
DAGOREPORT - GIORGIA È ARRIVATA ALLA FRUTTA? È SCESO IL GELO TRA LA FIAMMA E COLDIRETTI (GRAN…
Sarah Galmuzzi per http://www.scattidigusto.it
Ve le ricordate le caramelle Rossana, infrangibile passatempo della nostra infanzia? Brutte notizie. Rumors vogliono che la Nestlé, cui la Perugina ha ceduto il marchio (assieme a Ore Liete) stia per disfarsene, con conseguenze nefaste, oltre che per i lavoratori degli stabilimenti umbri, anche per i bambini di ieri e di oggi.
Alzi la mano chi non le ha mai biecamente utilizzate per gonfiare una calza della befana altrimenti scarna e rinsecchita, o chi non le ha lasciate per anni nel porta bon bon a implorare pietà.
Le caramelle dal sapore indefinibile, un po’ mandorla, un po’ nocciola, un po’ unicorno, preferite dai ragazzini al solo scopo di ciucciarne la crema e guardare il mondo diventare rosso attraverso la sua buccia, nascono nel 1926 a risollevare gli umori –e i palati- di quegli anni bui.
Ad ispirare il nome della signora in rosso della sweeterie italiana, seducente, voluttuosa e avvolta di mistero, l’imprendibile Roxanne, la dama amata da Cyrano de Bergerac che per il ben noto fenomeno dell’italianizzazione diventa una nostrana Rossana.
Inimitabile ed inimitata la Rossa Rossana, rosseggiando qua e là (qui uno spot virale che ne suggerisce le appassionanti consistenze) è stata di recente anche celebrata dal Premio Oscar Paolo Sorrentino che in Youth ci regala un insuperabile Michael Caine che dirige un’ orchestra immaginaria stropicciando, appunto, la carta di una Rossana. In attesa di capire se davvero verremo privati di tale gioia zuccherina, iniziamo a far scorta di spicchi. Che sennò che ci si mette nella calza l’anno venturo?
2 - CARLA SPAGNOLI: "LE "ROSSANA"? LO AVEVAMO GIÀ ANNUNCIATO NEL 2014"
Giuseppe De Lorenzo per www.ilgiornale.it
"Secondo me alleggeriranno ancora l'azienda e poi pian piano venderanno altri pezzi della Perugina". Carla Spagnoli, presidente del Movimento per Perugia e pronipote di Luisa, inventrice del Bacio, non usa mezzi termini. La notizia di una "dismissione" di fatto delle caramelle "Rossana" da parte della Nestlé la lascia "amareggiata ed arrabbiata". Non bastano i 60 milioni di investimento promessi dall'azienda svizzera.
Di cosa accusa la Nestlé.
"Non investono più in nulla, così nelle caramelle come nella cioccolata. Non creano prodotti innovativi. E anche il "Bacio" non è più quello di una volta.
Cosa intende dire?
"Le nocciole non sono quelle che si usavano a suo tempo. L'impasto non è più lo stesso. Le scaglie di cioccolata assorbono umidità e i "Baci" diventano secchi dopo pochi giorni che vengono messi in vendita".
Cosa significa per la famiglia Spagnoli sapere che le "Rossana" non rientrano nei piani della nuova Perugina?
"Non solo la "Rossana". Lo stesso discorso vale per altri prodotti. Sono tutte creature della mia nonna. È come perdere l'identità. È finita. La multinazionale ragiona con una mentalità diversa. Le faccio un esempio: durante la manifestazione per i cento anni del "Bacio", parlai con uno dei manager Nestlé. No sapeva nemmeno chi fosse mia nonna, la fondatrice dell'azienda che stava guidando. La Perugina, evidentemente, non gli interessa. Per questo non ci mettono l'anima, il cuore e la passione. sono guidati esclusivamente dall'interesse economico. Ma non è solo colpa loro".
E di chi, allora?
"I sindacati. Loro sono stati la rovina dell'azienda. Una volta erano sempre sul piede di guerra. Facevano i ricatti: Buitoni, prima di vendere, dovette assumere 400 dipendenti anche se era in crisi. Poi boicottavano i prodotti, addirittura mettendo i denti cariati nei "Baci". Da quando c'è la Nestlé, invece, sono stati sempre zitti".
La governatrice Marini, riferendosi alla presentazione del piano industriale, ha detto che ci sono "luci e ombre".
"Vorrei sapere Quali sono le luci. Io non le vedo. Le colpe vanno ripartite tra lei, i sindacati e i parlamentari di destra e sinistra eletti nella nostra regione. Nessuno si è mosso per salvare la Perugina. Possibile che anno scorso, quando hanno lasciato a casa i lavoratori stagionali, non Abbiano capito che saremmo finiti a questo punto?"
Eppure la fiction della Rai aveva riacceso i fari sulla Perugina. Cosa direbbe oggi Luisa Spagnoli, sapendo che le "Rossana" non sono più parte fondamentale del progetto dell'azienda?
"Che sono tutti una massa di incapaci".
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