maurizio ascione gianluca rocchi

CHE FINE FARA’ L’INCHIESTA SUGLI ARBITRI? – IL PM DI MILANO CHE STA SEGUENDO L’INDAGINE DALLA FINE DEL 2024, MAURIZIO ASCIONE, HA OTTENUTO IL VIA LIBERA DAL CSM PER IL TRASFERIMENTO (SU SUA RICHIESTA) ALLA “PROCURA EUROPEA ANTIFRODE” (EPPO) NELLA SEDE DI ROMA – IL CAMBIO DI SEDE E’ PROGRAMMATO ATTORNO A LUGLIO-AGOSTO - QUANTO ALLA SEDE DELL’EVENTUALE GIUDIZIO, SE LA CONDOTTA-REATO FOSSE INDIVIDUATA NELLE MOSSE DI ROCCHI DIETRO UNA VETRATA DELLA SALA VAR OSPITATA NELL’INTERNATIONAL BROADCAST CENTRE DI LISSONE, LA COMPETENZA TERRITORIALE SAREBBE DEL TRIBUNALE DI MONZA…

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Estratto dell’articolo di Luigi Ferrarella per il “Corriere della Sera”

 

MAURIZIO ASCIONE

Se mai dovesse esserci in futuro un processo per frode sportiva intorno alle contestate «bussate» del designatore Gianluca Rocchi alla sala Var di Lissone per far cambiare in diretta le decisioni e i suggerimenti dei varisti agli arbitri in campo, a rappresentare l’accusa non sarà il sostituto procuratore della Repubblica di Milano che da fine 2024 sta istruendo questa inchiesta, e persino la sede di questa parte di dibattimento potrebbe non essere Milano.

 

Il pm Maurizio Ascione — oggi in servizio nel pool reati sessuali e familiari, all’inizio nel pool reati finanziari, in mezzo a lungo nel pool sugli omicidi colposi da malattie professionali legate soprattutto all’amianto — da poco ha infatti visto il Consiglio Superiore della Magistratura già deliberare il via libera, come primo in graduatoria tra coloro che hanno fatto domanda, al suo passaggio nei ranghi della «Procura europea antifrode» (Eppo) nella sede di Roma, trasferimento programmato attorno a luglio-agosto.

MAURIZIO ASCIONE

 

Quanto alla sede dell’eventuale giudizio, se la condotta-reato fosse individuata appunto nelle mosse di Rocchi asseritamente presente dietro una vetrata della sala Var ospitata nell’International Broadcast Centre di Lissone, questa sede rientrerebbe nel raggio di competenza territoriale del Tribunale di Monza.

 

Sono comunque scenari al momento del tutto prematuri da considerare: sebbene non pochi dei numerosi arbitri ed ex arbitri ascoltati come testimoni nei mesi scorsi abbiano riferito di voci correnti su gesti in codice per comunicare da fuori la sala Var con gli addetti all’interno della sala Var (in violazione del protocollo che predicava impermeabilità), al momento le uniche partite sotto esame (tutte della scorsa stagione, non di quella in corso) e le uniche persone indagate sono quelle emerse sabato in occasione dell’invito a comparire notificato il giorno prima a Rocchi.

ROCCHI SALA VAR 45

 

Sono cioè il designatore arbitrale per la «bussata» al Var in Parma-Udinese dell’1 marzo 2025, il supervisore del Var Andrea Gervasoni, gli addetti al Var Luigi Nasca (per Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025 come Gervasoni) e Rodolfo Di Vuolo (al Var di Inter-Verona del gennaio 2024, gara della famosa gomitata di Bastoni), e (ma per una ventilata falsa testimonianza su Parma-Udinese) l’addetto Var Daniele Paterna. Se indagati sono solo questi 5 arbitri, significa che allo stato non ci sono indagati tra tesserati o dirigenti di squadre di calcio.

MAURIZIO ASCIONE