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“L'ARMA CON CUI VENNE UCCISA CHIARA POGGI VENNE LAVATA O AVVOLTA IN ASCIUGAMANI” - LO RILEVANO I CARABINIERI DEL RIS: FUORI DALLA VILLETTA DI GARLASCO, DOVE È STATA UCCISA LA 26ENNE NEL 2007, NON C'ERANO TRACCE DI SANGUE: L'UNICA SPIEGAZIONE POSSIBILE E' CHE L'ASSASSINO ABBIA LAVATO L'ARMA O L'ABBIA RIPOSTA IN UN CONTENITORE AFFINCHÉ LE GOCCE DI SANGUE NON COLASSERO A TERRA - LA CONCLUSIONE DEI PM DI PAVIA, CHE ACCUSANO ANDREA SEMPIO DELL'OMICIDIO: "LE SUE RESPONSABILITA' SGRETOLANO QUELLE DI ALBERTO STASI" (CHE SI SAREBBE FATTO 16 ANNI DI GALERA DA INNOCENTE)

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PM PAVIA, 'EMERSIONE RESPONSABILITÀ DI SEMPIO SGRETOLA QUELLA DI STASI'

chiara poggi 7

(ANSA) - MILANO, 10 MAG - Nella relazione sulle risultanze investigative lette il 6 maggio all'unico indagato per l'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, i pm di Pavia hanno sostenuto che "l'emersione delle responsabilità di Andrea Sempio si intreccia indissolubilmente con lo sgretolamento della responsabilità di Alberto Stasi".

 

I pm sottolineano anche "evidenti omissioni" negli atti della sezione di Pg della Procura di Pavia nell'indagine precedente a carico di Sempio del 2017 conclusasi con l'archiviazione.

 

RIS, 'L'ARMA CHE UCCISE CHIARA LAVATA O AVVOLTA IN ASCIUGAMANI'

ANDREA SEMPIO

(ANSA) - MILANO, 10 MAG - Nelle Blood pattern analisys (BPA) condotta dl Ris di Cagliari si ritiene che l'arma o le armi che hanno ucciso Chiara Poggi siano state lavate accuratamente o messe in uno zaino o in un asciugamani, tanto che fuori di casa non hanno lasciato tracce di sangue.

 

"Com'è noto l'abitazione della famiglia Poggi è costituita da una villetta unifamiliare circondata da giardino con un muro perimetrale e separazione dalla strada pubblica e dalle abitazione confinanti - scrivono i carabinieri del Ris - Gli elementi informativi raccolti negli atti a disposizione del CTI non hanno mai evidenziato la presenza di segni di effrazione sugli infissi esterni dell'immobile.

 

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Per i consulenti della Procura, "tale circostanza rende pressochè acclarato che la vittima abbia aperto quanto meno la porta d'ingresso dell'abitazione al proprio aggressore e quindi lo stesso abbia avuto accesso alla casa attraverso il portone d'ingresso".

 

"Altresì - considerano i carabinieri del Ris - sul percorso contrario di uscita dell'aggressore risulta di rilievo l'assenza pressoché totale di macchie ematiche che, almeno per quanto riguarda l'arma o le armi utilizzate, sicuramente abbondantemente imbrattate di materiale ematico, se trasportate all'esterno avrebbero necessariamente lasciato una serie di macchie".

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"Al contrario non vi è traccia di tutto ciò a partire da prima della soglia del portone tanto da far ipotizzare che le armi siano state lavate con estrema attenzione prima di uscire o siano state riposte in un contenitore (es. zaino avvolte in asciugamani o simili)", concludono.

alberto stasi parla alle iene 8