
DAGOREPORT – A CHE PUNTO È L’ACCORDO SULLE RICCHE RISORSE MINERARIE UCRAINE TRA TRUMP E ZELENSKY? IN…
MA ALLORA DITELO CHE CI VOLETE CASTRARE! A QUESTO PUNTO ABOLIAMO LA VAGINA - I FURORI PURITANI DEL #METOO CI AMMAZZANO LA LIBIDO: LE RAGAZZE CANDIDATE A MISS AMERICA NON DOVRANNO PIÙ SFILARE IN COSTUME DA BAGNO, COME ACCADE DA 96 ANNI - IN NOME DELLA LOTTA AL SESSISMO ORA DOVREMO GIUDICARE LE ASPIRANTI MISS, NON PER IL LORO ASPETTO, MA PER IL TALENTO (E ALLORA ANDASSERO A GAREGGIARE IN UN TALENT SHOW)...
1 - SVOLTA A MISS AMERICA, BASTA COSTUMI DA BAGNO «SI GIUDICA IL TALENTO»
Candida Morvilla per il “Corriere della Sera”
Le ragazze candidate a Miss America non dovranno più sfilare in costume da bagno, come accade da 96 anni. L' ha deciso il nuovo consiglio di amministrazione, nominato dopo che a dicembre i vertici erano stati decapitati dallo scandalo seguito alla divulgazione di email sessiste. Si erano dimessi in tre, in testa il Ceo Sam Haskell, uno particolarmente feroce verso le ex miss che si permettevano il lusso di invecchiare e ingrassare.
La messa al bando del costume è stata annunciata ieri dal nuovo capo del Cda, Gretchen Carlson, che è stata Miss America 1989 e che, soprattutto, è l' ex presentatrice della Fox News che nel 2016 ha portato alle dimissioni - causa molestie - dell' amministratore delegato della rete, Roger Ailes.
Ora, se bastasse far sfilare le miss vestite anziché in costume per poterci dire che il #MeToo sta producendo pari dignità per le donne, la decisione sarebbe un piccolo passo per Miss America e un grande balzo per l' umanità, ma siamo nel campo delle buone intenzioni con esiti da verificare. «Non ti giudicheremo per il tuo aspetto, perché siamo interessati a ciò che ti rende te stessa», ha detto Gretchen Carlson, rivolgendosi a un' ideale concorrente, mentre annunciava la novità in tv, a Good Morning America.
E se questo sia davvero un buon giorno per le americane lo sapremo il 9 settembre quando le ragazze, così ha spiegato Carlson, «potranno evidenziare ai giudici risultati e obiettivi della propria vita, spiegando come useranno talenti, passioni e ambizioni per svolgere il ruolo di Miss America». La presidente Regina Hopper ha rincarato: «La nostra missione è preparare grandi donne per il mondo e preparare il mondo a grandi donne». Il rischio, però, è che il lodevole intento soccomba alla tirannia dei tempi televisivi che condannano le ragazze al noto campionario di risposte banali.
Nel frattempo, se il caso Weinstein e il #MeToo hanno svegliato una nuova sensibilità sul sessismo, non hanno svuotato i social dai milioni di foto di ragazze ammiccanti e poco vestite e la sfida di Miss America si gioca dentro questa contraddizione, che è il tentativo di proporre un nuovo modello femminile, di ragazze prima intelligenti, poi eventualmente belle. Per non ridurre tutto a una fasulla operazione di marketing, ai selezionatori è richiesto il coraggio di superare i canoni estetici più stereotipati e al pubblico di fare la propria parte, affinché le buone intenzioni reggano alla prova degli ascolti.
filata miss america in costume
Riuscire nell' impresa sarebbe un segnale, non solo nell' America di Donald Trump, che si era comprato un altro concorso, Miss Usa, salvo disfarsene in vista della Casa Bianca e mentre si alzava il coro di miss, con Temple Taggart, Miss Utah 1997, che lo accusava di averla baciata a tradimento, o con Alicia Machado, Miss Usa 1996, che si era sentita ribattezzare Miss Piggy, Miss Maialina. Vedremo se basterà rinunciare al bikini per mettere in mostra il cervello. E gli americani, telecomando in mano, da che parte staranno.
