorge l’onesta esigenza di convertire i cuori e rischiarare le menti.

 

Il manifesto di Palantir risponde piuttosto a quel deleterio meccanismo sistemico per cui le aziende cercano di mobilitare risorse mediante l’indecorosa magnificazione delle idee meno onorevoli del governo in carica, strategia che per paradosso ha più chance di produrre effetti sulla cultura pubblica che di assicurare la sussistenza a lungo termine delle aziende.

alexander karpPETER THIEL COME TOM CRUISE IN TOP GUN MAVERICK ALEXANDER KARP - LA REPUBBLICA TECNOLOGICA peter thiel palantirpalantir 3palantir 2alexander karp PETER THIEL SANAE TAKAICHI ACCORDO TRA PALANTIR E MINISTERO DELLA DIFESA BRITANNICO - John Healey E Alexander Karp