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BARACK, AIUTAMI TU! – DIETRO LA PHOTO-OPPORTUNITY CON OBAMA, C’E’ IL TENTATIVO DI ELLY SCHLEIN DI ACCREDITARSI COME LEADER DEL CAMPO LARGO – ALLA SEGRETARIA CON UNA FIDANZATA E TRE PASSAPORTI SERVE ESIBIRE LEGAMI E RELAZIONI, VISTO CHE IL SUO PRINCIPALE COMPETITOR PER LA LEADERSHIP DELLA COALIZIONE ANTI-MELONI, GIUSEPPE CONTE, HA IL VANTAGGIO DI AVER GIÀ FREQUENTATO CONSESSI EUROPEI E G7, E QUINDI AVERE UNA DIMESTICHEZZA SCONOSCIUTA A SCHLEIN CON LEADER INTERNAZIONALI (SCOLPITO NELLA PIETRA IL TWEET DI CONGRATULAZIONI DI TRUMP A “GIUSEPPI”, MA NELLA SUA BIOGRAFIA LUI RACCONTA CON UN CERTO COMPIACIMENTO ANCHE DI VIVACI SCAMBI CON L'ALLORA CANCELLIERA ANGELA MERKEL E MACRON)…
FRANCESCA SCHIANCHI per la Stampa – Estratti
BARACK OBAMA E ELLY SCHLEIN A TORONTO
Elly Schlein lo ha definito un tassello «per la costruzione di una rete internazionale di forze progressiste e democratiche», questo suo viaggio di là dall'Atlantico, destinazione Toronto.
Ed è sicuramente vero, guardato in un'ottica ampia, di tutto quello che si sta muovendo in alternativa a un'Internazionale sovranista che sarebbe prematuro dichiarare tramontata ma che – tra sconfitta di Viktor Orban in Ungheria e consenso a picco di Donald Trump in patria e altrove – dopo mesi sfolgoranti sembra accusare le prime difficoltà.
«Dobbiamo costruire un nuovo ordine internazionale basato su pace, democrazia, giustizia sociale e climatica. Se lo facciamo, offriamo un'alternativa migliore per la vita delle persone e battiamo le destre», predicava ieri nel suo intervento canadese.
elly schlein volontaria per obama nel 2012
Ma, guardata dalla prospettiva domestica, questa sua due giorni americana, in occasione del Global Progress Action Summit, nome pomposo per dire progressisti di tutto il mondo unitevi, è soprattutto il tassello di un altro percorso: la sua personale narrazione, quella che sta cercando di scrivere in vista dell'obiettivo grosso del 2027, la scalata a Palazzo Chigi.
Passa dall'America il lavorìo per tentare di definire un profilo autorevole della leader dem. Per i primi tre anni di segreteria, agguantata a dispetto degli iscritti e tra lo stupore degli osservatori, si è concentrata sul profilo del partito e la semina delle alleanze. Un tentativo di portare il Pd sui binari di scelte programmatiche chiare di sinistra – salario minimo, sanità, scuola – e un braccio di ferro quasi quotidiano con alleati riottosi e compagni di partito scettici per imporre la linea del «testardamente unitari».
giuseppe conte donald trump 12
A un anno o poco più dalle Politiche, però, lo sa bene lei per prima, serve il salto di qualità. Serve risultare credibile agli occhi di mondi produttivi e industriali a lungo critici verso il background movimentista della giovane leader.
Servono contatti, relazioni, riconoscimento, in Italia e all'estero. Per riuscire a imporsi come una guida potenzialmente in grado di occupare Palazzo Chigi, e convincere gli elettori delle primarie di centrosinistra. Sapendo che il principale avversario, il leader del Movimento cinque stelle Giuseppe Conte, gode di un vantaggio competitivo che sta cercando di sfruttare al massimo: aver già vestito i panni del presidente del consiglio.
Aver già dimostrato di poter guidare un governo (o anche due, con maggioranze opposte), aver già frequentato consessi europei e G7, e quindi avere una dimestichezza sconosciuta a Schlein con leader internazionali – scolpito nella pietra il tweet di congratulazioni di Trump a «Giuseppi», ma nella sua biografia lui racconta con un certo compiacimento anche di vivaci scambi, per esempio, con l'allora cancelliera Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron.
Per questo il faccia a faccia con Barack Obama è per Schlein molto più del pur oggettivo coronamento del sogno di ragazza, quando, nel 2008, la giovane Elly - al suo primo viaggio in America da sola, là dove suo padre è cresciuto e lei era stata una volta in precedenza con la famiglia - partecipava come volontaria alla campagna del candidato democratico insieme a una cugina di Chicago.
MARK CARNEY E ELLY SCHLEIN A TORONTO
Esperienza ripetuta quattro anni dopo e raccontata venerdì al diretto interessato. «Sostengo i giovani leader», l'ha incoraggiata l'ex presidente, punto di riferimento dei democratici Usa: la benedizione che le serve. Altro incontro, altra stretta di mano, altro contatto importante, quello con il premier canadese Mark Carney, padrone di casa e organizzatore dell'evento, che la leader dem ha ringraziato «per le parole dette in Armenia la settimana scorsa: quando ha affermato che l'ordine internazionale sarà ricostruito, e sarà ricostruito a partire dall'Europa».
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