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“SE CI ORGANIZZIAMO BENE, FACCIAMO I BUCHI A TERRA...PERCHÉ CI SONO DIECIMILA EURO AL GIORNO FISSI...” – A NAPOLI, I CARABINIERI HANNO ARRESTATO 12 MEMBRI DEL CLAN MAZZARELLA CHE FACEVANO PARTE DI UNA BANDA SPECIALIZZATA NELLE TRUFFE TELEFONICHE: I MALVIVENTI INVIAVANO SMS E TELEFONATE ALLE LORO VITTIME, DA UN NUMERO IDENTICO A QUELLO DELLA BANCA IN CUI AVEVANO I PROPRI RISPARMI, CON CUI LANCIAVANO L'ALLARME SU ACCESSI INDEBITI AI CONTI CORRENTI – A QUEL PUNTO, UN FALSO CARABINIERE CONTATTAVA LE VITTIME DENUNCIANDO “MOVIMENTI BANCARI SOSPETTI” E POI...

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Estratto dell’articolo di Gennaro Scala per il "Corriere della Sera"

 

truffa telefonica - finti sms e chiamate dalla banca

Tutto comincia con sms o una mail in arrivo. Il mittente appare come la propria banca.  […] Il testo è asciutto, ma allarmante: «Gentile Cliente, un dispositivo non verificato ha fatto login al SUO conto, se non riconosci accedi: e.ad-it.on.online».

 

È in quel preciso istante, tra il riflesso condizionato della paura e la fretta di proteggere i risparmi di una vita, che scatta la trappola. Un clic quasi automatico. […] Pochi istanti dopo, […] il telefono squilla di nuovo. Sul display compare il numero verde del proprio istituto di credito. Non è un errore: è il caller ID spoofing, la tecnica che permette di clonare l’identità telefonica. Dall’altra parte del filo, una voce ferma, professionale. Si presentano come Marco Bisceglie, Sergio Melis o Luca De Stefano. Nomi comuni, rassicuranti, che nascondono in realtà l’organigramma di una holding del falso che fa capo al clan Mazzarella di Napoli.

 

truffe telefoniche

«Se ci organizziamo bene, facciamo i buchi a terra... perché ci sono diecimila euro al giorno fissi... hai visto quanti Pin?». Le parole, intercettate dai carabinieri del comando provinciale di Napoli nell’inchiesta coordinata dalla Procura partenopea, svelano la dimensione industriale del fenomeno. In un singolo caso, in Veneto, sono stato portati via quasi 60mila euro. Non siamo più di fronte a un truffatore solitario, ma a una struttura con uffici, orari di ufficio (dalle 9 alle 18, come in banca) e «dipendenti».[…]

 

Le centrali operative non erano solo nei vicoli di Napoli Est. Il clan aveva esportato il modello in Spagna, tra Madrid e Barcellona. Le vittime, invece, sono ovunque: Puglia, Emilia-Romagna, Veneto, Sicilia, Lombardia. Nessun confine territoriale per un business milionario che il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, definisce come la nuova frontiera delle mafie: «Le mafie sono contemporanee, e lo è anche la camorra». Il meccanismo di persuasione è sofisticato.

 

TRUFFE TELEFONICHE

 Dopo un contatto con un falso ispettore o un finto maresciallo che denuncia «movimenti sospetti», la vittima viene passata al «settore antifrode» della banca. Qui entra in gioco il falso funzionario. La tecnica è subdola: il truffatore convince la vittima che il pericolo arrivi dall’interno della sua stessa filiale.

 

«Vedo un bonifico programmato di 15.500 euro, non lo ha fatto lei? Allora mi dia il consenso per stornarlo subito», dicono al telefono. E aggiungono il carico: «Il problema sorge proprio all’interno della sua banca, c’è un’indagine in corso, forse è un consulente infedele». A quel punto, il cliente è isolato, diffida persino degli impiegati reali che ha di fronte. Sotto dettatura telefonica, la vittima viene indotta a spostare i fondi su un «conto di sicurezza». Il truffatore resta in linea, guida ogni passo.

TRUFFE TELEFONICHE

 

L’Iban fornito, spiegano, è stato generato appositamente dall’istituto per mettere al sicuro il denaro. Il beneficiario? «È il suo nuovo consulente dedicato, che la aspetta in un’altra sede per restituirle tutto». Scacco matto. L’indagine […] ha portato a 16 ordinanze cautelari (con 12 arrestati). […]