2 - #METOO. QUEL GRAN GENIO DI WOODY E LA CAPACITÀ DI RIBALTARE LA REALTÀ
Woody Allen si propone testimonial del movimento #MeToo. Dopo essere stato accusato di aver abusato della figlia Dylan Farrow, con la quale da sempre è protagonista di una storia controversa, Allen rifiuta le accuse e rincara la dose: "Lavoro nel mondo del cinema da 50 anni, sono stato sul set con centinaia di attrici e nessuna di loro mi ha mai accusato di molestie, dovrei rappresentare io il MeToo", aggiungendo di avere pagato le attrici, sempre, esattamente come gli attori.
Il ragionamento non fa una piega, e siccome è una delle poche personalità di spessore a non rientrare nello scandalo Weinstein, sarà possibile vederlo al fianco delle donne hollywoodiane per dire no alle molestie?
Sabrina Gervasi
Risposta di Federico Pontiggia
Che cos' è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d'esecuzione. Si sarebbe scappellato anche il Perozzi di "Amici miei" di fronte a questa sortita di Woody Allen, uno che con la genialità ha dimestichezza almeno da qualche decennio, qualche decina di film e qualche centinaio di battute.
Ce lo ricorda ancora una volta, sparigliando le carte e cambiando campo di gioco o, meglio, di battaglia: Timothée Chalamet e Rebecca Hall, interpreti del suo ultimo "A Rainy Day in New York", hanno deciso di donare al Time' s Up Legal Defense Fund il loro compenso? Bene. Star dei suoi precedenti titoli, quali Colin Firth e Greta Gerwig, hanno dichiarato che non lavoreranno più con lui? Bene.
Intervistato dall' argentino Periodismo Para Todos, Allen stigmatizza come l' apparentamento coatto a Weinstein & Co. di cui è fatto oggetto sia indebito nella sostanza (abuso della figlia), nella forma (indagini al riguardo compiute e archiviate) e nel contesto (familiare e non professionale), rileva come il gender pay gap non abbia mai abitato sui suoi set e, senza ipocrisia alcuna e con la sola forza dell' evidenza, si candida a "poster boy" per il MeToo.
scarlett johansson e woody allen 3
Ebbene, se nel movimento c' è una Woody al femminile, o comunque qualcuna che rasenti la sua intelligenza, con la faccetta di Allen e l' hashtag #metoo ci fanno non solo il manifesto, ma spillette, tazzine, magliette e tutto. Ma non succederà.
DAGOREPORT – A CHE PUNTO È L’ACCORDO SULLE RICCHE RISORSE MINERARIE UCRAINE TRA TRUMP E ZELENSKY? IN…
KITSCH BUSSA ALLA NOSTRA PORTA? – LA MOTOSEGA DI MUSK, I SALUTI ROMANI DI BANNON, IL BALLO DI TRUMP…
DAGOREPORT - CON LA VITTORIA IN GERMANIA DELL’ANTI-TRUMPIANO MERZ E IL CONTENIMENTO DEI NAZI DI AFD…
A LUME DI CANDELA - “QUESTO PROGRAMMA NON È UN ALBERGO”: AI PIANI ALTI DI MEDIASET SI RUMOREGGIA…
FLASH! - INVIATI DEI MEDIA DI TUTTO IL MONDO (OGGI ANCHE I CINESI) SONO A ROMA PER SEGUIRE LA…
DAGOREPORT - LA DUCETTA SUI TRUMP-OLI! OGGI ARRIVA IN ITALIA IL MITICO PAOLO ZAMPOLLI, L’INVIATO…