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L’ORO E’ COLATO – NEL 2018 IN PROVINCIA DI AREZZO UN’AZIENDA ORAFA FINISCE SOTTO AMMINISTRAZIONE GIUDIZIALE PER UN PRESUNTO CONTRABBANDO DI LINGOTTI CON LA TURCHIA, VICENDA PER LA QUALE LA TITOLARE VIENE POI ASSOLTA – QUANDO LA DONNA RIENTRA ALLA GUIDA DELL’IMPRESA, NEL 2020, NON TROVA NELLA CASSAFORTE UNA GROSSA QUANTITÀ DI ORO, STIMATA TRA I 30 E I 55 CHILOGRAMMI, ATTRIBUENDO LA RESPONSABILITÀ AL PERIODO DELL'AMMINISTRAZIONE GIUDIZIALE. A QUEL PUNTO INIZIA UNA CONTROVERSIA GIUDIZIARIA CHE FINISCE CON L’ARCHIVIAZIONE. MA ALLORA L’ORO MANCANTE CHI L’HA PRESO?
(ANSA) - AREZZO, 12 MAG - Nella vicenda dei 50 chili di oro spariti durante l'amministrazione giudiziale di un'azienda orafa vicino a Arezzo, il giudice Stefano Cascone ha stabilito - accogliendo una nuova istanza di archiviazione - che non furono l'ex amministratore giudiziario, il direttore commerciale e due agenti rappresentanti ad impossessarsi della ingente quantità di metallo prezioso.
La circostanza era contestata invece dai titolari dell'azienda orafa Castoro di Castiglion Fibocchi (Arezzo), commissariata dal gip di Bologna nel 2018 per un presunto contrabbando di lingotti d'oro con la Turchia, vicenda per la quale la titolare fu assolta. Concluso il processo, la proprietaria tornò alla guida dell'impresa nel 2020, e proprio allora dichiarò di non aver trovato nella cassaforte una grossa quantità di oro, stimata tra i 30 e i 55 chilogrammi, attribuendo la responsabilità al periodo dell'amministrazione giudiziale.
Il pm aveva inizialmente chiesto un'archiviazione che fu accolta dal gip. In seguito i legali della proprietà hanno impugnato la decisione e fatto ricorso, chiedendo l'imputazione coatta. Il 29 aprile scorso l'ultima udienza e oggi è arrivata l'ordinanza del giudice che ha accolto la nuova istanza di archiviazione presentata dalla pm Elisabetta Iannelli.
A tal proposito Luca Fanfani, legale del commissario giudiziale, ha commentato: "Ad Arezzo è nota a chiunque l'integrità, umana e professionale, del mio assistito, che ancor più nel ruolo di amministratore giudiziario ha sempre operato in modo ineccepibile a fianco della giustizia. Lo ribadisce anche l'odierna decisione del gip, che, nell'accogliere l'ennesima richiesta di archiviazione della procura, ha giudicato infondate tutte le denunce presentate a suo carico". Soddisfazione è stata espressa anche dal legale dei suoi collaboratori, avvocato Roberto Alboni.
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