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Stefano Montefiori per il “Corriere della Sera”
Francesco ha ricevuto l’ambasciatore presso la Santa Sede designato più di tre mesi fa dalla Francia, Laurent Stefanini, e gli ha confermato personalmente il rifiuto di accreditarlo in Vaticano. La notizia, diffusa dal Canard Enchaîné in edicola oggi, è stata confermata alla Afp da una «fonte vicina al dossier». Stefanini, 55 anni, cattolico praticante e ritenuto molto competente per il ruolo , è omosessuale.
Per sostituire Bruno Joubert destinato a rientrare a Parigi alla Corte dei Conti, il 5 gennaio scorso il governo francese aveva indicato Stefanini, uomo di eccezionale cultura, nominato capo del protocollo dell’Eliseo da Nicolas Sarkozy e mantenuto in quella posizione da François Hollande; forte dell’esperienza come numero due dell’ambasciata francese in Vaticano dal 2001 al 2005 e poi come consigliere per gli affari religiosi del Quai d’Orsay, Stefanini sembrava il candidato perfetto.
La sua omosessualità, non militante né nascosta, si è rivelata però un ostacolo decisivo: il Vaticano non ha risposto all’indicazione di Parigi, scegliendo un silenzio che equivale al rifiuto. Dal primo marzo l’ambasciata francese presso la Santa Sede è priva di ambasciatore.
Secondo il Canard Enchaîné, sabato il Papa ha ricevuto discretamente Stefanini, «spiegandogli di non avere niente contro di lui ma anche di non avere apprezzato né il mariage pour tous (le nozze aperte agli omosessuali, ndr) né i metodi dell’Eliseo, che ha cercato di forzargli la mano».
BERGOGLIO IN PREGHIERA AD ARICCIA
In serata la dichiarazione dall’Eliseo: «Speriamo in una risposta positiva e rapida, Laurent Stefanini è il solo candidato nominato dal presidente della Repubblica e dal Consiglio dei ministri». La crisi diplomatica si aggrava, perché Parigi e Vaticano non vogliono cedere.
Nel luglio 2013 papa Francesco aveva pronunciato una frase di apertura verso gli omosessuali — «Se una persona è gay e cerca il Signore, e ha buona volontà, ma chi sono io per giudicarla?» — ma l’opposizione dottrinaria resta. L’Eliseo, che sembrava pronto a scegliere un altro nome, ne fa invece a questo punto una questione di principio.
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