DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE…
VENDETTE E VELENI NELLA MAGGIORANZA – NEL DECRETO SUL PIANO CASA, APPROVATO IN COMMISSIONE AMBIENTE DELLA CAMERA, ALLA FINE NON È STATO INSERITA LA NORMA SALVA-MILANO VOLUTA DA SALVINI – L’EMENDAMENTO LEGHISTA PER UN “CONDONO” DEI NUOVI GRATTACIELI MILANESI È STATO RESPINTO DA FORZA ITALIA PERCHÉ ARRIVATO QUALCHE MINUTO DOPO IL TERMINE DI PRESENTAZIONE PREVISTO – UNA RIGIDITÀ BUROCRATICA CHE SEMBRA PIÙ UNA VENDETTA DEI FORZISTI PERCHÉ IL CARROCCIO LI HA SORVOLATI SULL'AEROPORTO INTITOLATO A BERLUSCONI…
(askanews) - Nessuna norma 'salva-Milano' e' stata introdotta nel decreto legge sul piano casa che è stato licenziato dalla Commissione ambiente della Camera. Il testo domani andrà in Aula senza le misure annunciate dal ministro delle infrastrutture, Matteo Salvini. Gli emendamenti di maggioranza sul tema sono stati ritirati, mentre quelli presentati dalle opposizioni si considerano respinti a seguito del voto sul mandato al relatore.
La maggioranza, riferiscono fonti parlamentari, non avrebbe ancora trovato la quadra sul pacchetto 'salva-Milano' e per questo, quando mancava la votazione su diversi emendamenti e quelli di maggioranza erano stati ritirati, è stato messo ai voti il mandato al relatore.
La relatrice del decreto, Erica Mazzetti (Fi), ha spiegato che la riformulazione sarebbe giunta ma fuori tempo massimo, quando ormai andava votato il mandato al relatore sul provvedimento per consentire il suo approdo in Aula domani, come deciso in conferenza dei capigruppo. "La riformulazione è arrivata - ha riferito la relatrice - ma proprio alla scadenza del termine che avevamo per conferire il mandato al relatore. Avremmo avuto bisogno di tempo per leggerlo e valutarlo, ma non è stato possibile farlo".
Diversi deputati di maggioranza interpellati al termine della seduta hanno detto di non aver visto alcuna riformulazione. Da quanto trapela da ambienti parlamentari di maggioranza, le norme 'salva-Milano' potrebbero entrare nel decreto infrastrutture, che la stessa Commissione esaminerà subito dopo il provvedimento che ha ricevuto l'ok oggi.
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