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EFFETTO EPSTEIN A LONDRA: LA SEDIA DI STARMER TRABALLA – LA DECISIONE DEL PREMIER BRITANNICO DI NOMINARE PETER MANDELSON AMBASCIATORE A WASHINGTON POTREBBE ESSERE OGGETTO DI UN’INCHIESTA PARLAMENTARE. LINDSAY HOYLE, SPEAKER DELLA CAMERA DEI COMUNI, HA ACCOLTO LA RICHIESTA DELL’OPPOSIZIONE CONSERVATRICE E HA DATO LA POSSIBILITÀ AI DEPUTATI DI DIBATTERE LA QUESTIONE IN PARLAMENTO E POI VOTARE – STARMER, CHE HA LICENZIATO MANDELSON A CAUSA DELLE RIVELAZIONI SUI SUOI RAPPORTI CON IL FINANZIERE PEDOFILO, HA SOSTENUTO DI NON AVERE FATTO PRESSIONI DI ALCUN TIPO PER ACCELERARE LA NOMINA, MA È STATO CONTRADDETTO DA UN EX FUNZIONARIO DEL MINISTERO DEGLI ESTERI…

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Estratto dell’articolo di Nicol Degli Innocenti per “Il Sole 24 Ore”

 

jeffrey epstein con il principe andrea e peter mandelson in accappatoio

Lo scandalo continua e la posizione di Keir Starmer si fa sempre più precaria. La decisione del premier di nominare Peter Mandelson ambasciatore a Washington potrebbe essere oggetto di un’inchiesta parlamentare.

 

Lindsay Hoyle, speaker della Camera dei Comuni, ha accolto ieri la richiesta dell’opposizione conservatrice e ha dato la possibilità ai deputati di dibattere la questione in Parlamento oggi e poi votare. «Il mio ruolo è solo decidere se la questione vada presa in considerazione -, ha precisato Hoyle -. Non sta a me prendere una decisione».

 

peter mandelson keir starmer

In caso di voto favorevole partirà l’inchiesta della potente Privileges Committee che indagherà se, come sostiene la leader dei Tories Kemi Badenoch, Starmer ha «mentito ripetutamente». Il Governo ha una schiacciante maggioranza in Parlamento, quindi la mozione sarà approvata solo nel caso improbabile che numerosi deputati laburisti decidano di votare contro il loro leader e premier.

 

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Peter Mandelson jeffrey epstein

Starmer ha sempre sostenuto che tutte le procedure di rito erano state scrupolosamente seguite nella nomina dell’ex ministro laburista al ruolo più prestigioso della diplomazia britannica. Il premier, che aveva poi licenziato Mandelson dopo pochi mesi a causa delle rivelazioni sui suoi rapporti con il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein, ha anche detto di non avere fatto pressioni di alcun tipo per accelerare la nomina.

 

Affermazioni contraddette la settimana scorsa da Oliver Robbins, ex funzionario capo del ministero degli Esteri, che in una testimonianza in Parlamento ha descritto le continue e pesanti pressioni di Downing Street perché Mandelson superasse i controlli di sicurezza previsti e partisse al più presto per Washington.

 

Peter Mandelson in mutande con una donna a casa di jeffrey epstein

Starmer aveva dichiarato in Parlamento che era stata data luce verde alla nomina, mentre è emerso che i servizi di sicurezza avevano “bocciato” Mandelson ma Robbins, senza avvertire il premier, aveva deciso di procedere comunque. [...]

donald trump e peter mandelson peter mandelson e jeffrey epstein 1peter mandelson e iul biglietto d auguri per jeffrey epstein 5 principe andrea peter mandelson 3