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DIN DON, È ARRIVATO IL BOLLETTINO SETTIMANALE! – NEGLI ULTIMI 7 GIORNI IN ITALIA SONO STATI REGISTRATI 174.652 NUOVI CASI (LA SCORSA SETTIMANA ERANO STATI 221.154) E 719 MORTI (686 LA SCORSA SETTIMANA), CON 1.093.207 TAMPONI PROCESSATI E IL TASSO DI POSITIVITÀ IN CALO AL 16% – L'UNICA REGIONE CLASSIFICATA A RISCHIO ALTO DALL’ISS È LA PUGLIA – IL DIRETTORE PREVENZIONE DEL MINISTERO DELLA SALUTE, GIANNI REZZA: “ASSISTIAMO AD UNA STABILIZZAZIONE DELLA SITUAZIONE EPIDEMIOLOGICA”
Covid-19, il bollettino settimanale con i dati forniti dal ministero della Salute relativi alla settimana 9-15 dicembre. Scendono i nuovi casi ma salgono i decessi in una settimana. I nuovi contagi sono infatti 174.652, con una variazione di -21,0% rispetto alla settimana precedente che erano 221.154. I deceduti sono invece 719, con una variazione di +4,8% rispetto alla settimana precedente che erano 686. I tamponi effettuati sono 1.093.207, con una variazione di -13,0% rispetto alla settimana precedente (1.256.722). Il tasso di positività è 16,0% con una variazione di -1,6% rispetto alla settimana precedente (17,6%).
Covid, bollettino 9-15 dicembre: solo la Puglia è classificata a rischio alto
Una sola Regione, la Puglia, è classificata questa settimana a rischio alto per molteplici allerte di resilienza. Dieci sono invece a rischio moderato e dieci sono classificate a rischio basso. Lo rileva il monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità e ministero della Salute.
Rezza: “Assistiamo ad una stabilizzazione della situazione epidemiologica”
Pur con qualche piccola oscillazione, assistiamo ad una sostanziale stabilizzazione della situazione epidemiologica”. Lo afferma il direttore Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza. Questa settimana infatti, rileva Rezza, “tende a diminuire il tasso di incidenza dei casi di Covid-19 che si fissa a 296 casi per 100mila abitanti.
Anche l’Rt mostra una tendenza al decremento: siamo a 0,98 e quindi al di sotto della soglia epidemica”. Il tasso di occupazione dei posti di area medica e terapia intensiva è invece rispettivamente al 14,8% e al 3,2% e pertanto, conclude l’esperto, “c’è la tendenza ad un lieve aumento dell’occupazione dei reparti di area medica ma compensato da una diminuzione dell’occupazione delle terapie intensive“.
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