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"ERANO COME ANIMALI, L'HANNO AGGREDITO SUBITO. SI VEDEVA DALLA FACCE CHE ERANO BRUTTE PERSONE, CHE VOLEVANO FAR CASINO. NESSUNO LI HA FERMATI NE' CI HANNO AIUTATO" - LA MORTE DI NICCOLO' CIATTI, UCCISO DA TRE RAGAZZI IN UNA DISCOTECA DI LLORET DE MAR, NEL RACCONTO DEGLI AMICI - IL VIDEO DELLA BRUTALE AGGRESSIONE
Andrea Acquarone per “il Giornale”
LLoret de Mar è una lunga lingua di spiaggia, sovrastata dal cemento di palazzoni che tutto hanno tranne che i colori e il sapore del mare. D' inverno è una placida cittadina di 37 mila abitanti, non particolarmente bella né interessante. D' estate somiglia a un alveare almeno quaranta- cinquanta volte più affollato. Zeppo di turisti. Il classico «divertimentificio» aperto 24 ore su 24: discoteche roboanti fino all' alba, bar, pub, ciringhitos ovunque, cubiste danzanti nel luccichio delle stelle così come di giorno sotto il solleone anche tra le sdraio. Siamo in Costa Brava, non lontano da Barcellona, come «brave», sballate e talvolta piene di violenza possono essere le sue notti troppo illuminate di allucinata euforia.
Qui, tra sabato e domenica fa, un ragazzo, un nostro ragazzo- uno delle migliaia che con i low cost piombano in questi «paradisi» delle vacanze- è morto. Massacrato di botte. Il perché non si sa, perlomeno non ancora. Le fonti di polizia iberiche raramente brillano per loquacità. Ma a questo omicidio, avvenuto intorno alle tre del mattino, hanno assistito decine e decine di persone. E loro almeno hanno raccontato. C' è stata una lite, una rissa. Poi le botte. Violentissime, feroci, assassine.
LA BRUTALE AGGRESSIONE A NICCOLO CIATTI
La vittima si chiamava Niccolò Ciatti, toscano residente a Scandicci, ventidue anni appena. Sabato, classica notte della «fiesta» era a andato in discoteca, il «St. Trop club», una delle più «in» della Costa, quelle dove laser, luci stroboscopiche, alcol e decibel sparati a mille- e chissà cos' altro ancora- trasformano corpi, gesti e menti. Si balla, si beve, ci si approccia. Così come in una Babele di lingue e culture diverse, spesso sovraeccitate si può facilmente litigare. Niccolò ha avuto la sventura di incontrare nella sua serata di «divertimento» tre giovani russi. Più o meno coetanei.
LA BRUTALE AGGRESSIONE A NICCOLO CIATTI
La dinamica dei fatti non è chiara. Ma una cosa è certa. È scoppiata una rissa e il terzetto avrebbe colpito l' italiano con pugni, calci in faccia e in testa prima di darsi alla fuga. All' arrivo della polizia i picchiatori erano già scappati, ma grazie alle parole dei testimoni sono stati rintracciati poco più tardi. Non sono state fornite le loro identità, «i fermati- fanno sapere le autorità locali- hanno 20, 24 e 26 anni». Naturalmente, almeno per adesso, si trovano agli arresti. Le condizioni di Cianci, già privo di conoscenza, sono apparse subito gravissime ai soccorritori. Arrivato in coma all' ospedale Josep Trueta di Girona, ieri il suo cuore si è fermato, proprio mentre la famiglia stava partendo per la Spagna.
Il resto, a queso punto, sarà per le tristi formalità di rito, prima che la salma possa rientrare a casa. La Farnesina è laconica. Il ministero degli Esteri, si limita a precisare di stare seguendo - con il Consolato Generale d' Italia a Barcellona - «il caso con la massima attenzione». «Il Consolato, che sta prestando alla famiglia ogni possibile assistenza, è in contatto con le autorità locali e al momento sono in corso accertamenti volti a chiarire la dinamica dei fatti». Tutto qua. Ma forse le parole non servono più.
LA BRUTALE AGGRESSIONE A NICCOLO CIATTI
2 - NICCOLÒ, 22 ANNI UCCISO IN DISCOTECA «PUGNI E CALCI AL VISO NESSUNO LI FERMAVA»
Riccardo Bruno per il “Corriere della Sera”
Niccolò e i suoi sei amici erano arrivati il 5 agosto a Lloret de Mar, spiagge e movida a 70 chilometri da Barcellona. Venerdì era la prima volta che andavano al St. Trop', una delle discoteche più note della Costa Brava. «Siamo arrivati intorno a mezzanotte - racconta Filippo Verniani -. Verso le 3 e mezza c' è stato un piccolo diverbio, non ho visto bene ma credo che qualcuno abbia spinto Nicco. Lui gli ha detto di stare attento, quell' altro ha iniziato a prenderlo a pugni.
