matteo piantedosi giorgia meloni

UN GRANDE SUCCESSO PER MELONI: OLTRE AI MAGISTRATI, SI È MESSA CONTRO ANCHE GLI AVVOCATI – FRANCESCO GRECO, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE, PRENDE LE DISTANZE DALLA NORMA INCOSTITUZIONALE DEL DL SICUREZZA CHE PREVEDE INCENTIVI PRO-RIMPATRI PER I LEGALI: “È SBAGLIATO VOLERCI CONDIZIONARE, GLI AVVOCATI DEVONO ESSERE SEMPRE LIBERI. I DIFENSORI NON POSSONO RICEVERE COMPENSI SUBORDINATI A UNO SPECIFICO ESITO DELLA LORO ATTIVITÀ” – IL COSTITUZIONALISTA GAETANO AZZARITI: “CI SONO TRACCE DI UNA DEGENERAZIONE DEL PROCESSO LEGISLATIVO SENZA PRECEDENTI. È STATO SVILITO IL PARLAMENTO ED È STATA IGNORATA LA CARTA”

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1. GRECO: “SBAGLIATO VOLRCI CONDIZIONARE”

Estratto dell’articolo di Conchita Sannino per “la Repubbica”

 

Francesco Greco

[…]  Francesco Greco è il presidente del Consiglio nazionale forense: il maggiore organismo dei difensori italiani che è intervenuto, tra gli altri, a sconfessare la norma "illegittima" del dl Sicurezza. Il caso beffardo vuole che, come categoria, stiano attendendo da mesi un altro decreto legge che dia certezze sull'esame degli avvocati.

 

Presidente Greco, se non è un pasticcio come dice Meloni, allora cos'è lo spericolato caso degli incentivi previsti per i legali ma solo se il migrante accetta il rimpatrio?

«Il punto non è come definirlo, il punto è che quel passaggio non è tecnicamente possibile.

 

giorgia meloni al salone del mobile 5

Nei miei compiti c'è la valutazione di applicabilità della norma al ruolo e alle attività dell'avvocato. E i difensori non possono ricevere compensi subordinati a uno specifico esito della loro attività».

 

Scusi se insistiamo, com'è stato possibile citare la collaborazione del "suo" Cnf, in quella norma del decreto, senza avere un vostro ok?

«So soltanto che non so più come dirlo. Posso ribadire che sarebbe stato opportuno farlo: invece non siamo stati informati né prima, né durante, né dopo l'approvazione di quell'emendamento».

 

Il governo dice: raccogliamo i rilievi. Ma da giurista: le sembra corretta l'idea di un dl concepito per correggere un decreto che ha in pancia una misura illegittima?

 

«Questo attiene alle competenze del Parlamento, da quel che possiamo intuire il rimedio consisterebbe nell'adozione preventiva di un decreto legge ad efficacia "sospensivamente condizionata", come spiegano alcuni costituzionalisti».

 

[…]

 

AVVOCATI E MAGISTRATI

Le opposizioni in aula hanno detto: "L'avvocatura vi ha mostrato che non si fa comprare". Non crede che sia stato un grave autogol per la destra vedere coalizzate insieme avvocatura e magistratura, dopo le macerie del conflitto referendario?

 

«Non parlerei di un conflitto. Avvocatura e magistratura sono i due attori fondamentali della giurisdizione. Rimangono, certo, le differenze di vedute. Ma quando l'avvocatura parla lo fa nell'interesse dei cittadini, siamo i difensori dei diritti».

 

 

2. AZZARITI : TRACCE DI GRAVE DEGENERAZIONE svilito il Parlamento e ignorata la Carta"

Estratto dell‘articolo di Conchita Sannino per “la Repubblica”

 

gaetano azzariti

«In che senso, scusi, "non c'è nessun pasticcio"?».

 

Professor Gaetano Azzariti, sono le parole di Giorgia Meloni.

«Ma la vicenda degli incentivi incostituzionali agli avvocati e l'imbarazzante evoluzione che la partita ha avuto in Parlamento promette di restare negli annali. A me pare ci siano tracce di una degenerazione del processo legislativo senza precedenti». Da costituzionalista di rango, Azzariti non nasconde la preoccupazione.

 

Dove sarebbe la degenerazione?

«Perché il merito e anche il metodo si pongono davvero fuori da ogni ragionevole confronto politico su temi così delicati, oltre che fuori dal diritto. E questo svilimento grave si accompagna ad un uso assai disinvolto dei decreti legge, ormai usati come "tappabuchi"».

 

AVVOCATI E MAGISTRATI

La Camera tenuta per una notte e un giorno in balìa prima di un emendamento, mai partorito, e ora in attesa del decreto ad hoc.

«Se, come è stato annunciato dalla maggioranza, si procederà con un decreto legge per la correzione ad hoc di un articolo palesemente illegittimo, ovvero il 30 bis, abbiamo passato il segno».

 

[…]  «Una norma che non solo legittimava, ma pagava con compenso in denaro, la condotta di infedele patrocinio del legale, in palese contrasto con i principi della Costituzione. Lei come lo chiama se non una deriva?».

 

sergio mattarella giorgia meloni

Alla deriva si é opposto il Colle. Dicendo: così non va.

«Non c'è dubbio, e lo ha fatto con fermezza. A dimostrazione di un problema che non è di merito politico, ma propriamente di rispetto della Costituzione.

 

E c'è stata la ferma reazione del Paese che continua ad avere, a dispetto del governo, la sua lucidità. Sono insorte avvocatura e magistratura italiane. Ieri divise, oggi unite a salvaguardia di fondamentali principi».

 

[…]

 

PROTESTA DEI SENATORI DELL OPPOSIZIONE CONTRO IL DECRETO SICUREZZA

 Seguendo l'analisi, il Capo dello Stato firmerebbe quindi, ad esempio, con un messaggio di accompagnamento?

«Non entro nel merito delle decisioni presidenziali. Registro solo l'insofferenza del Quirinale e auspico che possa avere successo la moral suasion presidenziale. E certo: l'ipotesi di un decreto legge, correttivo di un'altra legge non ancora entrata in vigore, potrebbe costituire un caso. In cui il rifiuto di emanazione sarebbe suffragato da ottime ragioni costituzionali».

 

L'altra strada era far saltare il decreto: che scadrà il 25 aprile.

«L'altra strada era semplice: modificare alla Camera il testo e farlo riapprovare al Senato. Se non si riesce entro il termine, 25 aprile, accettare che il decreto legge decada. Non piace? Mi verrebbe da dire... È la Costituzione, bellezza».

AVVOCATI E MAGISTRATIFrancesco Greco