LA BRUTALE AGGRESSIONE A NICCOLO CIATTI
Nicco è caduto a terra, si è aggiunto un altro a picchiarlo, sarà stato alto un metro e novanta. Era già svenuto, quando gli hanno dato un calcio in faccia».
Niccolò Ciatti, 22 anni, dopo un giorno di agonia, è morto ieri mattina all' ospedale Josep Trueta di Girona. I genitori erano partiti sabato in macchina da Scandicci, anche la fidanzata l' aveva raggiunto nella speranza che si potesse riprendere. La brutalità del pestaggio non gli ha lasciato scampo.
«Erano come animali, l' hanno aggredito subito. Si vedeva dalle facce che erano delle brutte persone, che volevano solo fare casino» racconta ancora Filippo che ha assistito impotente mentre l' amico veniva colpito a morte. «Eravamo al pian terreno, accanto alla pista. Si è formato un cerchio di ragazzi attorno, noi abbiamo cercato di intervenire, ma è stato un attimo.
Nicco perdeva sangue dalla bocca, quei due che l' avevano picchiato sono scappati, nessuno li ha fermati. Abbiamo cercato di soccorrerlo, di sollevare il corpo, era pesante, nessuno ci dava aiuto, anzi erano tutti lì a riprendere la scena con i telefonini. Gli uomini della sicurezza del locale non sono intervenuti subito, l' ambulanza è arrivata dopo mezz' ora, c' era già la polizia. Hanno portato Nicco in ospedale, a noi ci hanno accompagnato in caserma».
Gli agenti del Mossos d' Esquadra, la polizia autonoma catalana, in base alla prime descrizioni e, secondo alcune fonti spagnole dopo aver visionato le immagini delle telecamere interne, hanno individuato e fermato poco dopo sul lungomare della citta spagnola «tre uomini di 20, 24 e 26 anni, di nazionalità russa, privi di domicilio conosciuto, come presunti autori dell' omicidio».
Per gli amici di Niccolò, le tre persone arrestate, sentendole parlare, sarebbero invece di nazionalità francese, forse franco-algerina. In ogni caso ieri, in occasione del confronto davanti agli inquirenti, ne hanno riconosciuto due e ricostruito quanto accaduto quella maledetta notte dove per una sciocchezza la festa si è improvvisamente trasformata in tragedia.
Violenza cieca, senza un motivo. Per questo non gli è piaciuto leggere sui quotidiani spagnoli che c' era stata una rissa. «Nicco era un bravo ragazzo, non era un attaccabrighe - racconta ancora Filippo -. Ci conoscevamo da una vita, era un amico su cui potevi contare sempre. A chi gli stava vicino dava tutto se stesso, è sempre stato solare, anche fin troppo buono. Non scrivete che è stata una lite, sennò sembra che era un poco di buono». Dopo il diploma all' Istituto tecnico industriale, Niccolò con un paio di compagni aveva provato a organizzare eventi.
Non aveva funzionato, così aveva iniziato a vendere ortofrutta al mercato centrale di Firenze. La notizia della sua morte ieri pomeriggio, quando ancora la Farnesina non ne aveva diffuso il nome, è circolata tra i conoscenti a Scandicci.
«Siamo sconvolti - ha commentato il sindaco Sandro Fallani - è un episodio tremendo che ci ha toccato profondamente ed è necessario che si faccia chiarezza. Tutta la città è vicina ai familiari, faremo qualsiasi cosa per aiutarli, con l' affetto e con tutto il supporto necessario».
LA BRUTALE AGGRESSIONE A NICCOLO CIATTI
In Spagna, l' omicidio ha riaperto la discussione sulla sicurezza di discoteche e locali invasi soprattutto in questo periodo da migliaia di ragazzi. Anche perché l' aggressione è avvenuta all' interno del St. Trop'. Gli amici non riescono a darsi pace: «L' abbiamo detto anche al magistrato, non è possibile che una pista da ballo diventi un ring da combattimento e nessuno faccia niente. Se i buttafuori fossero intervenuti, forse Nicco poteva essere salvato».
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